E rieccoci qua! Dopo settimane di lavori nella casa di ViviSostenibile finalmente siamo pronti per partire, almeno con il bed and breakfast! Le nostre camere vi stanno aspettando: le abbiamo arredate, pulite, lucidate, profumate e rimesse a nuovo ma....piccolo problema: non gli abbiamo ancora dato un nome! Ebbene sì, è' stata una di quelle cose che abbiamo sempre rimandato perchè non urgente, e ora che siamo ai blocchi di partenza ci troviamo con le camere anonime! A questo punto ci viene un'idea: quale modo migliore se non quello di coinvolgere gli amici che ci seguono da tempo, e quelli nuovi, dando il via ad un contest per scegliere INSIEME il loro nome? Le regole da seguire sono semplicemente queste: - ORIGINALITA'- SEMPLICITA'- SAPORE DI CAMPAGNALe camere da nominare sono quattro; per vederle e trovare la giusta ispirazione potete dare un'occhiata alle foto che abbiamo messo nella sezione dedicata al bed and breakfast. Tutte le proposte che riceveremo verranno pubblicate sul sito e messe al voto. Lo staff di ViviSostenibile si riserva di decretare il vincitore tra i tre finalisti. E il premio? Un weekend gratis per due persone nel nostro bed and breakfast!*Potrete rilassarvi, fare una lezione a cavallo o andare a visitare il bellissimo centro di Bologna. C'è tempo fino al 23 Settembre per inviare le vostre proposte a [email protected] oppure tramite twitter e facebook e poi fino al 30 Settembre per votarle! Quindi: al lavoro amici....vi stiamo aspettando! * Il premio è valido per due persone, comprende una notte in camera matrimoniale con colazione e c'è un anno di tempo per poterne usufruire
Ed eccoci qua, pronti ad ospitare il primo evento in casa ViviSostenibile!
Amici amanti dei cavalli, vi aspettiamo l' 1 e il 2 Settembre per un trekking sulle nostre colline!
Un weekend all'insegna di divertimento, musica, balli e buona cucina!
IL PROGRAMMA:
Sabato 1 Settembre Ore 15: ritrovo presso ViviSostenibile. Ore 16: partenza per il trekking sui colli di Monteveglio e dintorni, con sosta aperitivo. Ore 20: cena a base di gramigna alla salsiccia, crescentine e salumi. Ovviamente tanta musica e birra!
Domenica 02 Settembre Ore 08:00: gustosa colazione con torte fatte in casa Ore 09:00: inizio giochi a cavallo Ore 10:30: partenza per passeggiate a cavallo sulle nostre colline Ore 13:00 pranzo nostrano a base di lasagne alla bolognese e grigliata mista
Sono a disposizione 3 camere matrimoniali e piazzole tende con servizi.
VI ASPETTIAMO!
Per info contattateci 338/2638522
Tra qualche giorno ci lasceremo per le vacanze estive e, prima di allora, pensiamo sia giunto il momento di farvi brevemente il punto della situazione su "ViviSostenibile". Ovvero: da dove siamo partiti e dove vogliamo andare.
Da quando abbiamo deciso di lanciarci con questo blog ci sono successe una miriade di cose molto piacevoli, che non ci saremmo mai aspettati qualche mese fa. E' stato come un acceleratore di vita. Sono passati appena 7 mesi, ma per intensità sembrano anni. Siamo andati a conferenze, abbiamo conosciuto persone molto interessanti sul web che poi abbiamo incontrato di persona e che adesso fanno un po' parte del nostro quotidiano. Abbiamo preso spunti da loro, abbiamo sviluppato idee che poi abbiamo irrimediabilmente cambiato subito dopo. Insomma, abbiamo riscoperto la passione, i sogni, la foga di voler realizzare quello che desideri e che quasi non ti lascia dormire la notte. Tutti sentimenti che avevamo, erano solo un po' sopiti. Ci siamo lanciati in questo progetto senza sapere esattamente cosa volessimo fare e dove volessimo andare. Non siamo esperti di ambiente, e non mi vergogno a dirlo, ma lo amiamo, come amiamo le persone che ci circondano. E sapevamo che volevamo realizzare qualcosa in questo senso. Aprire un'attività? Ma con questa crisi? E se poi non va? A me ispira il carsharing...sono sicura che andrebbe anche in una cittadina di provincia come la nostra. Ma figurati chi lo utilizzerebbe qua! Allora vendita di prodotti ecologici on-line? Eh ma che palle, lo fanno tutti! Viva l'innovazione! E allora, cosa facciamo?? Lanciamoci con un blog... male che vada, non ci rimettiamo niente. Bhè, devo dire che è stata una delle migliori soddisfazioni della mia vita. Abbiamo ricevuto mail di complimenti da parte di lettori da Palermo a Vicenza. Di tutto quello che avevamo "programmato" non abbiamo realizzato quasi nulla, ma in realtà non poteva andare meglio di così. E adesso? Tra le persone in cui ci siamo imbattuti in questi mesi ce n'è una in particolare, di 68 anni, sulla nostra lunghezza d'onda per mentalità e voglia di fare, che vorrebbe realizzare insieme a noi un progetto di "vivere sostenibile" che ruoterebbe intorno ad una casa. Insomma, sbarcheremo dal web alla campagna. Sogniamo di realizzare un luogo alle porte di Bologna dove non ci si fermi semplicemente a dormire (era stata pensata per essere, tra le altre cose, un bed & breakfast) ma dove, magari, si possa anche lavorare insieme, in coworking, a progetti innovativi che puntino a migliorare la nostra qualità della vita. E dove, sempre magari, ci si possa anche riappropriare dell'uso delle mani, per creare qualcosa, dall'inizio alla fine, di realmente NOSTRO, compito che, ormai, abbiamo sempre più delegato ad altri. Se poi si potesse anche mangiare una pizza appena sfornata sotto ad un cielo stellato sarebbe un sogno. E noi vogliamo realizzarlo. Di lavoro da fare ce ne sarà tanto, ma non ci fa paura. Anzi, ci appassiona.
