L'attuale crisi ci sta mettendo di fronte al fallimento del modello economico degli ultimi decenni, basato soprattutto sul concetto di spreco e di "usa e getta".
L'unica maniera per uscirne è quindi quella di cambiare drasticamente rotta, mentalità e stile di vita. 
Per poter fare ciò, è innanzitutto necessario prendere coscienza del fatto che è più conveniente passare dalla PROPRIETA' al semplice USO dei beni, in base alle reali necessità che abbiamo di essi.
A farci pressioni in questo senso c'è la costante crescita dei prezzi delle materie prime, assediate contemporaneamente dall'entrata ogni anno sul mercato di decine di milioni di nuovi consumatori. Ecco perchè si rende ancora più urgente un ripensamento del nostro modo "sprecone" di utilizzare energie e risorse, puntando invece sulla diffusione delle fonti rinnovabili, sul miglioramento dell'efficienza delle fonti energetiche in generale, nonchè su riciclo e riuso dei materiali a discapito di un modello che si fonda, invece, sulla loro rapida obsolescenza.
Pensate, infatti, che uno studio della MacArthur Foundation ci dice che se in Europa ci fosse un'impostazione attenta al RICICLO, al RIUSO e alla progettazione di oggetti che durino nel tempo, si risparmierebbe circa 400 MILIARDI DI EURO all'anno in termini di materie prime nel 2025.
A questo proposito è interessante fare una riflessione sul tema della mobilità.
Sapete, ad esempio, quante auto circolano in Italia? 60 ogni 100 abitanti! Vantiamo una delle più alte densità automobilistiche al mondo. D'altra parte, abbiamo un servizio ferroviario e di mezzi pubblici ben al di sotto della media europea, diretta conseguenza di una politica dei trasporti orientata esclusivamente all'industria dell'auto da 50 anni a questa parte.
Ecco quindi che il potenziamento di questi servizi dovrebbe essere al centro di ogni politica di rilancio dell'economia!!
A questi vanno affiancate soluzioni alternative come ad esempio quella del carsharing, che può rappresentare da un lato una via di risparmio per i consumatori e dall'altro una fonte di profitti e occupazione.
Prendiamo, ad esempio, un caso di successo europeo: la svizzera Mobility che ha superato i 100.000 clienti garantendo profitti e occupazione. Nel 2010 hanno avuto, infatti, un utile netto di 1,3 milioni di euro dando lavoro a 183 persone. Senza contare i vantaggi ambientali che ne scaturiscono: secondo il governo elvetico i 2.600 veicoli della Mobility hanno tolto dalle strade 20.000auto!! Un veicolo del carsharing sostituisce, infatti, da 5 a 15 auto private, liberando così spazi nelle strade e riducendo allo stesso tempo anche i consumi di carburante.
Un altro mezzo su cui puntare per cercare di risolvere i problemi della mobilità urbana è la bicicletta.
In Italia non si investe ancora a sufficienza sulle piste ciclabili, ma in altri paesi le cose vanno diversamente. In Danimarca, ad esempio, ben il 36% dei cittadini usa la bici per i suoi spostamenti quotidiani e il Comune ha affermato di voler innalzare questa quota al 50% entro il 2015.
Anche a New York si è deciso di inaugurare un servizio di bikesharing che quest'estate metterà a disposizione 10.000 bici, creando così 200 posti di lavoro e profitti per 26 milioni di euro nei primi 5 anni, che verranno divisi a metà tra l'operatore e l'Amministratore comunale.
Considerando, infine, che secondo Frost&Sullivan nel 2015 il carsharing varrà in Europa un business da 2,6 miliardi di euro con 5,5 milioni di utilizzatori, 10 VOLTE di più degli attuali, non sarà il caso di lanciarsi con una start-up in questo settore??



