Sin da quando ero piccola ho sempre, e dico sempre, bevuto acqua in bottiglia. Fiera sostenitrice della mia scelta, quasi non concepivo chi bevesse acqua del rubinetto, tacciandoli un po' di taccagneria e incoscienza. Pensavo: " ecco questi bevono acqua del rubinetto per risparmiare e non si preoccupano della loro salute ", convinta com'ero che la cosiddetta "acqua del sindaco" non fosse sufficientemente controllata. Poi sono andata a convivere. E ovviamente per qualche tempo ho tenuto duro nella mia scelta. Passano i mesi e le confezioni di acqua portate manualmente ( non abbiamo l'ascensore) per 4 rampe di scale, cominciano seriamente a prendere il sopravvento sul mio rigore. Ecco, quindi, che inizio ad informarmi maggiormente a proposito della qualità dell'acqua del rubinetto. Contestualmente, comincia proprio in quel periodo una campagna Coop a riguardo ed io decido di acquistare la loro caraffa filtrante per provare a convertirmi. ...Bhè, da allora non l'ho più abbandonata! So che ci sono teorie discordanti al suo riguardo ma credo che non avrò difficoltà ( una volta terminati i filtri...che ho pagato caro) ad abbondarla a favore di una semplice bottiglia di vetro. I vantaggi della mia scelta sono stati innumerevoli: 1. Innanzitutto non sono più schiava di quelle pesantissime confezioni che gravavano sulla mia schiena e sul nostro portafoglio. Ora sono libera di andare a fare la spesa a piedi senza, al termine degli acquisti, farmi venire un accidente perchè la macchina è parcheggiata a casa ed io ho 7kg d'acqua da portarmi dietro! 2. Consumo molta meno plastica e, considerando che nel paese in cui abito passano a ritirarla una volta ogni 2 settimane, ora devo dire che riempo a fatica il sacco giallo! :) 3. Non ho trovato alcuna differenza nel gusto e devo ammettere che, forse, era più una fissazione personale che altro. Ma, aldilà della mia esperienza personale, voglio snocciolarvi un po' di dati ufficiali a proposito, che ho recuperato proprio nei volantini della campagna Coop. Innanzitutto sapete che per l'imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri di acqua per 100 km, si producono emissioni almeno pari a 10kg di anidride carbonica? Prima di convertirsi all'acqua del rubinetto, bisogna però essere certi della sua sicurezza. A questo riguardo posso dirvi che: - Viene fornita solamente dalle Aziende Acquedottistiche attraverso la rete idrica con il requisito fondamentale della loro potabilità. - L'acqua pubblica è uno dei settori più vigilati e più controllati. - A garantirne la qualità sono le migliaia di verifiche effettuate OGNI ANNO dalle Asl, dall'Arpa (Agenzie regionali protezione e ambiente) e dai gestori del servizio idrico utilizzando i parametri previsti dalla legge. Queste garanzie valgono, però, solo fino all'allacciamento con le case: da quel punto in poi la responsabilità della gestione delle tubature e di eventuali cisterne è dei cittadini. Per terminare, vi ricordo che in una risoluzione delle Nazioni Unite del luglio 2010, si riconosce l'acqua come diritto umano universale e allo stesso tempo si precisa che 884 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile. Attualmente, il quadro della disponibilità idrica globale non è solo preoccupante, ma è sottoposto ad un trend che , in mancanza di un radicale cambiamento delle abitudini e delle tecnologie, traccia un futuro drammatico. Nel 2025 si prevede, infatti, che 3miliardi di persone dovranno convivere in una situazione caratterizzata dalla scarsità d'acqua. E noi cosa possiamo fare a riguardo? Considerando che, dopo gli Stati Uniti, l'Italia è il paese che consuma più acqua pro-capite..direi molto!Ecco alcuni pratici consigli a riguardo in un paio di post di qualche tempo fa. Ed ora..a voi la scelta! Io la mia l'ho fatta e ne sono soddisfatta ( che fa anche rima!! :)