Vi terremo aggiornati..quindi: Stay tuned amici!
Post Scriptum: ovviamente, il progetto è aperto a consigli, idee, iniziative, pareri e critiche da parte vostra!
Scopriamo insieme cos’è l’INCI!! Quando acquistiamo prodotti per la cura della nostra persona, che sia per i capelli, i denti, il make up o la pelle, dovremmo sempre fare caso a ciò che è scritto tra gli ingredienti, perché probabilmente non sapete che tra quelli più utilizzati troviamo petrolati (derivanti dal petrolio), siliconi, solventi chimici, conservanti tossici, tensioattivi e PEG, placente bovine, mercurio, nanoparticelle, che lette cosi non vi dicono molto ma che, invece, fanno decisamente male alla nostra salute. Purtroppo commettiamo l'errore di ritenere che se un ingrediente è autorizzato, sia automaticamente innocuo o efficace, invece esistono purtroppo rischi di allergia, di accumulo, dicomedogenicità (chiusura dei follicoli sebacei con conseguente comparsa di pustole), se non di problemi più seri. Inoltre molti prodotti sono testati sugli animali, sono ricchi di composti chimici nocivi o non rispettano l’ambiente, etc. Voi vi chiederete:" come devo fare allora per capirci qualcosa sulla qualità e la purezza del prodotto?" Ed eccoci al famoso INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, ovvero Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici), ovvero la classificazione della maggior parte delle sostanze contenuta nei cosmetici. E’ di solito scritta sul retro di ogni prodotto, è obbligatorio in Europa, ed è in ordine decrescente, cioè dall’ingrediente presente con maggiore percentuale, a quello inferiore. Secondo una legge del 1997, infatti le case cosmetiche sono obbligate a riportare sulla confezione di ogni prodotto l’elenco degli ingredienti in esso contenuti. Gli ingredienti non sottoposti a interventi chimici sono espressi mediante il loro nome botanico in latino, quelli che invece hanno subito processi chimici vengono riportati sull’etichetta con un nome inglese, altri ingredienti come i coloranti, utilizzati spesso, sono tra gli ultimi ad essere posizionati nell’elenco e sono accompagnati dalla sigla C.I., che sta per colour index, e da un numero identificativo specifico per ogni tipologia. In rete è possibile consultare alcune fonti attendibili che vi possono aiutare per quanto riguarda la classificazione degli ingredienti: la Guida ai cosmetici che riporta una classificazione in base alla denominazione, descrizione e funzione; e il Biodizionario, in cui sono censite la maggior parte delle sostanze esistenti evidenziando in modo istantaneo la qualità del prodotto: 2 pallini verdi il prodotto è completamente naturale, 1 pallino verde è sempre un buon prodotto, 1 pallino giallo c’è da stare attenti, 1 pallino rosso è nocivo, 2 pallini rossi il prodotto è inaccettabile. Ovviamente in questa classifica bisogna tener conto della posizione che detiene il prodotto nell’ Inci del prodotto che si vuole acquistare; mi spiego meglio: è più grave se un prodotto con un pallino giallo è all’ inizio (quindi in maggiore concentrazione), piuttosto che alla fine. Eccovi una breve lista degli ingredienti dannosi più diffusi in prodotti di COSMETICA: - PETROLATI: (Petrolatum - Mineral Oil - Paraffinum Liquidum – Vasellina): il petrolato attualmente è quasi sempre ai posti più alti dell'INCI nei cosmetici. I petrolati sono degli idrocarburi derivati dalla raffinazione del petrolio. Paraffina e vasellina sono ingredienti molto noti alle aziende cosmetiche perchè come i siliconi, hanno un alto potere filmante e donano un’immediata sensazione di morbidezza e levigatezza dopo l’uso. I petrolati sono costituiti da sostanze oleose che impermeabilizzano l’ epidermide esercitando un’ azione antidisidratante, così facendo impediscono la normale traspirazione della pelle e quindi una corretta ossigenazione, che si traduce nell’occlusione dei pori formando punti neri ed imperfezioni. I petrolati generalemente non causano allergie ma è stato dimostrato che i soggetti trattati con creme a base di paraffina o vaselina rischiano di contrarre infezioni cutanee causate dai batteri che, sotto lo strato occlusivo, proliferano indisturbati. I petrolati sono contenuti in molte creme e balsami, da tenere sotto controllo anche i glicol (un solvente petrolifero). Sono stati inseriti recentemente dalla direttiva europea tra i cancerogeni di classe II. - SILICONI: (Cyclomethicone, Cyclopentasiloxane, Cyclohexassioxane, Dimethicone, Amodimethicone, componenti che finiscono in –one): si tratta di sostanze idrorepellenti, duttili, antistatiche, resistenti alle alte temperature, resistenti all’invecchiamento (e quindi non biodegradabili), chimicamente inerti. Tutte qualità che rendono i siliconi molto appetibili per un campo, come quello dei