Fonte: QualEnergia - Bimestrale di Legambiente 

 
 
Il caro benzina, l'inquinamento, gli alti costi di vite umane che paghiamo ogni anno ci stanno spingendo da diverso tempo a parlare di come arrivare, o semplicemente tornare, ad una mobilità più sostenibile.
Le alternative al classico uso dell'auto, abbiamo detto più volte che sono tante:
- il car pooling: ossia la condivisione della macchina tra passeggeri che percorrono il medesimo tragitto.
- il car sharing: ossia il noleggio dell'auto per qualche ora o giornata a seconda delle necessità dell'utente, con il vantaggio per quest'ultimo di pagare solo per l'effettivo bisogno che ha del mezzo e per chi noleggia di "sfruttare" per il massimo di ore giornaliere l'auto, evitando così di lasciarla parcheggiata ed inutilizzata per ore. 
Chi noleggia, almeno in Italia, sono generalmente società di trasporti locali, che mettono a disposizione della cittadinanza vere e proprie flotte di auto (a Bologna, ad esempio, se ne occupa l'ATC) ma in altri paesi come la Francia, la Germania o gli Stati Uniti stanno prendendo piede anche iniziative di car sharing tra privati. Ossia, il noleggio della PROPRIA auto ad altri cittadini che ne possono avere bisogno.
- abbandono dell'auto a favore di bici, mezzi pubblici e ...scarpe da tennis!!

Ma come si muove l'italiano patentato?
Secondo un rapporto Aci Censis,  sono più le donne che gli uomini ( 91,8% contro 88,9%) ad usare l'auto in città, anche se un viaggio su sette è più corto di 1km.
Gli uomini hanno invece cominciato a prediligere, per gli spostamenti quotidiani, la bicicletta (18,7% rispetto al 13,7% del 2007) e i mezzi pubblici ( dal 19% al 31%).
La principale motivazione di questo cambiamento va ricercata nel caro benzina, anche se la maggior parte delle intervistate donne sembra non poter fare proprio a meno della macchina, essendo loro, nella maggior parte dei casi, a doversi occupare del "trasporto" della prole.
Per andare loro incontro, bisognerebbe innanzitutto incentivare e sviluppare i progetti di mobilità scolastica di pedibus e bicibus ( che tra l'altro hanno funzionato bene laddove sono stati attuati), ampliare la rete di piste ciclabili e migliorare il servizio offerto dai mezzi pubblici.
Viene infine segnalato che la metà degli intervistati non rinuncerebbe mai all'acquisto dell'auto se ne avvertisse la necessità, ma l'altra metà lo farebbe volentieri a determinate condizioni: più piste ciclabili e bonus per l'acquisto di una bici.


Chissà se i nostri amministratori se ne accorgeranno, prima che sia troppo tardi, che è obsoleto pensare di combattere l'inquinamento e il problema del traffico ricorrendo alle targhe alterne o a saltuari blocchi della circolazione, e decideranno finalmente di puntare su almeno una delle proposte qui sopra... 
Noi siamo fiduciosi e nel frattempo invitiamo tutti ad attivarsi autonomamente per praticare e, allo stesso tempo, promuovere una mobilità più sostenibile!
Buon lavoro a tutti!!

Fonte: BC - La rivista della Fiab


 
 
