Scopriamo insieme cos’è l’INCI!!
Quando acquistiamo prodotti per la cura della nostra persona, che sia per i capelli, i denti, il make up o la pelle, dovremmo sempre fare caso a ciò che è scritto tra gli ingredienti, perché probabilmente non sapete che tra quelli più utilizzati troviamo petrolati (derivanti dal petrolio),
siliconi, solventi chimici, conservanti tossici, tensioattivi e PEG, placente
bovine, mercurio, nanoparticelle
, che lette cosi non vi dicono molto ma che, invece, fanno decisamente male alla nostra salute. Purtroppo commettiamo l'errore di ritenere che se un ingrediente è autorizzato, sia automaticamente innocuo o efficace, invece esistono purtroppo rischi di allergia, di accumulo, dicomedogenicità (chiusura dei follicoli sebacei con conseguente comparsa di
pustole), se non di problemi più seri. Inoltre molti prodotti sono testati
sugli animali, sono ricchi di composti chimici nocivi o non rispettano l’ambiente, etc. Voi vi chiederete:" come devo fare allora per capirci qualcosa
sulla qualità e la purezza del prodotto?" Ed eccoci al famoso INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, ovvero Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici), ovvero la classificazione della maggior parte delle sostanze contenuta nei cosmetici. E’ di solito scritta sul retro di ogni prodotto, è obbligatorio in Europa, ed è in ordine decrescente, cioè dall’ingrediente presente con maggiore percentuale, a quello inferiore. Secondo una legge del 1997, infatti le case cosmetiche sono obbligate a riportare sulla confezione di ogni prodotto l’elenco degli ingredienti in esso contenuti. Gli ingredienti non sottoposti a interventi chimici sono espressi mediante il loro nome botanico in latino, quelli che invece hanno subito processi chimici vengono riportati sull’etichetta con un nome inglese, altri ingredienti come i coloranti, utilizzati spesso, sono tra gli ultimi ad essere posizionati nell’elenco e sono accompagnati dalla sigla C.I., che sta per colour index, e da un numero identificativo specifico per ogni tipologia.
In rete è possibile consultare alcune fonti attendibili che vi possono aiutare
per quanto riguarda la classificazione degli ingredienti: la Guida ai cosmetici che riporta una classificazione in base alla denominazione, descrizione e funzione; e il Biodizionario, in cui sono censite la maggior parte delle sostanze esistenti evidenziando in modo istantaneo la qualità del prodotto: 2 pallini verdi il prodotto è completamente naturale, 1 pallino verde è sempre un buon prodotto, 1 pallino giallo c’è da stare attenti, 1 pallino rosso è nocivo, 2 pallini rossi il prodotto è inaccettabile. Ovviamente in questa classifica bisogna tener conto della posizione che detiene il prodotto nell’ Inci del prodotto che si vuole acquistare; mi spiego meglio: è più grave se un prodotto con un pallino giallo è all’ inizio (quindi in maggiore concentrazione), piuttosto che alla fine.
Eccovi una breve lista degli ingredienti dannosi più diffusi  in prodotti di
COSMETICA:
PETROLATI: (Petrolatum - Mineral Oil - Paraffinum Liquidum – Vasellina): il
petrolato attualmente è quasi sempre ai posti più alti dell'INCI nei cosmetici.
I petrolati sono degli idrocarburi derivati dalla raffinazione del petrolio.
Paraffina e vasellina sono ingredienti molto noti alle aziende cosmetiche
perchè come i siliconi, hanno un alto potere filmante e donano un’immediata
sensazione di morbidezza e levigatezza dopo l’uso. I petrolati sono costituiti
da sostanze oleose che impermeabilizzano l’ epidermide esercitando un’ azione antidisidratante, così facendo impediscono la normale traspirazione della pelle e quindi una corretta ossigenazione, che si traduce nell’occlusione dei pori formando punti neri ed imperfezioni. I petrolati generalemente non causano allergie ma è stato dimostrato che i soggetti trattati con creme a base di paraffina o vaselina rischiano di contrarre infezioni cutanee causate dai
batteri che, sotto lo strato occlusivo, proliferano indisturbati. I petrolati
sono contenuti in molte creme e balsami, da tenere sotto controllo anche i
glicol (un solvente petrolifero). Sono stati inseriti recentemente dalla
direttiva europea tra i cancerogeni di classe II.
SILICONI: (Cyclomethicone, Cyclopentasiloxane, Cyclohexassioxane,
Dimethicone, Amodimethicone, componenti che finiscono in –one): si tratta di
sostanze idrorepellenti, duttili, antistatiche, resistenti alle alte temperature, resistenti all’invecchiamento (e quindi non biodegradabili), chimicamente inerti. Tutte qualità che rendono i siliconi molto appetibili per un campo, come quello dei cosmetici, sempre alla ricerca di novità ed innovazioni. I prodotti come shampoo e balsami che contengono siliconi rivestono il fusto dei capelli coprendone completamente le squame e donandogli