cosmetici, sempre alla ricerca di novità ed innovazioni. I prodotti come shampoo e balsami che contengono siliconi rivestono il fusto dei capelli coprendone completamente le squame e donandogli un aspetto setoso e vellutato. Il capello però viene rivestito da questa pellicola che non è assolutamente curativa ma copre solo gli inestetismi. Sotto di essa il capello continua inesorabilmente a rovinarsi. A lungo andare, poi, i siliconi leggeri seccano i capelli ed aiutano l’insorgere delle doppie punte. I siliconi pesanti invece afflosciano i capelli. Se questo non bastasse, tendono ad appesantirli costringendo a lavaggi frequenti. L’effetto che si ottiene con i prodotti che contengono siliconi è quindi solo e puramente estetico. I siliconi presenti in creme, rossetti e sieri producono sull’epidermide una pellicola che la rende liscia, morbida e tirata. In poco tempo però questa diventa secca, squamosa e piena di punti neri. E’ la sua reazione normale nei confronti di una pellicola che la riveste e non la fa respirare. I siliconi, infatti, contribuiscono a cerare una specie di occlusiva sull’epidermide e l’effetto è pari a quello di una pellicola di plastica appoggiata sulla pelle. La loro caratteristica fondamentale è creare un film sulla pelle o sui capelli donandogli un aspetto finto-sano, ma basta smettere di usare il cosmetico per scoprirne gli effetti indesiderati. - FORMALDEIDE: la troviamo in tantissimi prodotti di uso comune e purtroppo viene largamente usata anche nella conservazione dei cosmetici. Prodotti come fondotinta, shampoo e smalti contengono formaldeide che oltre ad essere una sostanza conservante è un potente battericida. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti, anche se a concentrazioni molto basse. - PARABENI: sono conservanti e antimicrobici sintetici utilizzati sia nell’ industria cosmetica che in quelle farmaceutica e alimentare. Sono particolarmente presenti nei prodotti che contengono acqua - creme per il viso, shampoo, dentifrici, creme abbronzanti e deodoranti – e vengono utilizzati ampiamente, in quanto ritenuti innocui e ben tollerati dalla pelle. I sei principali parabeni che possiamo trovare nelle formulazioni in commercio sono methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben e vengono usati in tantissimi cosmetici di uso quotidiano, persino nei cosiddetti prodotti “naturali” o “organici” . E’ stato ampiamente dimostrato che queste sostanze penetrano attraverso la pelle e restano intatte all’interno del tessuto, accumulandosi. Sebbene siano legalmente autorizzati nell’Unione Europea, anche i parabeni sono seriamente sospettati di essere cancerogeni. - FTALATI: Gli ftalati sono composti chimici di uso industriale, impiegati come agenti plastificanti e come solventi e utilizzati anche nella produzione di vernici e smalti per le unghie. Una tra le sostanze più incriminate trova ampio utilizzo anche in campo cosmetico. Secondo un rapporto di Greenpeace, un grandissimo numero di profumi per uomo e donna delle migliori marche contiene due sostanze che possono avere effetti indesiderati sulla salute: gli ftalati appunto e i muschi sintetici. - TENSIOATTIVI: sono sostanze dotate di proprietà schiumogene, detergenti e solubilizzanti. Sono ovviamente presenti in tutti i prodotti che detergono corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Non sono sostanze cancerogene, come si pensava fino a qualche anno fa, ma essendo molto aggressive è meglio preferire prodotti contenenti tensioattivi più delicati e soprattutto limitarne l’uso. - PEG (Polyethylene Glycol) e PPG (Propylene Glycol): derivati petroliferi che contengono anche minime tracce di ossido di etilene, il primo contribuisce allo smantellamento della capacità della pelle di assorbire l'umidità e i nutrienti, lasciando il sistema immunitario vulnerabile. Il secondo lo possiamo trovare in molti prodotti per make-up, per capelli, lozioni, dopobarba, deodoranti, colluttori, dentifrici. -MEA, -DEA, -TEA, -MIPA: (cocamide DEA, Oleamide DEA, Lauramide DEA, Cocamide TEA, Oleamide TEA, Lauramide TEA, Cocamide MEA, Oleamide MEA, Lauramide MEA, Linoleamide DEA, Myristamide DEA, Stearamide DEA, DEA-Cethyl Phosphate,DEA- Oleth-3 Phosphate, TEA-Lauryl Sulfate, Thiethanoamine). Non sono i nomi di quattro simpatiche sorelle ma rispettivamente le sigle di monoethanolamine, diethanolamine, triethanolamine e sono presenti in molti composti cosmetici. Li possiamo trovare quasi sempre nei prodotti che fanno schiuma quindi shampoo, saponi e bagnoschiuma, sono quindi composti organici utilizzati per dare ai composti un aspetto più cremoso. La trietanolammina è impiegata anche come riequilibratore del Ph. Si tratta di sostanze accusate di determinare reazioni allergiche e secchezza della pelle e del cuoio