Nel primo post di questo blog, nel lontano 09 Gennaio 2012 ( ..come siamo giovani!!) parlai della mia idea di dare il via ad un car sharing familiare, tra me e mio padre. Dato che entrambi usiamo molto poco la macchina, avevo pensato di parcheggiare definitivamente la mia e di fare un periodo di prova, condividendo l'auto con lui.
Qualche giorno fa mi sono quindi informata su come procedere per mettere in stand-by la mia assicurazione e mi hanno detto che, scadendo a Marzo, devo bloccarla un mese prima. Quindi dal 9 febbraio sarò ufficialmente senza la mia amata 600!
Nel frattempo ho avuto, però, un'altra idea...
Premesso che credo fortemente che per uscire da questa crisi, anche di valori, sia necessario abbandonare il vecchio concetto di possesso a favore di quello di CONDIVISIONE, a più ambiti possibili della nostra vita.
Detto ciò, mi sono chiesta: perché non trasformare la mia macchina da mero bene di consumo ad una sorta di investimento? Invece che lasciarla parcheggiata ed inutilizzata, potrei metterla a disposizione di chi ne ha bisogno per qualche ora o per qualche giornata. Un CAR SHARING PRIVATO insomma!
Mi piacerebbe, quindi, iniziare a capire se ci possono essere persone interessate ad utilizzare questo tipo di servizio, dopodichè l'obiettivo sarebbe quello di creare una rete di privati, che mettono a disposizione le loro auto quando non ne hanno bisogno.
A questo proposito vi invito a dare un'occhiata anche a questo articolo:http://www.rentalblog.it/?p=3277 
Non so voi, ma nel mio condominio, ad esempio, vedo sempre un sacco di auto ferme che potrebbero invece essere utilizzate! 
Basta con il possesso fine a sé stesso che non ci da nulla in cambio...Condividiamo e facciamo fruttare i beni che abbiamo! 
Che ne pensate? Attendo numerosi vostri pareri in merito.
E poi diciamocela tutta....chi non vorrebbe guidare un bolide del genere??
 
 
Di fronte alla crisi e al caro benzina stanno prendendo sempre più piede delle alternative all'uso dell'auto come mezzo esclusivo di spostamento.
Per chi non può proprio abbandonare la macchina, c'è il car poolingossia la condivisione dell'auto ( e quindi delle spese) con qualcuno che deve fare il suo stesso tragitto. (A proposito: inserite un passaggio nella nostra sezione dedicata!)
Per i meno pigri è tornata, invece, in voga la cara vecchia bicicletta, il nuovo motus symbol di questi tempi, che si contrappone al vecchio status symbol della macchina.
Pensate che anche le case automobilistiche si sono accorte di questa tendenza e sono corse ai ripari inserendo una bici nei loro listini.
Da marchi di lusso come Ferrari, Porsche e Maserati a quelli più abbordabili di Peugeot, Ford e Fiat che ne ha ideata una pieghevole per il piccolo bagagliaio della 500. E'ovvio che per i marchi prestigiosi si tratta più di un espediente pubblicitario "green", che di una vera e propria inversione di rotta, anche perchè chi crede di risparmiare acquistando una "rossa" si sta sbagliando di grosso ( alcuni modelli vengono anche il doppio di una Panda!).
Dall'altra parte ci sono i dati dell'Aci che parlano chiaro: un italiano su cinque utilizza meno l'auto e allo stesso tempo un sondaggio dell'Ipr rileva che ormai il 25% della popolazione si muove a pedali, quotidianamente o occasionalmente. Pensate che a Bolzano il numero di spostamenti quotidiani ciclopedonali supera quello dei motorizzati!
Che la crisi non ci stia dando la possibilità di rivedere i nostri metodi di spostamento a favore di alternative più economiche, ecologiche e solidali? 
Le premesse sono buone! Speriamo!

Fonte: Il Venerdì di Repubblica

 
 
Vi capita mai di leggere un articolo al termine del quale pensate che un mondo migliore è possibile?
Qualche tempo fa ne ho letto uno dal titolo: "Gli ecoquartieri del futuro", in cui si parlava delle città europee più avanzate dal punto di vista della sostenibilità ambientale.
Si tratta di:

Friburgo e Vaubam ( situate nel sud della Germania) sono state due città pioniere sotto questo aspetto: gli edifici, ad esempio, sono collegati ad una rete locale di teleriscaldamento alimentata a biomasse e gas naturale. Il 65% del fabbisogno complessivo di energia elettrica del quartiere viene soddisfatto in cogenerazione e da fotovoltaico. I posti auto sono pochi ed esterni al quartiere.