un aspetto setoso e vellutato. Il capello però viene rivestito da questa
pellicola che non è assolutamente curativa ma copre solo gli inestetismi. Sotto
di essa il capello continua inesorabilmente a rovinarsi. A lungo andare, poi, i
siliconi leggeri seccano i capelli ed aiutano l’insorgere delle doppie punte. I
siliconi pesanti invece afflosciano i capelli. Se questo non bastasse, tendono
ad appesantirli costringendo a lavaggi frequenti. L’effetto che si ottiene con
i prodotti che contengono siliconi è quindi solo e puramente estetico. I
siliconi presenti in creme, rossetti e sieri producono sull’epidermide una
pellicola che la rende liscia, morbida e tirata. In poco tempo però questa
diventa secca, squamosa e piena di punti neri. E’ la sua reazione normale nei
confronti di una pellicola che la riveste e non la fa respirare. I siliconi,
infatti, contribuiscono a cerare una specie di occlusiva sull’epidermide e l’effetto è pari a quello di una pellicola di plastica appoggiata sulla pelle. La
loro caratteristica fondamentale è creare un film sulla pelle o sui capelli
donandogli un aspetto finto-sano, ma basta smettere di usare il cosmetico per
scoprirne gli effetti indesiderati.
FORMALDEIDE: la troviamo in tantissimi prodotti di uso comune e purtroppo
viene largamente usata anche nella conservazione dei cosmetici. Prodotti come fondotinta, shampoo e smalti contengono formaldeide che oltre ad essere una sostanza conservante è un potente battericida. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti, anche se a concentrazioni molto basse.
PARABENI: sono conservanti e antimicrobici sintetici utilizzati sia nell’
industria cosmetica che in quelle farmaceutica e alimentare. Sono
particolarmente presenti nei prodotti che contengono acqua - creme per il viso,
shampoo, dentifrici, creme abbronzanti e deodoranti – e vengono utilizzati
ampiamente, in quanto ritenuti innocui e ben tollerati dalla pelle. I sei
principali parabeni che possiamo trovare nelle formulazioni in commercio sono methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben e vengono usati in tantissimi cosmetici di uso quotidiano, persino nei cosiddetti prodotti “naturali” o “organici” . E’ stato ampiamente dimostrato che queste sostanze penetrano attraverso la pelle e restano intatte all’interno del tessuto, accumulandosi. Sebbene siano legalmente autorizzati nell’Unione Europea, anche i parabeni sono seriamente sospettati di essere cancerogeni.
FTALATI: Gli ftalati sono composti chimici di uso industriale, impiegati
come agenti plastificanti e come solventi e utilizzati anche nella produzione
di vernici e smalti per le unghie. Una tra le sostanze più incriminate trova
ampio utilizzo anche in campo cosmetico. Secondo un rapporto di Greenpeace, un grandissimo numero di profumi per uomo e donna delle migliori marche contiene due sostanze che possono avere effetti indesiderati sulla salute: gli ftalati appunto e i muschi sintetici.
TENSIOATTIVI: sono sostanze dotate di proprietà schiumogene, detergenti e
solubilizzanti. Sono ovviamente presenti in tutti i prodotti che detergono
corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate
(SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Non sono sostanze cancerogene, come si pensava fino a qualche anno fa, ma essendo molto aggressive è meglio preferire prodotti contenenti tensioattivi più delicati e soprattutto limitarne l’uso.
PEG (Polyethylene Glycol) e PPG (Propylene Glycol): derivati petroliferi che
contengono anche minime tracce di ossido di etilene, il primo contribuisce allo smantellamento della capacità della pelle di assorbire l'umidità e i nutrienti, lasciando il sistema immunitario vulnerabile. Il secondo lo possiamo trovare in molti prodotti per make-up, per capelli, lozioni, dopobarba, deodoranti, colluttori, dentifrici.
-MEA, -DEA, -TEA,  -MIPA: (cocamide DEA, Oleamide DEA, Lauramide DEA, Cocamide
TEA, Oleamide TEA, Lauramide TEA, Cocamide MEA, Oleamide MEA, Lauramide MEA,
Linoleamide DEA, Myristamide DEA, Stearamide DEA, DEA-Cethyl Phosphate,DEA-
Oleth-3 Phosphate, TEA-Lauryl Sulfate, Thiethanoamine). Non sono i nomi di
quattro simpatiche sorelle ma rispettivamente le sigle di monoethanolamine,
diethanolamine, triethanolamine e sono presenti in molti composti cosmetici. Li possiamo trovare quasi sempre nei prodotti che fanno schiuma quindi shampoo, saponi e bagnoschiuma, sono quindi composti organici utilizzati per dare ai composti un aspetto più cremoso. La trietanolammina è impiegata anche come riequilibratore del Ph. Si tratta di sostanze accusate di determinare reazioni allergiche e secchezza della pelle e del cuoio capelluto. Inoltre, come le altre ammine, dietanolammina e trietanolammina possono produrre nitrosammine, composti organici cancerogeni. Tuttavia, dato che DEA e TEA sono presenti nei cosmetici in percentuali minime, le probabilità che originino nitrosammine sono considerate molto scarse (per quanto non nulle).