Qualche tempo fa mi sono imbattuta in un libro molto interessante, che consiglio a tutti, del Prof. Andrea Segrè, dal titolo " Elogio dello -spre+eco. Formule per una società sufficiente". Il Prof. Segrè è preside della facoltà Agraria di Bologna, nonchè, tra le altre cose, Presidente del Last Minute Market, spin-off universitario che si occupa di ridurre gli sprechi, in molte delle loro forme, facendo incontrare domanda e offerta. Ossia, rispettivamente: chi ha bisogno di un bene e chi, viceversa, ne ha in eccedenza e sta per liberarsene ( ad esempio le associazioni caritative e i supermercati per quanto riguarda il cibo invenduto che andrebbe buttato). Ciò che mi ha colpito in particolare di questo libro è il tema riguardante gli sprechi alimentari. Ne avevamo già parlato in un precedente post, ma ci tengo a tornare sull'argomento per approfondirlo maggiormente e, soprattutto, per suggerirvi qualche accorgimento su come sradicare il problema alla radice. Lo sapete, ad esempio, che secondo una stima della FAO, la produzione agricola mondiale potrebbe nutrire abbondantemente 12 miliardi di persone? Ovvero, il DOPPIO di quelli attualmente presenti sul pianeta. Ciò significa che produciamo troppo, sovvenzionando la produzione stessa, ma non in modo non sufficiente per tutti e per di più mangiamo anche male, come dimostra il tasso crescente di obesità nei paesi sviluppati. L'altro paradosso è che non tutto ciò che produciamo viene consumato, anzi. Prendiamo, ad esempio, il caso dell'Italia. Secondo l'Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori (ADOC) ogni famiglia getta via ogni anno 584 euro di beni alimentari su una spesa mensile di 450 euro, circa l'11%. Cosa possiamo fare, allora, per evitare nel nostro piccolo di sprecare? 1- Bhè, innanzitutto comprare meno!!( E in questo momento la crisi ci aiuta!) I carrelli dei supermercati sono stati ideati appositamente per contenere il maggior numero di beni possibili. Non facciamoci tentare! :) Prendiamo l'indispensabile e non facciamo scorte degne dei tempi di guerra! 2- E' inoltre possibile consumare alcuni beni anche dopo la data di scadenza. A questo proposito, alcuni dei nostri lettori, ci avevano chiesto di stilare una sorta di lista di questi cibi... Quindi, eccovi accontentati. Ho preso in parte spunto da una tabella redatta dall'Istituto Superiore di Sanità: Possono essere ancora consumati fino a qualche GIORNO dalla data di scadenza i seguenti prodotti: - YOGURT : ( io l'ho mangiato 2 settimane dopo la scadenza e vi assicuro..niente sorpresine intestinali. L'unica differenza sta nel numero dei fermenti lattici, ma non nel gusto o nella sicurezza del prodotto.) - PROSCIUTTO CONFEZIONATOParliamo, invece, di un margine di MESI dalla data di scadenza per i seguenti prodotti: - SUGHI PRONTI ( se la confezione non viene aperta): 1-2 mesi - PASTA: 2-3 mesi - BIBITE- BISCOTTI: - TONNO IN SCATOLA- PESCE SURGELATO- LEGUMI SECCHI- SOTT'OLI E SOTTACETI: a seconda che siano in confezioni di vetro ( 2 mesi) o di plastica ( 1 mese). - GELATO- CONFETTURE: sia industriali che artigianali, resistono per diversi mesi dalla data di scadenza se realizzate con frutta e zucchero in parti uguali. Ovviamente vale sempre la regola della corretta conservazione. Se ad esempio, un vasetto di marmellata è stato aperto o conservato in luogo caldo, va da sè che se lo andate a consumare qualche mese dopo la scadenza probabilmente non sarà il massimo! Ma ognuno farà poi le proprie valutazioni del caso prima di procedere con l'ingestione! Concludo con una bella metafora del libro: " Bisognerebbe che si facesse strada il concetto che la Terra è come un'astronave sulla quale bisogna convivere, e che quindi le risorse, essendo limitate, non vanno sciupate e debbono essere distribuite più equamente fra tutti i passeggeri. Bisogna sostituire all'economia del " cowboy" irresponsabile, temeraria, spesso violenta, fondata sulla massimizzazione dei consumi e sullo sfruttamento illimitato delle risorse naturali, l'economia del " cosmonauta", con la Terra concepita come un'unica grande navicella spaziale provvista di riserve limitate e in cui l'uomo deve trovare il suo posto come elemento di un sistema ecologico complesso." E voi avete qualche suggerimento da darci su come aiutarci a sprecare meno?