capelluto. Inoltre, come le altre ammine, dietanolammina e trietanolammina possono produrre nitrosammine, composti organici cancerogeni. Tuttavia, dato che DEA e TEA sono presenti nei cosmetici in percentuali minime, le probabilità che originino nitrosammine sono considerate molto scarse (per quanto non nulle). - EDTA (es. tetrasodium EDTA): poco biodegradabile, responsabile dell'inquinamento delle acque e dell'avvelenamento dei pesci. - I CONSERVANTI ovvero tutte quelle sostanze che devono essere addizionate ai cosmetici contenenti acqua per evitare che si sviluppino muffe o batteri. Tra i più comuni troviamo: L’urea di Diazolidinyl e l’urea di Imidazolidinyl conservanti sintetici comunemente impiegati nell’industria cosmetica in creme per la pelle, creme solari, shampoo e balsami. Rilasciano formaldeide, un battericida inserito sin dal 2004 nell’elenco delle sostanze cancerogene stilato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, e possono causare dermatiti e reazioni allergiche. Quaternium 15: fa sempre parte dei conservanti. E’ presente in molti cosmetici per il make-up degli occhi, nei fondotinta, negli shampoo ma anche nelle lozioni idratanti e nelle creme solari. E’ nocivo perché rilascia formaldeide, è tossico e dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione. Kathon CG: è un altro conservante, un antimicrobico ad ampio spettro d’azione, incolore e inodore contenuto nei dermocosmetici, nei prodotti per l’igiene personale e nei prodotti per la casa. Dal punto di vista tossicologico, il Kathon CG, è stato classificato come irritante primario nonostante abbia un grandissimo utilizzo. E’ possibile trovarlo sulle etichette con dei sinonimi come GROTAN, EUXIL o ISOTIAZOLINA. -TRICLOSAN: sostanze molto attive, usato come antibatterico è una sostanza allergenica che si accumula nel corpo e si ritrovano anche nel latte materno. E' stato registrato come pesticida, assegnandogli un alto indice di rischio per la salute umana e l'ambiente. - PARAFENILENDIAMINA (PFD): questa sostanza, dal nome difficile da pronunciare, la incontriamo spesso quando andiamo dal parrucchiere, infatti è il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti dei capelli. Molto spesso dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione tanto che questa sostanza è stata bandita da molti Paesi europei. - TOLUENE: leggi toluene e pensi subito ai prodotti per le unghie e in effetti il toluene è il solvente che serve a stendere facilmente lo smalto. Purtroppo è stato collegato a disturbi del sistema nervoso e può inoltre causare danni ai reni. Per correre ai ripari alcune case cosmetiche hanno tolto dai componenti dei loro smalti la sostanza incriminata. Forse il nostro smalto si sgretolerà più velocemente, ma avremo la certezza di non avvelenarci. - PROFUMO: tutti i cosmetici in genere hanno un odore gradevole. Siamo portati a pensare che la fragranza all’interno dei prodotti per l’igiene personale sia del tutto innocua, ma non è così. Il 95% delle sostanze chimiche impiegate nei profumi e nelle fragranze dei cosmetici sono composti sintetici derivati dal petrolio e dal momento che i profumi hanno un basso peso molecolare, riescono a penetrare più facilmente nella pelle e possono causare allergie o difficoltà respiratorie. - IDROCHINONE: leggendo le etichette dei prodotti schiarenti per la pelle è facile imbattersi in questo composto, un fenolo che risulta essere nocivo, irritante e pericoloso per l’ambiente. Anche se ne è stato vietato l’uso come schiarente per la pelle, questa sostanza continua ad essere impiegata nelle tinture per capelli, anche se a concentrazioni basse. - COAL TAR: spesso in dermatologia per curare la psoriasi vengono utilizzati i catrami terapeutici. Tra questi, il più efficace è il Coal Tar ovvero il catrame minerale che, per la sua attività riducente e antiseborroica, trova impiego in molte creme antri prurito e nei trattamenti per il cuoio capelluto ma può dar luogo a fenomeni di fotosensibilizzazione. - ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti, alimentari e non, e ovviamente non poteva mancare tra i componenti di molti cosmetici, in particolar modo deodoranti eantitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di zirconio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la degenerazione in cellule cancerose - LAURILSOLFATO DI SODIO: è un detergente dall’effetto schiumogeno, usato sia in lavorazioni industriali che per la produzione di saponi, shampoo e bagnoschiuma. Può causare irritazioni alla pelle, determinando afte e dermatiti. Non è invece chiaro se si tratti di una sostanza cancerogena: l’ American Cancer Society sostiene che la sostanza diventi pericolosa solo ad alte concentrazioni, superiori a quelle comunemente utilizzate nei cosmetici.