EDTA (es. tetrasodium EDTA): poco biodegradabile, responsabile
dell'inquinamento delle acque e dell'avvelenamento dei pesci.
- I CONSERVANTI ovvero tutte quelle sostanze che devono essere addizionate ai cosmetici contenenti acqua per evitare che si sviluppino muffe o batteri. Tra i più comuni troviamo: L’urea di Diazolidinyl e l’urea di Imidazolidinyl
conservanti sintetici comunemente impiegati nell’industria cosmetica in creme
per la pelle, creme solari, shampoo e balsami. Rilasciano formaldeide, un
battericida inserito sin dal 2004 nell’elenco delle sostanze cancerogene
stilato dall’Agenzia  Internazionale per la Ricerca sul Cancro, e possono
causare dermatiti e reazioni allergiche. Quaternium 15: fa sempre parte dei
conservanti. E’ presente in molti cosmetici per il make-up degli occhi, nei
fondotinta, negli shampoo ma anche nelle lozioni idratanti e nelle creme
solari. E’ nocivo perché rilascia formaldeide, è tossico e dà luogo a fenomeni
di sensibilizzazione. Kathon CG: è un altro conservante, un antimicrobico ad
ampio spettro d’azione, incolore e inodore contenuto nei dermocosmetici, nei
prodotti per l’igiene personale e nei prodotti per la casa. Dal punto di vista
tossicologico, il Kathon CG, è stato classificato come irritante primario
nonostante abbia un grandissimo utilizzo. E’ possibile trovarlo sulle etichette
con dei sinonimi come GROTAN, EUXIL o ISOTIAZOLINA.
-TRICLOSAN: sostanze molto attive, usato come antibatterico è una sostanza
allergenica che si accumula nel corpo e si ritrovano anche nel latte materno.
E' stato registrato come pesticida, assegnandogli un alto indice di rischio per
la salute umana e l'ambiente.
PARAFENILENDIAMINA (PFD): questa sostanza, dal nome difficile da
pronunciare, la incontriamo spesso quando andiamo dal parrucchiere, infatti è
il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti dei capelli.
Molto spesso dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione tanto che questa sostanza è stata bandita da molti Paesi europei.
TOLUENE: leggi toluene e pensi subito ai prodotti per le unghie e in effetti
il toluene è il solvente che serve a stendere facilmente lo smalto. Purtroppo è
stato collegato a disturbi del sistema nervoso e può inoltre causare danni ai
reni. Per correre ai ripari alcune case cosmetiche hanno tolto dai componenti
dei loro smalti la sostanza incriminata. Forse il nostro smalto si sgretolerà
più velocemente, ma avremo la certezza  di non avvelenarci.
PROFUMO: tutti i cosmetici in genere hanno un odore gradevole. Siamo portati a pensare che la fragranza all’interno dei prodotti per l’igiene personale sia del tutto innocua, ma non è così. Il 95% delle sostanze chimiche impiegate nei profumi e nelle fragranze dei cosmetici sono composti sintetici derivati dal petrolio e dal momento che i profumi hanno un basso peso molecolare, riescono a penetrare più facilmente nella pelle e possono causare allergie o difficoltà respiratorie.
IDROCHINONE: leggendo le etichette dei prodotti schiarenti per la pelle è
facile imbattersi in questo composto, un fenolo che risulta essere nocivo,
irritante e pericoloso per l’ambiente. Anche se ne è stato vietato l’uso come
schiarente per la pelle, questa sostanza continua ad essere impiegata nelle
tinture per capelli, anche se a concentrazioni basse.
COAL TAR: spesso in dermatologia per curare la psoriasi vengono utilizzati i
catrami terapeutici. Tra questi, il più efficace è il Coal Tar ovvero il
catrame minerale che, per la sua attività riducente e antiseborroica, trova
impiego in molte creme antri prurito e nei trattamenti per il cuoio capelluto
ma può dar luogo a fenomeni di fotosensibilizzazione.
ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti, alimentari e
non, e ovviamente non poteva mancare tra i componenti di molti cosmetici, in
particolar modo deodoranti eantitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di
zirconio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di
insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di
danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la
degenerazione in cellule cancerose
LAURILSOLFATO DI SODIO: è un detergente dall’effetto schiumogeno, usato sia in lavorazioni industriali che per la produzione di saponi, shampoo e
bagnoschiuma. Può causare irritazioni alla pelle, determinando afte e
dermatiti. Non è invece chiaro se si tratti di una sostanza cancerogena: l’
American Cancer Society sostiene che la sostanza diventi pericolosa solo ad
alte concentrazioni, superiori a quelle comunemente utilizzate nei cosmetici.