Con la crisi ci siamo improvvisamente risvegliati tutti ( o quasi) sul nostro stile di vita e abbiamo scoperto che alcuni comportamenti consumistici sono al limite dell'insensato. Sembra tutto nuovo, eclatante, anche se in realtà stiamo semplicemente sperimentando un pò un "ritorno al passato", riscoprendo concetti e valori che sembravano ormai perduti. Piccolo esempio, banale: voglio leggere un libro. Le alternative sono due: - posso comprarlo, leggerlo e poi, molto probabilmente, lasciargli prendere polvere per il resto della vita. - Oppure, posso prenderlo in prestito in biblioteca, leggerlo e poi restituirlo. Così facendo non ho speso nulla, lo stesso libro verrà letto da chissà quante altre persone ( quanti alberi verranno abbattuti in meno?) ed eviterò di dover uscire di casa per fare spazio ai libri che ho acquistato nel corso degli anni!! Qual'è la scelta più sensata? Parrebbe la prima. Ecco, la mentalità delle persone sta pian piano cambiando in questo senso. Si comincia a preferire di pagare solo per l'effettivo utilizzo che si fa di un bene, oppure di scambiarlo con altri a seconda delle necessità che si hanno. Insomma, siamo tutti più attenti al risparmio ma allo stesso tempo stanno prendendo piede delle pratiche che ci consentono di non rinunciare ai beni a cui siamo ormai abituati, come l'auto, o al piacere di un viaggio o di un oggetto "nuovo". Alcuni esempi: - il BARATTO: intorno al quale stanno spopolando siti che danno la possibilità di vendere ciò che non ti serve più, ricevendo in cambio crediti da poter spendere nell' "acquisto" di ciò che invece ti interessa. A questo proposito vi consiglio di dare un'occhiata a www.reoose.com - il RIUSO: grazie a negozi come Mercatopoli, dove privati possono portare in vendita oggetti non più utilizzati e ancora in buono stato, dando loro nuova vita e nuovo utilizzo con altri proprietari. Il loro è un sistema basato sul conto vendita, grazie al quale chi vende guadagna, chi compra risparmia e tutti rispettano l'ambiente grazie alla filosofia del riuso. - lo SCAMBIO: anche della propria casa! Siti come www.scambiocasa.com si rivolgono infatti a coloro che sono interessati a viaggiare, risparmiando e allo stesso tempo immergendosi davvero nelle abitudini del luogo in cui vanno. - la CONDIVISIONE: con fenomeni dilaganti come il CAR POOLING, grazie al quale perfetti sconosciuti possono condividere l'auto, e quindi le spese, facendo insieme lo stesso tragitto e diventando magari anche amici!
Cogliamo quindi l'occasione che questa crisi ci sta servendo su un piatto d'argento per cambiare mentalità a favore di abitudini più sostenibili ...sia nei confronti del pianeta che del nostro portafoglio! Buon eco-risparmio a tutti!!
E' possibile vivere senza plastica? La mia è, ovviamente, una domanda provocatoria, e probabilmente la risposta sarebbe no. Allo stesso tempo, è sicuramente fattibile ridurne l'utilizzo, che come sappiamo ha sull'ambiente un impatto fortemente inquinante, essendo un materiale per nulla biodegradabile e prodotto dal petrolio. A questo proposito, qualche anno fa avevo sentito parlare di una giornalista inglese, di nome Christine Jeavans che aveva fatto un esperimento: vivere per un mese senza acquistare della plastica. Poteva utilizzare quella che già possedeva, ma non doveva comparne della nuova. Così, per 30giorni, niente caffè take-away, niente cibo confezionato, niente yogurt..insomma niente di tutto ciò che normalmente mettiamo nel carrello e che è dentro ad un involucro di plastica! Quali erano state le conclusioni dell'esperimento? Bhe, non era riuscita ad eliminare completamente l'utilizzo di questo materiale, ma l'aveva comunque ridotto del 80% rispetto al mese precedente! Ovviamente la cosa aveva richiesto notevoli sacrifici a lei e alla sua famiglia, ma era riuscita, attraverso questa prova un pò "folle" se vogliamo, a dimostrare che volendo si può vivere in maniera più sostenibile, basta approcciarsi con una mentalità diversa al mondo "usa e getta" a cui tutti siamo abituati. Ecco, ad esempio, alcuni piccoli consigli che possiamo da subito mettere in pratica per cercare di ridurre il nostro consumo di plastica: - Ove possibile, cercare di bere l'acqua del proprio rubinetto utilizzando delle bottiglie di vetro o delle caraffe filtranti. - Per chi lavora in ufficio, come me, e non ha la mensa ( poveri noi!), dotarsi di un set di stoviglie in acciaio così da poterle lavare e riutilizzare. Compreso il bicchiere, che è spesso sottovalutato, ma se considerate che ne userete almeno uno al giorno, alla fine dell'anno lavorativo saranno circa 240 quelli che regalerete all'ambiente! - Per chi, invece, mangia spesso fuori vendono dei set di stoviglie "tascabili". E non dite che non sapreste dove metterli perchè, soprattutto noi donne, abbiamo sempre le borse strapiene di cose inutili, che potremmo tranquillamente eliminare per fare posto a queste! - Fondamentali le borse riutilizzabili per la spesa, possibilmente in stoffa. - Infine, tiriamo fuori i diari di cucina delle nostre mamme e delle nostre nonne e mettiamoci ai fornelli! La cucina italiana è in assoluto la più buona al mondo, quindi non facciamoci tentare dai cibi preconfezionati o dai fast-food.