Nel dubbio riguardo alla reale pericolosità di tali componenti chimiche, l’ unico consiglio che mi sento di dare è di fare sempre attenzione alle etichette, cercando di scegliere il più possibile prodotti naturali e biologici, e magari di cimentarsi, quando possibile, nei cosiddetti rimedi della nonna e nel fai-da-te come le ricette che vi ho già proposto!!! Spero di esservi stata utile, alla prossima!!!
Francesca
E' partita la campagna "Estate Differente", promossa gratuitamente da Dizionario dei Rifiuti con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini al rispetto ambientale e alla differenziazione dei rifiuti, anche in vista del periodo estivo, e noi abbiamo deciso di aderirvi con molto piacere!! L'iniziativa prevede 3 diversi progetti: "Salva la Spiaggia", per sensibilizzare alla salvaguardia e alla tutela delle spiagge e delle coste italiane; "Salva il Parco", per difendere il decoro dei parchi cittadini; "Salva il Bosco", per proteggere la bellezza della natura. In cosa consiste? Si parte dai social network, dove gli utenti possono condividere le immagini dell'iniziativa e fare passaparola. Dalla pagina ufficiale dell'iniziativa, poi, i cittadini potranno scaricare le locandine e rendere partecipi le Amministrazioni, gli Enti, le Associazioni. Il desiderio è che ciascuno di noi si faccia partecipe attivo dell'iniziativa, scaricando le locandine e promuovendone l'affissione negli stabilimenti balneari, nei parchi e nei boschi. I primi protagonisti dell'iniziativa saranno i Comuni italiani che hanno aderito all'iniziativa "Comuni Differenti" del Dizionario dei Rifiuti, tra cui Genova, Napoli, Belluno, Ancona e un'altra ventina di comuni italiani, ma lo staff del Dizionario dei Rifiuti pensa che l'iniziativa possa coinvolgere e trovare l'interesse di tutti i Comuni nazionali grazie alla potenza della rete. La campagna sarà, infatti, diffusa in tutto il territorio nazionale attraverso social network, partners, blog e radio del settore. Collabora all'iniziativa anche Decoro Urbano, uno strumento gratuito per le Istituzioni e per il cittadino, la cui finalità è quella di segnalare situazioni di degrado ambientale. Ma come nasce la campagna "Estate Differente" e quali sono le sue finalità? "L'iniziativa nasce da un'esperienza vissuta qualche giorno fa - rivela Francesco Cucari, sviluppatore del Dizionario dei Rifiuti - quando sulla spiaggia ho visto una bambina prendere il panino dalla borsa e gettare l'involucro di carta sull'arenile. Allora mi sono detto:' qui bisogna fare qualcosa.'.' (anche se prima mi sono alzato per buttare la carta!). Così ho voluto lanciare questa nuova iniziativa, che si propone la finalità di rendere consapevoli i cittadini dell'importanza di una corretta raccolta differenziata, fatta spesso di piccoli gesti e la cui buona qualità, anche grazie all'aiuto del Dizionario dei Rifiuti, aiuta il riciclo!!"Ah, piccola nota a margine: Francesco ha 19 anni. I ragazzi italiani sono anche quelli come lui, che, oltre a tifare Milan (ognuno ha i suoi difetti ;) , si ingegnano su come migliorare ogni giorno questo paese e i suoi cittadini. Complimenti, davvero! E ora...buona estate differente a tutti!! Partecipate, condividete e diffondete!
Da qualche settimana siamo ormai in piena estate e ai telegiornali non si parla altro che del caldo torrido che sta impazzando da nord a sud e che, ovviamente, è il peggiore degli ultimi 50 anni! Quest'anno va addirittura molto di moda attribuire agli anticicloni nomi mitici come "Minosse" o "Caronte"..tanto per rendere la cosa ancora più epica. Ma qualcuno ci vuole spiegare, invece, qual'è la situazione delle nostre spiagge? Se siete emiliani, come noi, vi sarà certamente capitato di andare in Riviera Romagnola e di non riuscire a trovare una spiaggia libera se non dopo kilometri di cammino. A volte, tenti il tutto per tutto cercando di piazzarti sulla riva davanti ai lettini di uno stabilimento e, se ti va fatta bene, ci rimani, ma se incontri il bagnino scortese può pure capitarti di essere spedito via malamente! Il punto è che ben il 60% delle nostre spiagge sono cementificate e privatizzate. Come denunciato nel Manuale di autodifesa del bagnante 2012, a seguito di questa presa di possesso delle nostre spiagge da parte delle lobby balneari ( supportate da una politica accondiscendente) siamo stati praticamente privati di un libero e gratuito accesso al mare, che invece è sempre più spesso condizionato al pagamento di un biglietto di ingresso che si aggira intorno ai 15-20 euro. Non tutti sanno, però, che la legge italiana prevede che tutti i cittadini hanno diritto di accedere liberamente alla battigia, di fermarsi e di fare il bagno senza dover necessariamente noleggiare le strutture. Qualora, quindi, ci si dovesse imbattere nel bagnino scortese di sopra, si deve innanzitutto ricordargli che sta andando contro la legge, dopodichè, se persiste, si può contattare la Capitaneria o i Vigili Urbani.