Nel dubbio riguardo alla reale pericolosità  di tali componenti chimiche, l’
unico consiglio che mi sento di dare è di fare sempre attenzione alle
etichette, cercando di scegliere il più possibile prodotti naturali e
biologici, e magari di cimentarsi, quando possibile, nei cosiddetti rimedi
della nonna e nel fai-da-te come le ricette che vi ho già proposto!!!
 
Spero di esservi stata utile, alla prossima!!!  

Francesca

 
 
Ciao Ragazzi!!! Eccomi qui con il primo VIP (Very Pure Ingredient)….rullo di tamburi….the winner is l’OLIO DI JOJOBA!!! Non perché sia più speciale degli altri ma perché è stato il primo che ho acquistato e ha un nome a mio parere simpatico…vediamo ora la sua biografia.
L'Olio di Jojoba (nome originale Simmondsia chinensis) è estratto da una
pianta che cresce spontaneamente nelle zone meridionali della California e del vicino Messico, in una vasta area denominata deserto del Sonora. La pianta era già conosciuta dagli antichi Aztechi, ma gli indiani d’America sono stati i suoi maggiori consumatori, la chiamavano "Hohowi" e ne estraevano l’olio con finalità medicinali e cosmetiche, ed ha costituito per centinaia di anni il loro rimedio universale per tutti i problemi della pelle. 
In realtà è una "cera liquida” e non un vero e proprio olio, non contiene glicerina ed è di facile assorbimento da parte della pelle. I vantaggi dell’olio di jojoba sono molti.
Le proprietà di quest'olio lenitive, protettive, curative e idratanti sono apprezzabili per l'alta purezza, per l'assenza di odore, per la stabilità al calore e per l'alta resistenza all'irrancidimento, ha infatti lunghissimi tempi
di conservazione. Inoltre ha un’alto contenuto di vitamine (E e F), minerali, sostanze antiinfiammatorie, oltre che di antiossidanti naturali come i tocoferoli (indispensabili nel combattere il foto invecchiamento, prevengono la
distruzione delle cellule, aiutano il processo di ossigenazione, aumentano il turgore della pelle, la sodezza e l'elasticità, prevengono la formazione di rughe e la disidratazione). 
L’impiego dell’olio di jojoba in campo dermocosmetico rappresenta un autentico concentrato di principi attivi
naturali, molto utili per riportare la pelle al suo equilibrio e per rinnovarne la bellezza. Riesce a stimolare in profondità l’idratazione della pelle, per questo l’olio di jojoba è raccomandato in tutti i casi di precoce invecchiamento, in caso di pelle secca, arida, atrofica, ovvero nel momento in cui la pelle è maggiormente esposta alla formazione di rughe per via della sua sottigliezza.
Detto questo veniamo ai suoi usi….
Può essere applicato ogni giorno sulla pelle pulita con leggero massaggio e se ne può anche aggiungere qualche goccia all'abituale crema da giorno per facilitarne l’utilizzo. E’ perfetto per i bambini e  per la cura della pelle
sensibile
 in generale, si usa sia per pelli secche che grasse, perché regola l'olio in eccesso, e anche sul cuoio capelluto. Viene considerato come un olio vegetale che possiede intrinsecamente, già allo stato naturale, tutte le caratteristiche di un olio cosmetico ideale.
È adatto a tutti i tipi di pelle ed in particolare a quelle secche, che riacquisteranno nutrimento, morbidezza,
luminosità e splendore. 
L’olio di jojoba ha un filtro solare naturale di protezione e secondo la sensibilità della pelle può essere usato come olio solare protettivo, infatti produce un abbronzatura naturale e aiuta a farla durare più a lungo. Particolarmente adatto per essere utilizzato nella cura dei capelli con impacchi pre-shampoo o applicandolo direttamente sulle lunghezze e
non sulle radici se avete i capelli grassi, quando i capelli sono ancora umidi. In entrambe le vesti svolgerà un’azione ristrutturante e idraterà a fondo le squame che rivestono il capello senza appesantirli troppo. 
