Sin da quando ero piccola ho sempre, e dico sempre, bevuto acqua in bottiglia. 
Fiera sostenitrice della mia scelta, quasi non concepivo chi bevesse acqua del rubinetto, tacciandoli un po' di taccagneria e incoscienza. 
Pensavo: " ecco questi bevono acqua del rubinetto per risparmiare e non si preoccupano della loro salute ", convinta com'ero che la cosiddetta "acqua del sindaco" non fosse sufficientemente controllata.
Poi sono andata a convivere. E ovviamente per qualche tempo ho tenuto duro nella mia scelta. 
Passano i mesi e le confezioni di acqua portate manualmente ( non abbiamo l'ascensore) per 4 rampe di scale, cominciano seriamente a prendere il sopravvento sul mio rigore.
Ecco, quindi, che inizio ad informarmi maggiormente a proposito della qualità dell'acqua del rubinetto.
Contestualmente, comincia proprio in quel periodo una campagna Coop a riguardo ed io decido di acquistare la loro caraffa filtrante per provare a convertirmi.
...Bhè, da allora non l'ho più abbandonata!
So che ci sono teorie discordanti al suo riguardo ma credo che non avrò difficoltà ( una volta terminati i filtri...che ho pagato caro) ad abbondarla a favore di una semplice bottiglia di vetro.

I vantaggi della mia scelta sono stati innumerevoli:

1. Innanzitutto non sono più schiava di quelle pesantissime confezioni che gravavano sulla mia schiena e sul nostro portafoglio. Ora sono libera di andare a fare la spesa a piedi senza, al termine degli acquisti, farmi venire un accidente perchè la macchina è parcheggiata a casa ed io ho 7kg d'acqua da portarmi dietro!
2. Consumo molta meno plastica e, considerando che nel paese in cui abito passano a ritirarla una volta ogni 2 settimane, ora devo dire che riempo a fatica il sacco giallo! :)
3. Non ho trovato alcuna differenza nel gusto e devo ammettere che, forse, era più una fissazione personale che altro.

Ma, aldilà della mia esperienza personale, voglio snocciolarvi un po' di dati ufficiali a proposito, che ho recuperato proprio nei volantini della campagna Coop.

Innanzitutto sapete che per l'imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri di acqua per 100 km, si producono emissioni almeno pari a 10kg di anidride carbonica? 

Prima di convertirsi all'acqua del rubinetto, bisogna però essere certi della sua sicurezza. A questo riguardo posso dirvi che:

- Viene fornita solamente dalle Aziende Acquedottistiche attraverso la rete idrica con il requisito fondamentale della loro potabilità.

- L'acqua pubblica è uno dei settori più vigilati e più controllati.

- A garantirne la qualità sono le migliaia di verifiche effettuate OGNI ANNO dalle Asl, dall'Arpa (Agenzie regionali protezione e ambiente) e dai gestori del servizio idrico utilizzando i parametri previsti dalla legge.
Queste garanzie valgono, però, solo fino all'allacciamento con le case: da quel punto in poi la responsabilità della gestione delle tubature e di eventuali cisterne è dei cittadini.

Per terminare, vi ricordo che in una risoluzione delle Nazioni Unite del luglio 2010, si riconosce l'acqua come diritto umano universale e allo stesso tempo si precisa che 884 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile.
Attualmente, il quadro della disponibilità idrica globale non è solo preoccupante, ma è sottoposto ad un trend che , in mancanza di un radicale cambiamento delle abitudini e delle tecnologie, traccia un futuro drammatico.
Nel 2025 si prevede, infatti, che 3miliardi di persone dovranno convivere in una situazione caratterizzata dalla scarsità d'acqua.
E noi cosa possiamo fare a riguardo? Considerando che, dopo gli Stati Uniti, l'Italia è il paese che consuma più acqua pro-capite..direi molto!Ecco alcuni pratici consigli a riguardo in un paio di post di qualche tempo fa.

Ed ora..a voi la scelta! Io la mia l'ho fatta e ne sono soddisfatta ( che fa anche rima!! :)





 
 
Dopo il terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna sabato notte, oltre alle abitazioni, anche molte aziende della regione, soprattutto delle province di Ferrara e Modena hanno subito gravi perdite.
Tra queste ci sono moltissime aziende produttrici di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, due tra i prodotti che più rappresentano l'Italia nel mondo, ad aver riportato ingenti danni a depositi, allevamenti, stalle, fienili e serre. Secondo una stima di Coldiretti i danni all'agricoltura superano i 200 milioni di euro. 