Ma gli stabilimenti balneari, se la passano poi così bene con la crisi? A dire il vero no, e molti ombrelloni rimangono chiusi e inutilizzati per la gran parte della stagione. La maggioranza dei vacanzieri, infatti, li utilizza o nei weekend ( quando si trasferisce nella seconda casa al mare) oppure solo per qualche settimana all'anno. E allora... perchè non lanciarsi in un "beach-sharing"? A Jesolo ci ha pensato il Presidente della Federconsorzi, Riccardo Cattai, che di fatto gestisce tutti gli stabilimenti balneari della zona: "Stiamo cercando di convincere i nostri soci ( che affittano un posto stagionalmente n.d.r.) a comunicarci i giorni o i periodi in cui pensano di non scendere in spiaggia. A quel punto, potremmo subaffittare i loro ombrelloni ai pendolari, applicando una tariffa low cost - anche il 50 per cento in meno - e stornando una parte delle spese a loro carico, così da abbassare i costi". Gli spazi vicino al mare sono, ovviamente, i più ambiti ma quelli nelle retrovie restano per la maggior parte del tempo inutilizzati. Ecco, quindi, che attraverso la condivisione degli ombrelloni si riuscirebbe ad abbassare i prezzi, con vantaggi per tutti, sia economici che di migliore gestione dello spazio.
Che andiate alla ricerca di una spiaggia libera o di un ombrellone condiviso, vi torneranno comunque utili tre semplici regole per il rispetto delle spiagge:
1- LASCIATE A CASA IMBALLAGGI INUTILI ( scatoline di cartone, buste di plastica, polistirolo ecc.)
2- PORTATE VIA I RIFIUTI della giornata gettandoli nella raccolta differenziata
3- SEGNALATE LA PRESENZA DI RIFIUTI SPECIALI (pneumatici, batterie,catrame) alla Polizia Municipale o ad altri enti competenti ( Comune, Ente, Parco).
E se siete troppo svogliati per arrivare al cestino ricordatevi che una bottiglia di plastica impiega dai 100 ai 1000 anni per biodegradarsi!!
Buone vacanze a tutti!!
Tutti al mare a mostrar le chiappe chiare!! Anche quest'anno è finalmente arrivato il momento delle tanto agognate vacanze estive e i ragazzi disabili dell'Associazione Volhand non potevano mancare all'appuntamento! Dato l'elevato numero di partecipanti, partiranno divisi in due turni, alla volta dell' Eurocamp di Cesenatico. Piccolo problema: non disponiamo di un mezzo che gli consenta di uscire tutti insieme la sera! :( Facciamo, dunque, appello a chiunque, azienda o persona, possa darci in prestito un pulmino da 7/9 persone per le seguenti settimane: - dal 28/07 al 04/08 e dal 04/08 al 11/08. Partenza da Bologna, destinazione: Riviera romagnola. Se non dovesse essere disponibile per entrambe le settimane, opteremmo per la seconda, durante la quale è assolutamente necessario! Durante il giorno il pulmino resterà fermo mentre i ragazzi saranno spaparanzati al sole ma la sera gli sarebbe davvero utile per le loro notti brave! ;) Ovviamente verrebbe trattato con la massima cura dagli educatori e ci assumiamo la responsabilità di eventuali danni.Per maggiori info sulle vacanze vi invito a dare un'occhiata qua, foto comprese!!! Allora, chi si fa avanti???!! Scrivetemi a [email protected]GRAZIE!!!
Il 30 Giugno 2012 alle ore 14:00 ci troveremo a Bologna per condividere una giornata insieme in bicicletta, osservando la città in un modo nuovo, attivandoci per trovare una soluzione al problema degli edifici abbandonati della città. Missione: trovare una casa per lʼinnovazione sociale a Bologna. Il tour è organizzato in collaborazione con Ciclostile Architettura, studio di architettura specializzato in rigenerazione urbana e Hubbol, gruppo di potenziali fondatori del nuovo Hub, spazio di coworking e incubazione per lʼinnovazione sociale. Il tour è patrocinato dallʼ Ordine degli Architetti di Bologna.
Lʼidea: riuscire a coinvolgere i cittadini facendoli contribuire alla mappatura degli edifici abbandonati inserendo Bologna in un contesto internazionale sul tema. Vogliamo darci un obiettivo.