C’è anche chi lo utilizza come contorno occhi, grazie alle sue proprietà antiossidanti e leviganti. 
L'Olio di Jojoba è inodore e perciò adatto ad essere utilizzato come base per i profumi.
ATTENZIONE però all’etichetta che troverete sulla confezione: il vero olio di jojoba, puro al 100% nel suo inci (nome per indicare gli ingredienti dei prodotti) deve contenere solo ed esclusivamente Simmondsia chinensia Oil.
E ora ecco una ricetta speciale con l’Olio di Jojoba nel cast: Spray estivo che protegge i capelli dal sole, sale e cloro!!!
Ingredienti: Lecitina di soia 4gr, Olio di cocco 12gr, Olio Vatika 8 gr, Olio di jojoba 3gr, Olio di semi di lino 3gr, Olio di ricino 3gr, Burro di karite' 3gr, Acqua 42gr, Inulina 3gr, Proteine del grano 2gr, Cosgard 0.6 gr
Oli essenziali rosmarino e limone 16 gocce totali.
Potete usare gli oli che preferite, questi son quelli hanno anche un leggero fattore di protezione. 
Il procedimento è semplicissimo: ho sciolto la lecitina nell'olio di cocco, poi ho aggiunto gli altri oli e il burro di karitè appena sciolto al microonde. Ho scaldato l'acqua e sciolto l'inulina, appena fredda ho aggiunto le proteine idrolizzate del grano, vanno bene anche quelle del latte o della seta o la fitocheratina. Poi ho messo le solite 16 gocce di cosgard (il
conservante) e gli oli essenziali che lucidano e rinforzano. Quindi ho versato il tutto negli oli con la lecitina, ho agitato forte et voilà il vostro spray :-) 
Infine ho misurato il ph e con poche gocce di acido lattico l'ho portato a 4.5. 

Questa ricetta viene dal Blog di Carlitadolce.

Arrivederci alla prossima con un nuovo VIP e una nuova ricetta su dove applicarlo!!!  

Francesca

 
 
Ciao a tutti ragazzi, scusate l’attesa, oggi voglio rendervi partecipi di una ricetta trovata su questo sito su una crema per il viso. Mi sono resa conto che questo mondo è affascinante e sapere le proprietà di tutti gli
ingredienti da comperare al supermercato o anche in erboristeria è davvero molto utile anche per sperimentare e creare ricette proprie. Quindi dalla prossima volta pensavo di rendervi partecipi di queste conoscenze reperendo da internet, libri e giornali le descrizioni degli ingredienti e le loro proprietà curative o cosmetiche.
Ma intanto veniamo alla ricetta di oggi:
La strumentazione necessaria è costituita da: bilancia,frullatore, termometro
per alimenti
Gli ingredienti per 100 gr di prodotto totale sono i seguenti: acqua 100 gr,
burro di karitè 20 g , lecitina di soia 3 cucchiaini (30 g) una decina di gocce
di olio essenziale
 puro a piacere.
Mettere in un bicchiere il burro di karité e nell'altro lecitina di soia e
acqua, riscaldarli a bagnomaria dentro un pentolino e, quando si raggiunge una
temperatura di 40° circa prelevare la lecitina con acqua per una prima
frullata.
Dopo aver frullato per un po' e raggiunto una consistenza del tipo in figura,
si rimette la miscela sul fuoco a fianco al bicchiere in cui abbiamo messo il
karité. Questa volta è preferibile raggiungere una temperatura di circa 60°,
stando attentissimi a non superare i 70°.
A questo punto si preleva la miscela e versando a piccolissime quantità
ripetute il burro di karité ormai divenuto della consistenza di un olio si
frulla, fino ad assorbire tutto l'olio vegetale ed avere una consistenza di
"vera crema". Alla fine si aggiungono le gocce di olio essenziale desiderato
che serve per coprire l’odore di lecitina, che magari può risultare non troppo
gradevole. Se si conserva per una notte in frigorifero la consistenza sarà la
stessa di una normale crema per il viso acquistata.
Alla prossima ricetta ragazzi!!!  