Quasi il 10% della produzione italiana di Parmigiano e il 2% di quella di Grana Padano sono state state colpite dal terremoto.
E noi cosa possiamo fare in tutto ciò?
Tramite il gruppo di acquisto solidale di Bazzano (BO) di cui facciamo parte, si è dato il via ad un'iniziativa solidale per l'acquisto di "Parmigiano BIO" dell'azienda agricola Casumaro di Bomborto (MO), nella zona di Finale Emilia, una delle città più colpite dal sisma.

Il listino a prezzi ridotti è il seguente:
- 14 mesi € 11,50
- 27 mesi € 13,00
- crema spalmabile € 11,00

Per chiunque fosse interessato a dare una mano a questa azienda a rialzarsi grazie al loro lavoro, ci scriva o li contatti direttamente tramite il sito!




 
 
Qualche tempo fa mi sono imbattuta in un libro molto interessante, che consiglio a tutti, del Prof. Andrea Segrè, dal titolo " Elogio dello -spre+eco. Formule per una società sufficiente". 
Il Prof. Segrè è preside della facoltà Agraria di Bologna, nonchè, tra le altre cose, Presidente del Last Minute Market, spin-off universitario che si occupa di ridurre gli sprechi, in molte delle loro forme, facendo incontrare domanda e offerta. Ossia, rispettivamente: chi ha bisogno di un bene e chi, viceversa, ne ha in eccedenza e sta per liberarsene ( ad esempio le associazioni caritative e i supermercati per quanto riguarda il cibo invenduto che andrebbe buttato).
Ciò che mi ha colpito in particolare di questo libro è il tema riguardante gli sprechi alimentari.
Ne avevamo già parlato in un precedente post, ma ci tengo a tornare sull'argomento per approfondirlo maggiormente e, soprattutto, per suggerirvi qualche accorgimento su come sradicare il problema alla radice.
Lo sapete, ad esempio, che secondo una stima della FAO, la produzione agricola mondiale potrebbe nutrire abbondantemente 12 miliardi di persone? Ovvero, il DOPPIO di quelli attualmente presenti sul pianeta.
Ciò significa che produciamo troppo, sovvenzionando la produzione stessa, ma non in modo non sufficiente per tutti e per di più mangiamo anche male, come dimostra il tasso crescente di obesità nei paesi sviluppati.
L'altro paradosso è che non tutto ciò che produciamo viene consumato, anzi. Prendiamo, ad esempio, il caso dell'Italia. Secondo l'Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori (ADOC) ogni famiglia getta via ogni anno 584 euro di beni alimentari su una spesa mensile di 450 euro, circa l'11%.

Cosa possiamo fare, allora, per evitare nel nostro piccolo di sprecare?

1- Bhè, innanzitutto comprare meno!!( E in questo momento la crisi ci aiuta!) I carrelli dei supermercati sono stati ideati appositamente per contenere il maggior numero di beni possibili. Non facciamoci tentare! :) Prendiamo l'indispensabile e non facciamo scorte degne dei tempi di guerra!

2- E' inoltre possibile consumare alcuni beni anche dopo la data di scadenza. A questo proposito, alcuni dei nostri lettori, ci avevano chiesto di stilare una sorta di lista di questi cibi...
Quindi, eccovi accontentati. Ho preso in parte spunto da una tabella redatta dall'Istituto Superiore di Sanità:

Possono essere ancora consumati fino a qualche GIORNO dalla data di scadenza i seguenti prodotti:

YOGURT : ( io l'ho mangiato 2 settimane dopo la scadenza e vi assicuro..niente sorpresine intestinali. L'unica differenza sta nel numero dei fermenti lattici, ma non nel gusto o nella sicurezza del prodotto.)
PROSCIUTTO CONFEZIONATO

Parliamo, invece, di un margine di MESI dalla data di scadenza per i seguenti prodotti:

SUGHI PRONTI ( se la confezione non viene aperta): 1-2 mesi
- PASTA: 2-3 mesi
BIBITE
- BISCOTTI
-TONNO IN SCATOLA
PESCE SURGELATO
LEGUMI SECCHI
- SOTT'OLI E SOTTACETI:  a seconda che siano in confezioni di vetro ( 2 mesi) o di plastica ( 1 mese).
GELATO
- CONFETTURE: sia industriali che artigianali, resistono per diversi mesi dalla data di scadenza se realizzate con frutta e zucchero in parti uguali.

