Qualche tempo fa mi sono imbattuta in un libro molto interessante, che consiglio a tutti, del Prof. Andrea Segrè, dal titolo " Elogio dello -spre+eco. Formule per una società sufficiente". 
Il Prof. Segrè è preside della facoltà Agraria di Bologna, nonchè, tra le altre cose, Presidente del Last Minute Market, spin-off universitario che si occupa di ridurre gli sprechi, in molte delle loro forme, facendo incontrare domanda e offerta. Ossia, rispettivamente: chi ha bisogno di un bene e chi, viceversa, ne ha in eccedenza e sta per liberarsene ( ad esempio le associazioni caritative e i supermercati per quanto riguarda il cibo invenduto che andrebbe buttato).
Ciò che mi ha colpito in particolare di questo libro è il tema riguardante gli sprechi alimentari.
Ne avevamo già parlato in un precedente post, ma ci tengo a tornare sull'argomento per approfondirlo maggiormente e, soprattutto, per suggerirvi qualche accorgimento su come sradicare il problema alla radice.
Lo sapete, ad esempio, che secondo una stima della FAO, la produzione agricola mondiale potrebbe nutrire abbondantemente 12 miliardi di persone? Ovvero, il DOPPIO di quelli attualmente presenti sul pianeta.
Ciò significa che produciamo troppo, sovvenzionando la produzione stessa, ma non in modo non sufficiente per tutti e per di più mangiamo anche male, come dimostra il tasso crescente di obesità nei paesi sviluppati.
L'altro paradosso è che non tutto ciò che produciamo viene consumato, anzi. Prendiamo, ad esempio, il caso dell'Italia. Secondo l'Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori (ADOC) ogni famiglia getta via ogni anno 584 euro di beni alimentari su una spesa mensile di 450 euro, circa l'11%.

Cosa possiamo fare, allora, per evitare nel nostro piccolo di sprecare?

1- Bhè, innanzitutto comprare meno!!( E in questo momento la crisi ci aiuta!) I carrelli dei supermercati sono stati ideati appositamente per contenere il maggior numero di beni possibili. Non facciamoci tentare! :) Prendiamo l'indispensabile e non facciamo scorte degne dei tempi di guerra!

2- E' inoltre possibile consumare alcuni beni anche dopo la data di scadenza. A questo proposito, alcuni dei nostri lettori, ci avevano chiesto di stilare una sorta di lista di questi cibi...
Quindi, eccovi accontentati. Ho preso in parte spunto da una tabella redatta dall'Istituto Superiore di Sanità:

Possono essere ancora consumati fino a qualche GIORNO dalla data di scadenza i seguenti prodotti:

YOGURT : ( io l'ho mangiato 2 settimane dopo la scadenza e vi assicuro..niente sorpresine intestinali. L'unica differenza sta nel numero dei fermenti lattici, ma non nel gusto o nella sicurezza del prodotto.)
PROSCIUTTO CONFEZIONATO

Parliamo, invece, di un margine di MESI dalla data di scadenza per i seguenti prodotti:

SUGHI PRONTI ( se la confezione non viene aperta): 1-2 mesi
- PASTA: 2-3 mesi
BIBITE
- BISCOTTI
-TONNO IN SCATOLA
PESCE SURGELATO
LEGUMI SECCHI
- SOTT'OLI E SOTTACETI:  a seconda che siano in confezioni di vetro ( 2 mesi) o di plastica ( 1 mese).
GELATO
- CONFETTURE: sia industriali che artigianali, resistono per diversi mesi dalla data di scadenza se realizzate con frutta e zucchero in parti uguali.

Ovviamente vale sempre la regola della corretta conservazione. Se ad esempio, un vasetto di marmellata è stato aperto o conservato in luogo caldo, va da sè che se lo andate a consumare qualche mese dopo la scadenza probabilmente non sarà il massimo! Ma ognuno farà poi le proprie valutazioni del caso prima di procedere con l'ingestione!

Concludo con una bella metafora del libro: " Bisognerebbe che si facesse strada il concetto che la Terra è come un'astronave sulla quale bisogna convivere, e che quindi le risorse, essendo limitate, non vanno sciupate e debbono essere distribuite più equamente fra tutti i passeggeri. Bisogna sostituire all'economia del "cowboy" irresponsabile, temeraria, spesso violenta, fondata sulla massimizzazione dei consumi e sullo sfruttamento illimitato delle risorse naturali, l'economia del "cosmonauta", con la Terra concepita come un'unica grande navicella spaziale provvista di riserve limitate e in cui l'uomo deve trovare il suo posto come elemento di un sistema ecologico complesso."

E voi avete qualche suggerimento da darci su come aiutarci a sprecare meno?


 


Comments

24/10/2012 02:28

Great post, thank you.

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