Francesca

 
 
Allora ragazzi, oggi ho scovato una ricetta, guardando il programma di Clio Make up su Real Time, per curare gli unici peli ben graditi nel nostro viso...le ciglia e le sopracciglia!!

INGREDIENTI
Per un contenitore da 30 ml
¾ di olio di ricino
10 gocce di olio di Jojoba
2 gocce di olio di Argan
Riempite per ¾ il contenitore con l’olio di ricino. Aggiungete l’olio di Jojoba e l’olio di Argan e mescolate il tutto. Per l’applicazione potete usare un vecchio applicatore di mascara (ben lavato) o, in alternativa, un cotton fioc. Un altro modo è versarne una piccola quantità su un dischetto di cotone e premerlo delicatamente sulle ciglia ad occhi chiusi.
L’olio di ricino svolge un’azione fortificante su ciglia e sopracciglia. L’olio di Jojoba penetra nella struttura delle ciglia nutrendole a fondo. L’olio di Argan ha ottime proprietà nutrienti e protettive. Insomma un toccasana per occhi da cerbiatto!

Alla prossima ricetta, ciao a tutti!!

Francesca
 
 
Salve a tutti, oggi mi è venuta in mente una vecchia pubblicità di caramelle che esaltava di quanto deodorassero l'alito e ho pensato a cercare qualcosa che "deodorasse l'alito" anche a noi...quindi cosa c'è di meglio di un COLLUTTORIO e DENTIFRICIO NATURALI??

 La fonte di questa settimana è il sitowww.tuttogreen.it.

COLLUTTORIO NATURALE:

In 100 ml di acqua, aggiungere:  50 gocce di estratto idroglicerico (senza alcool) di Propoli, straordinaria sostanza antibiotica, antimicrobica, antinfiammatoria e analgesica, utilissima anche nel caso di infiammazioni del cavo orale e odontalgie; 5 gocce di olio essenziale di menta piperita, antisettico e rinfrescante, efficace contro alitosi, stomatiti e afte; 5 gocce di olio essenziale di eucalipto, anch’esso antisettico, da usare con cautela con i bambini perché non sempre tollerato.

Tutti gli oli essenziali si intendono biologici. La soluzione così ottenuta si usa pura per sciacqui o gargarismi e si conserva ben chiusa e al fresco per diversi mesi.

-DENTIFRICIO NATURALE IN POLVERE

Il dentifricio in polvere è una scoperta che potenzialmente riserva tanti vantaggi.

Ma ora vediamo come farsi il dentifricio in polvere in casa, con ingredienti naturali.

- Essiccare in un luogo asciutto e ombroso, non al sole, una manciata di foglie di salvia e timo e poi sbriciolarle una volta secche;
- Mescolare in un barattolino di vetro, usando un cucchiaino in legno, tre quarti di argilla bianca o caolino e un quarto delle briciole di foglie di salvia e timo di cui al punto precedente;
- Infine, aggiungere all’impasto qualche goccia di olio essenziale di menta, che oltre ad essere rinfrescante, ha anche un’azione antisettica;
- Dopo avere rimescolato bene il tutto, viene suggerito di aggiungere anche qualche chiodo di garofano, che favorisce la conservazione dell’impasto.

 Attenzione, non intingete lo spazzolino bagnato nell’impasto. Va invece usato un cucchiaino di legno asciutto per prelevare una piccola quantità dell’impasto e stenderla sullo spazzolino.

Un vasetto di dentifricio fai da te in polvere può durare per mesi, più di un dentifricio in tubetto che sia stato aperto.

Alla prossima ricetta per un mondo sempre più naturale!!!

Francesca
 
 
Eccoci qua, oggi vi parlerò di due ricette prese dai video della youtubers
Carlitadolce che si occupano della cura e il nutrimento delle labbra.

