Empatia vuol dire entrare nel mondo di significati, di valori, di percezioni e di emozioni dell’altro; significa mettermi nei panni dell’altro come se fossi l’altro, ma con la consapevolezza di non potermi sostituire all’altro.
Per fare tutto ciò è necessario uscire da me stesso e guardare all’altro con il rispetto e lo stupore di chi, senza il pre-giudizio di sapere quello che l’altro vive, sente, può o non può fare……vuole condividere uno spazio dove lasciar fiorire la comunicazione e la relazione, un contatto autentico e sincero con l’altro.
Secondo le Teorie Gestaltiche la formula matematica 1+1= 2 risulta errata, in quanto nella realtà “Il tutto è più della somma delle singole parti”. È quello che avviene all’interno delle relazioni, quando due o più individui si incontrano per creare un Noi, cioè una nuova entità che non è semplicemente la somma delle persone, ma è il risultato dell’ arricchimento di nuove risorse e punti di forza.
Uscire da sé stessi e andare incontro all’altro non vuol dire perdere, ma arricchirsi di un qualcosa di matematicamente indefinito e indefinibile che sfugge alla logica razionale della convenienza e del “do ut des”. Tutto ciò supera di gran lunga le nostre aspettative, solo se siamo disposti a rischiare.
Se ci mettiamo a fare i conti di cosa è utile o meno ai nostri interessi tutto diventa piccolo e sminuiamo il valore dell’uomo e la straordinarietà dello stupore nell’incontro della diversità dell’altro.
Ed Io? Come vivo le mie relazioni? Cosa significa per me l’incontro con l’altro?
Quanto sono disposto a rischiare?
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