Fatto ciò, noi di ViviSostenibile vogliamo lanciarci in un esperimento alla "Jeavans", provando a ridurre i nostri acquisti di plastica attraverso una spesa più oculata...e sicuramente più alternativa! Ce la faremo?!? Vi terremo aggiornati spesa per spesa!!!
Fonte: Il blog di Christine Jeavans
Credo che per vivere in maniera sostenibile sia necessario partire dalle piccole azioni quotidiane, quelle a cui non facciamo nemmeno più caso e dove spesso sprechiamo un sacco di risorse, magari vitali come l' acqua. Di seguito vi elenco alcuni piccoli consigli su come risparmiarla adottando piccole accortezze: In bagno :- chiudi il rubinetto mentre ti fai la barba. È ancora meglio chiudere il tappo del lavabo e riempirlo d'acqua sufficiente a risciacquare il rasoio di volta in volta
- chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti
- meglio la doccia! Con un bagno puoi arrivare a consumare fino a 150 litri, contro i 50 per una doccia
- installa uno sciacquone con il doppio pulsante: potrai regolare l'utilizzo in base alle necessità e risparmiare un'enorme quantità di acqua
- applica ai rubinetti i riduttori di flusso
In cucina:- lava le verdure lasciandole a bagno in un recipiente e usa l'acqua corrente solo per un rapido risciacquo
- usa la lavastoviglie solo a pieno carico, ogni lavaggio risparmiato riduce il tuo consumo d'acqua di 40 litri
- usa la lavatrice solo a pieno carico, ogni lavaggio risparmiato riduce il tuo consumo d'acqua di 20 litri
In giardino o in terrazzo:- per pulire i sentieri adiacenti al giardino usa una scopa e non il getto d'acqua
- le piante del terrazzo possono essere annaffiate anche con l'acqua già utilizzata per lavare la frutta e la verdura o con l'acqua piovana. Annaffiale sempre alla base, non sulle foglie, e alla sera, quando l'evaporazione è minore
- non lavare l'auto troppo spesso, e usa un secchio invece dell'acqua corrente. Se la porti all'autolavaggio verifica che abbia l'impianto di riciclo dell'acqua.
Buon risparmio a tutti! Fonte: Provincia di Bologna
Come abbiamo scritto nella nostra pagina di presentazione, noi di ViviSostenibile riteniamo che la crisi debba rappresentare un'occasione per tutti noi per fermarci un attimo a pensare, e tornare ad uno stile di vita più sostenibile e meno sprecone. Un buon punto di partenza, in questo senso, potrebbe essere quello di dare un bel taglio agli sprechi alimentari, che ritengo siano i maggiormente insopportabili. A questo proposito, ho appena finito di leggere un'intervista ad Andrea Segrè, fondatore del Last Minute Market, una società spin-off dell'Università di Bologna, che si occupa di recuperare il cibo invenduto per donarlo ad enti caritativi. Consiglio a tutti di leggerla perchè è davvero interessante. Avevo già visto il Prof. Segrè ospite de "Alle falde del Kilimangiaro" e mi aveva subito colpita, in quanto, anche in quell'occasione, aveva detto che lui mangia tranquillamente cibo scaduto, come ad esempio gli yogurt, ma anche formaggi, biscotti o spaghetti, spiegando come le diciture "Da consumarsi preferibilmente entro" o "Da consumarsi entro" non siano altro che uno strumento utilizzato al fine di poter effettuare un continuo ricambio di merce sugli scaffali dei nostri supermercati. Potete quindi immaginare la spirale che si innesca: cibo buttato che diventa rifiuto, che deve essere quindi smaltito e che rappresenta così un costo, sia economico che ambientale. L'attività che svolge Last Minute Market in tutta Italia è davvero lodevole, anche se destinata a terminare qualora venisse miracolosamente raggiunto l'obiettivo sancito al punto 1 del loro statuto: eliminare gli sprechi e quindi autodistruggersi! E il punto è proprio questo, come spiega il Prof. Segrè: "Questa economia in crisi è fondata sul debito. Noi dobbiamo comperare, comperare, indebitandoci, altrimenti il sistema non cresce. Quindi c'è un'accumulazione di merci...E' COSTRUITO SULLO SPRECO IL MERCATO. SIAMO IN CRISI PERCHE' NON DIAMO PIU' VALORE A NIENTE. E' VENUTO IL MOMENTO DI DIRE BASTA." Insomma, il mio non vuole essere un invito a mangiare cibo scaduto, ma semplicemente a pensarci maggiormente prima di buttarlo...perchè: mangiare uno yogurt scaduto al giorno, toglie uno spreco di torno! ;)
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