1. BALSAMO RIPARATORE: Cominciamo con gli ingredienti che occorrono: 20 gr di
cera d'api gialla, 45 grammi di olio di riso, 5 gr tocoferolo (non è altro che
vitamina E), 5 gr olio di jojoba, 5 gr glicerina e 20 di miele millefiori.
Mettere i primi 5 ingredienti in un contenitore di vetro e mischiarli, poi in
un secondo contenitore mischiate gli altri due ingredienti. Successivamente
occorre metterli entrambi a scaldare a bagnomaria finchè la cera d'api non
risulta completamente sciolta. Poi con l'aiuto di una presina li portiamo
ancora caldi in un piano e versiamo lentamente la glicerina e il miele nel
contenitore con gli altri ingredienti, sempre mescolando energicamente con una
bacchetta di vetro o metallo (la plastica si scioglie). Continuare a mescolare
aggiungendo 5 gocce di un olio essenziale a piacere (io ho usato l'essenza per
dolci alla vaniglia) finchè non diventa un composto denso che andrà versato nei
contenitori (io ho usato quello di un altro burrocacao dopo averlo ben lavato).
Questo balsamo va bene anche per l'irritazione al naso dopo un raffreddore o
per piccole bruciatore di vapore.

2. SCRUB : Per questo scrub occorrono: 2 gr di burro di cacao, 1,8 gr cera
d'api, 5 gr di olio d jojoba, 2 gocce di olio essenziale di limone, 3 gocce di
olio essenziale di arancio dolce, 1 cucchiaio abbondante di zucchero bianco, 1
cucchiaio scarso di zucchero di canna e un pizzico di cannella.
In un bicchiere di vetro mettere il burro di cacao, la cera d'api, l'olio di
jojoba e farli sciogliere a bagnomaria, poi dopo averlo tolto dal fuoco,
aggiungere gli oli essenziali, gli zuccheri e la cannella. Mescolare fino ad
ottenere un composto denso che poi va versato in un contenitore (l'ideale
sarebbe lo stick di un vecchio burrocacao o rossetto).

Ci sono già i lavori in corso per la prossima ricetta e ho già deciso che
parte del corpo curare e coccolare prossimamente, un saluto a tutti!!!  

Francesca
 
 
Salve a tutti ragazzi, considerando che oggi ho il naso chiuso chiuso, ho deciso di andare sul classico per quanto riguarda gli odori di questa ricetta, sperando che abbiano un effetto balsamico anche sul mio naso. Ho pensato di dedicarmi all'estremità del corpo: i piedi. In vista della bella stagione e del caldo, ho trovato una ricetta proprio carina e semplice nel libro "Cosmetici naturali fai da te" di Giulia Penazzi per un PEDILUVIO rinfrescante e stimolante.

Gli ingredienti sono: 2 litri di acqua, 2 cucchiai di menta, 2 cucchiai di timo, 2 cucchiai di eucalipto e 6 gocce di olio essenziale di limone.

Si comincia preparando in una pentola un infuso classico, aggiungendo due litri di acqua in ebollizione alle erbe sminuzzate il più possibile. Si chiude il coperchio della pentola e si lascia in infusione per 15 minuti e poi si filtra. Si pone in frigorifero per almeno un'ora e si aggiunge ben freddo ad altri due litri d'acqua e all'olio essenziale di limone. Si immergono i piedi per un pediluvio di almeno 10 minuti.

E' un bagno rinfrescante e tonificante che allevia la stanchezza e il gonfiore ma vi posso garantire che per il naso gocciolante da raffreddore, purtroppo non funziona !!!

Alla prossima settimana con una nuova ricetta, ciaoooo!!!

Francesca
 
 
Ciao ragazzi!!! 
Guardiamo cosa troviamo questa settimana in cucina... mmmm, il mio frigorifero fa eco ma ho trovato qualcosina per sperimentare e la fonte di questa settimana è un libro molto carino: "Fare i cosmetici naturali è facile" di Cyrille Saura Zellweger. 
Dunque, gli ingredienti sono: yogurt al naturale, succo di limone, miele e olio d'oliva per creare ben due maschere purificanti, idratanti e nutrienti per il viso e per il corpo.

-Maschera viso: 1 cucchiaio di yogurt naturale, 2 cucchiaini di succo di limone, 2 cucchiaini di miele.

In una piccola ciotola, miscelate gli ingredienti fino a ottenere un composto omogeneo. Applicatela poi sul viso e sul collo, evitando bocca e occhi e lasciatela agire per 20 minuti e alla fine sciacquate con acqua tiepida.

-Maschera corpo: il restante del vasetto di yogurt grande, 2 cucchiai di succo di limone, 2 cucchiai di miele, un cucchiaio di olio d'oliva.