La missione: troviamo una casa per Hubbol. Uno spazio grande, usabile, accessibile, integrato nel tessuto urbano e prossimo ad altre funzioni vitali: un mercato, una strada, uno spazio attraversato dalle energie della città e pronto a coglierle e trasformarle in innovazione per tutti. Ognuno di noi potrà rendersi conto, girando in bicicletta, durante quel sabato pomeriggio, che ci sono moltissimi “nuovi” edifici davanti ai quali siamo passati infinite volte, e come oggetti “ trasparenti” mai ce ne siamo accorti. Lʼenergia di tutti permetterà di creare una mappatura, non solo degli edifici, ma anche delle sensazioni, dei problemi, delle questioni legate a quel luogo. Lʼidea è che insieme potremo coinvolgere passanti, vicini di casa, abitanti cercando di trovare risposte a quelle domande che tantissimi di noi si sono posti. Perchè questo edificio è abbandonato? Chi è il proprietario? Perchè non è mai stato fatto nulla? Eʼ in vendita?
Ciao Ragazzi!!! Eccomi qui con il primo VIP (Very Pure Ingredient)….rullo di tamburi….the winner is l’OLIO DI JOJOBA!!! Non perché sia più speciale degli altri ma perché è stato il primo che ho acquistato e ha un nome a mio parere simpatico…vediamo ora la sua biografia. L'Olio di Jojoba (nome originale Simmondsia chinensis) è estratto da una pianta che cresce spontaneamente nelle zone meridionali della California e del vicino Messico, in una vasta area denominata deserto del Sonora. La pianta era già conosciuta dagli antichi Aztechi, ma gli indiani d’America sono stati i suoi maggiori consumatori, la chiamavano "Hohowi" e ne estraevano l’olio con finalità medicinali e cosmetiche, ed ha costituito per centinaia di anni il loro rimedio universale per tutti i problemi della pelle. In realtà è una "cera liquida” e non un vero e proprio olio, non contiene glicerina ed è di facile assorbimento da parte della pelle. I vantaggi dell’olio di jojoba sono molti. Le proprietà di quest'olio lenitive, protettive, curative e idratanti sono apprezzabili per l'alta purezza, per l'assenza di odore, per la stabilità al calore e per l'alta resistenza all'irrancidimento, ha infatti lunghissimi tempi di conservazione. Inoltre ha un’alto contenuto di vitamine (E e F), minerali, sostanze antiinfiammatorie, oltre che di antiossidanti naturali come i tocoferoli (indispensabili nel combattere il foto invecchiamento, prevengono la distruzione delle cellule, aiutano il processo di ossigenazione, aumentano il turgore della pelle, la sodezza e l'elasticità, prevengono la formazione di rughe e la disidratazione). L’impiego dell’olio di jojoba in campo dermocosmetico rappresenta un autentico concentrato di principi attivi naturali, molto utili per riportare la pelle al suo equilibrio e per rinnovarne la bellezza. Riesce a stimolare in profondità l’idratazione della pelle, per questo l’olio di jojoba è raccomandato in tutti i casi di precoce invecchiamento, in caso di pelle secca, arida, atrofica, ovvero nel momento in cui la pelle è maggiormente esposta alla formazione di rughe per via della sua sottigliezza. Detto questo veniamo ai suoi usi…. Può essere applicato ogni giorno sulla pelle pulita con leggero massaggio e se ne può anche aggiungere qualche goccia all'abituale crema da giorno per facilitarne l’utilizzo. E’ perfetto per i bambini e per la cura della pelle sensibile in generale, si usa sia per pelli secche che grasse, perché regola l'olio in eccesso, e anche sul cuoio capelluto. Viene considerato come un olio vegetale che possiede intrinsecamente, già allo stato naturale, tutte le caratteristiche di un olio cosmetico ideale. È adatto a tutti i tipi di pelle ed in particolare a quelle secche, che riacquisteranno nutrimento, morbidezza, luminosità e splendore. L’olio di jojoba ha un filtro solare naturale di protezione e secondo la sensibilità della pelle può essere usato come olio solare protettivo, infatti produce un abbronzatura naturale e aiuta a farla durare più a lungo. Particolarmente adatto per essere utilizzato nella cura dei capelli con impacchi pre-shampoo o applicandolo direttamente sulle lunghezze e non sulle radici se avete i capelli grassi, quando i capelli sono ancora umidi. In entrambe le vesti svolgerà un’azione ristrutturante e idraterà a fondo le squame che rivestono il capello senza appesantirli troppo. C’è anche chi lo utilizza come contorno occhi, grazie alle sue proprietà antiossidanti e leviganti. L'Olio di Jojoba è inodore e perciò adatto ad essere utilizzato come base per i profumi. ATTENZIONE però all’etichetta che troverete sulla confezione: il vero olio di jojoba, puro al 100% nel suo inci (nome per indicare gli ingredienti dei prodotti) deve contenere solo ed esclusivamente Simmondsia chinensia Oil. E ora ecco una ricetta speciale con l’Olio di Jojoba nel cast: Spray estivo che protegge i capelli dal sole, sale e cloro!!! Ingredienti: Lecitina di soia 4gr, Olio di cocco 12gr, Olio Vatika 8 gr, Olio di jojoba 3gr, Olio di semi di lino 3gr, Olio di ricino 3gr, Burro di karite' 3gr, Acqua 42gr, Inulina 3gr, Proteine del grano 2gr, Cosgard 0.6 gr Oli essenziali rosmarino e limone 16 gocce totali. Potete usare gli oli che preferite, questi son quelli hanno anche un leggero fattore di protezione. Il procedimento è semplicissimo: ho sciolto la lecitina nell'olio di cocco, poi ho aggiunto gli altri oli e il burro di karitè appena sciolto al microonde. Ho scaldato l'acqua e sciolto l'inulina, appena fredda ho aggiunto le proteine idrolizzate del grano, vanno bene anche quelle del latte o della seta o la fitocheratina. Poi ho messo le solite 16 gocce di cosgard (il conservante) e gli oli essenziali che lucidano e rinforzano. Quindi ho versato il tutto negli oli con la lecitina, ho agitato forte et voilà il vostro spray :-) Infine ho misurato il ph e con poche gocce di acido lattico l'ho portato a 4.5.