Stoccolma vanta un ecoquartiere di nome Hammarby Sjostad, nato su un'area industriale decontaminata di 1.800.000 metri quadrati. 
Pensate che quì il 75% degli abitanti non usa l'auto!!
Gli edifici sono realizzati con eccellenti standard energetici ( la nostra classe A gli farebbe un baffo, molto probabilmente) grazie all'utilizzo di energia solare, alla depurazione delle acque e allo smaltimento dei rifiuti attraverso un sistema di aspirazione sotterranea. Ciliegina sulla torta: si sono dotati di un centro di logistica che gestisce la consegna delle merci all'interno del quartiere. Il vantaggio? I furgoni in circolazione sono stati ridotti da 6 a 1.


Infine Vienna. Il suo eco quartiere non lascia adito a dubbi, si chiama: Bike City. E' stato realizzato tra il 2006 e il 2008 con un'attenzione particolare ai ciclisti. L'elevata qualità della vita unita a prezzi delle abitazioni contenuti, hanno fatto sì che a fronte di 99 abitazioni disponibili arrivassero ben 5.000 richieste. Questo successo ha spinto la città di Vienna a progettare una Bike City 2 con circa 250 appartamenti realizzati vicino al Danubio.

Bhè, che dire...più che "ecoquartieri del futuro", che fa pensare a progetti aleatori, forse non ancora realizzabili, io li avrei definiti quartieri sostenibili del presente, considerando anche l'enorme successo che hanno ottenuto.

E noi, cosa stiamo aspettando??

Fonte: Consumatori, mensile dei soci Coop


 
 
Contro il caro benzina e l'inquinamento l'unica soluzione è rispolverare le nostre vecchie biciclette e tirare fuori dalle scatole le nostre scarpe da ginnastica! Dai, anche se sono un pò vecchiotte per camminare andranno benissimo! :)
E se siete un pò pigri come me ci sono le biciclette elettriche, anche dette " a pedalata assistita" ( a prova di "uomo-divano" insomma!). Quali sono i vantaggi? Bhe, dal punto di vista ambientale, ovviamente non inquinano, in quanto bisogna solo ricaricarne la batteria. Dal punto di vista economico, risparmierete soldi su tre fronti: benzina, assicurazione e bollo! Insomma: una vera "bazza"!
A questo proposito vi rimando ad un'iniziativa del Comune di Bologna per promuoverne l'acquisto!
 
 
Articolo interessante quanto allarmante su Repubblica.
Se lo stato e i comuni non ci aiutano dobbiamo agire autonomamente!
Proviamo ad iniziare con car sharing familiari o ad organizzarci nei nostri condomini. 
Ognuno può fare qualcosa nel suo piccolo per diminuire le auto in circolazione guadagnandoci sia in termini economici che di salute!
 
 
Ho deciso di fare un esperimento di car sharing a livello familiare
Non ci avevo mai riflettuto, ma in tempi di crisi si comincia a rivalutare un pò tutto: utilizzo la macchina per circa mezz'ora al giorno, 10minuti la mattina per andare a lavoro e 10 minuti la sera per tornare a casa. Vanno ad aggiungersi i soliti giretti quotidiani, che spesso faccio comunque a piedi. Ho fatto quindi un breve calcolo: una media di mezz'ora al giorno per 30 giorni, sono 15 ore al mese e quindi 7 giorni e mezzo in un anno! E tutto il resto del tempo dove sta la mia cara macchinina? FERMA, IMMOBILE, INUTILIZZATA, PARCHEGGIATA...ma pago comunque circa 100euro al mese di assicurazione. Senza contare le ulteriori spese obbligatorie, quali bollo, revisione, manutenzione ordinaria ecc. 
Lo stesso discorso vale per mio padre, che abita a 100metri da casa mia ed è pensionato (quindi figuratevi quanto può utilizzare la macchina) e potrei estenderlo ad altri membri della famiglia, ma mi fermo quì due perchè siamo noi i soggetti coinvolti nell'esperimento. 
Così ho deciso di provare ... A marzo, invece che rinnovare l'assicurazione, parcheggerò per 6 mesi la mia macchina, ed io e il mio caro papà ci organizzeremo con la sua. 
Vi aggiorneremo su come andrà!