Frullare assieme tutti gli ingredienti. Entrate nella doccia o nella vasca da bagno e applicate la miscela su tutto il corpo, lasciatela agire per 20 minuti e sciacquate anche questo con acqua tiepida.

Il mio consiglio è di fare entrambe le maschere nello stesso momento, sono ideali dopo una lunga giornata di lavoro, adatte a tutti i tipi di pelle e dalla preparazione molto veloce e in più potrete rilassarvi nell'attesa, magari con l'ausilio di un pò di musica.

Alla prossima ricetta, buon week end!

Francesca

 
 
Eccomi qui con un'altra ricetta semplice, semplice appena scoperta grazie alla trasmissione di "Clio Make Up" sul canale 31 Real Time.

Dunque gli ingredienti sono tre e di uso comune: farina, un gambo di sedano e acqua calda.
Ho visto lei nella trasmissione farla in cinque minuti e me la sono scritta, poi sbirciando in frigo, in uno dei miei attacchi di fame, ho trovato un pò di sedano allora ho pensato di testarla subito e mentre vi sto scrivendo ho ancora il viso verde e il gatto che mi guarda con l'acquolina in bocca.
Bene bando alle ciancie (sono una chiacchierona), prendete il gambo di sedano, lavatelo e togliete le foglioline poi taglietelo a pezzettini e insieme a un mestolo circa di acqua calda mettetelo in una ciotola. 
Ora prendete il frullatore a immersione, quello che per intenderci si usa per frullare la minestra di verdura e riducete il tutto in poltiglia, poi versate il composto filtandolo con un colino. Buttate la parte liquida e tenete la poltiglietta che poi unirete alla farina (circa un cucchiaio) per renderla più solida e maneggevole. Mescolate bene, applicate sul viso e dopo 10-15 minuti sciacquate con acqua tiepida. 
Si dice che il sedano sul viso abbia effetti tonificanti ma ne io ne Clio vi promettiamo dieci anni di meno si intenda!!!

Alla prossima ricetta sperando di esservi stata utile.
Ciaoooo!!!

Francesca
 
 
Ciao ragazze e ragazzi, oggi inauguriamo una nuova sezione sulla cosmetica naturale "fai da te" dedicata a chi ha voglia di spignattare e nello stesso tempo di non gravare sull'ambiente!!!
Bene bene... ogni settimana vi illustrerò una ricetta, da me provata, catturata dalle mie ricerche tra web, libri e giornali. La ricetta di questa prima settimana, scovata nel sito www.saicosatispalmi.org, è un deodorante fai da te in forma liquida o in polvere, estremamente semplice e fattibile, per permettere a tutti di fare un buon odorino e addirittura con la possibilità di scegliere la profumazione preferita (io ho usato il thè verde).    

Prima ricetta: in polvere.

Ingredienti:
-bicarbonato
-amido (di riso)
-olio essenziale per profumare a vostra scelta

In un barattolo unire bicarbonato di sodio e amido in polvere di qualsiasi tipo (di riso, maizena, frumina, si trovano tutti al supermercato). Il bicarbonato impedisce al sudore di trasformarsi in cattivo odore, l’amido è assorbente. La quantità di bicarbonato deve essere maggiore di quella di amido, altrimenti non funziona. Se vogliamo possiamo profumarlo con qualche goccia di olio essenziale lavorandolo con pestello e mortaio (o schiacciandolo col cucchiaino) per qualche minuto in modo da amalgamare bene il profumo in tutta la polvere. Applicare con un piumino o in mancanza con le dita, senza strofinare.

Seconda ricetta: liquido.

Ingredienti:
-bicarbonato
-acqua
-olio essenziale per profumare (opzionale)

In un bicchiere mettere dell’acqua, aggiungere bicarbonato mescolando finchè non si scioglie più e lasciare riposare una mezz’oretta. Poi travasare solo la parte liquida (avremo ottenuto una soluzione satura di bicarbonato) in uno spruzzatore (magari recuperato da un vecchio deodorante finito e ben lavato). Il deodorante è pronto!

Conservare in frigo.

Agitare prima dell’uso.

Un'unica controindicazione: questi sono deodoranti, non antitraspiranti.

Quindi se si ha la sudorazione particolarmente abbondante non la bloccano assolutamente quindi consigliato fino alla primavera!!

Spero che vi sia stata utile e ci vediamo la prossima settimana con una nuova ricetta per farci belli..!!! 

Francesca