Questa ricetta viene dal Blog di Carlitadolce.
Arrivederci alla prossima con un nuovo VIP e una nuova ricetta su dove applicarlo!!!
Francesca
Sin da quando ero piccola ho sempre, e dico sempre, bevuto acqua in bottiglia. Fiera sostenitrice della mia scelta, quasi non concepivo chi bevesse acqua del rubinetto, tacciandoli un po' di taccagneria e incoscienza. Pensavo: " ecco questi bevono acqua del rubinetto per risparmiare e non si preoccupano della loro salute ", convinta com'ero che la cosiddetta "acqua del sindaco" non fosse sufficientemente controllata. Poi sono andata a convivere. E ovviamente per qualche tempo ho tenuto duro nella mia scelta. Passano i mesi e le confezioni di acqua portate manualmente ( non abbiamo l'ascensore) per 4 rampe di scale, cominciano seriamente a prendere il sopravvento sul mio rigore. Ecco, quindi, che inizio ad informarmi maggiormente a proposito della qualità dell'acqua del rubinetto. Contestualmente, comincia proprio in quel periodo una campagna Coop a riguardo ed io decido di acquistare la loro caraffa filtrante per provare a convertirmi. ...Bhè, da allora non l'ho più abbandonata! So che ci sono teorie discordanti al suo riguardo ma credo che non avrò difficoltà ( una volta terminati i filtri...che ho pagato caro) ad abbondarla a favore di una semplice bottiglia di vetro. I vantaggi della mia scelta sono stati innumerevoli: 1. Innanzitutto non sono più schiava di quelle pesantissime confezioni che gravavano sulla mia schiena e sul nostro portafoglio. Ora sono libera di andare a fare la spesa a piedi senza, al termine degli acquisti, farmi venire un accidente perchè la macchina è parcheggiata a casa ed io ho 7kg d'acqua da portarmi dietro! 2. Consumo molta meno plastica e, considerando che nel paese in cui abito passano a ritirarla una volta ogni 2 settimane, ora devo dire che riempo a fatica il sacco giallo! :) 3. Non ho trovato alcuna differenza nel gusto e devo ammettere che, forse, era più una fissazione personale che altro. Ma, aldilà della mia esperienza personale, voglio snocciolarvi un po' di dati ufficiali a proposito, che ho recuperato proprio nei volantini della campagna Coop. Innanzitutto sapete che per l'imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri di acqua per 100 km, si producono emissioni almeno pari a 10kg di anidride carbonica? Prima di convertirsi all'acqua del rubinetto, bisogna però essere certi della sua sicurezza. A questo riguardo posso dirvi che: - Viene fornita solamente dalle Aziende Acquedottistiche attraverso la rete idrica con il requisito fondamentale della loro potabilità. - L'acqua pubblica è uno dei settori più vigilati e più controllati. - A garantirne la qualità sono le migliaia di verifiche effettuate OGNI ANNO dalle Asl, dall'Arpa (Agenzie regionali protezione e ambiente) e dai gestori del servizio idrico utilizzando i parametri previsti dalla legge. Queste garanzie valgono, però, solo fino all'allacciamento con le case: da quel punto in poi la responsabilità della gestione delle tubature e di eventuali cisterne è dei cittadini. Per terminare, vi ricordo che in una risoluzione delle Nazioni Unite del luglio 2010, si riconosce l'acqua come diritto umano universale e allo stesso tempo si precisa che 884 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile. Attualmente, il quadro della disponibilità idrica globale non è solo preoccupante, ma è sottoposto ad un trend che , in mancanza di un radicale cambiamento delle abitudini e delle tecnologie, traccia un futuro drammatico. Nel 2025 si prevede, infatti, che 3miliardi di persone dovranno convivere in una situazione caratterizzata dalla scarsità d'acqua. E noi cosa possiamo fare a riguardo? Considerando che, dopo gli Stati Uniti, l'Italia è il paese che consuma più acqua pro-capite..direi molto!Ecco alcuni pratici consigli a riguardo in un paio di post di qualche tempo fa. Ed ora..a voi la scelta! Io la mia l'ho fatta e ne sono soddisfatta ( che fa anche rima!! :)
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