Ovviamente vale sempre la regola della corretta conservazione. Se ad esempio, un vasetto di marmellata è stato aperto o conservato in luogo caldo, va da sè che se lo andate a consumare qualche mese dopo la scadenza probabilmente non sarà il massimo! Ma ognuno farà poi le proprie valutazioni del caso prima di procedere con l'ingestione!

Concludo con una bella metafora del libro: " Bisognerebbe che si facesse strada il concetto che la Terra è come un'astronave sulla quale bisogna convivere, e che quindi le risorse, essendo limitate, non vanno sciupate e debbono essere distribuite più equamente fra tutti i passeggeri. Bisogna sostituire all'economia del "cowboy" irresponsabile, temeraria, spesso violenta, fondata sulla massimizzazione dei consumi e sullo sfruttamento illimitato delle risorse naturali, l'economia del "cosmonauta", con la Terra concepita come un'unica grande navicella spaziale provvista di riserve limitate e in cui l'uomo deve trovare il suo posto come elemento di un sistema ecologico complesso."

E voi avete qualche suggerimento da darci su come aiutarci a sprecare meno?


 
 
Non so per voi, ma per me il periodo pasquale, oltre che di uova al cioccolato ( e quindi brufoli) è anche sinonimo di "pulizie". Le classiche e maledettissime pulizie di primavera...non sono una maniaca di queste cose ma almeno una volta all'anno bisogna mettersi di impegno e tirare giù le tende ( le mie per fortuna le lava la suocera :), pulire i vetri e poi c'è il cambio dell'armadio e quindi: "quale migliore occasione per pulire anche quello!?"
Ma ci siamo mai soffermati a pensare a quanto stiamo inquinando pulendo? Sembra un ossimoro ma non è così. Quanto inquinano noi stessi e l'ambiente i prodotti che stiamo utilizzando per le nostre pulizie?
La soluzione più ecologica e meno costosa sarebbe quindi quella di auto-produrceli..almeno qualcuno.
Nel giornale "YOGA" ho trovato qualche interessante indicazione su come fare:

SGORGA SCARICHI: Fate bollire 2 litri d'acqua. Versate 200gr di bicarbonato di sodio nello scarico, seguito da 1 bicchiere di aceto bianco. Chiudete il coperchio e lasciate agire. Non appena smette di "frizzare", versate l'acqua bollente. ( Attenzione: non è adatto per le tubature di plastica).


- DETERGI VETRI: In un litro di acqua calda versate 1/2 bicchiere di aceto bianco. Applicarlo con un panno morbido. Asciugate con fogli di giornale appallottolati. In caso di sporco resistente, aggiungete 2 gocce di sapone di marsiglia liquido.

STERILIZZA SANITARI: In uno spruzzino, mescolate 2 tazze di acqua distillata e 2 cucchiai di olio tea tree ( Melaleuca alternifolia). Agitate bene, spruzzate  e lasciate agire per 30 minuti. NB: questo preparato è anche un ottimo antimuffa da doccia, da spruzzare sulle piastrelle senza sciacquarlo.

- DEODORA AMBIENTE: Riempite uno spruzzino con acqua distillata e aggiungete 20 gocce dei vostri oli essenziali preferiti. Consigliamo il mix, in parti uguali, di limone e lavanda. Agitate bene prima di ogni utilizzo.

- DETERGI SUPERFICI: Riempite un contenitore forato ( come un barattolo spargi zucchero)  con bicarbonato di sodio e spargetelo sopra le superfici da pulire. Passate poi un panno inumidito. E' ottimo per piani di lavoro, lavandini di acciaio, taglieri, interno del frigorifero, piano cottura, contenitore per alimenti. Non adatto al marmo o ad altre superfici delicate. NB: per le macchie persistenti fate una pasta con il bicarbonato di sodio e poca acqua e lasciatela agire per 10 minuti prima di risciacquare.

CONSIGLIO UTILE PER TUTTE LE PULIZIE: Evitate le spugne sintetiche! Scegliete invece i panni in microfibra o delle vecchie t-shirt.Non lasciano pelucchi e si possono lavare in lavatrice.

E ora...buona pulizie primaverili e sostenibili a tutti!!! 

 
 
Più volte abbiamo parlato dei vantaggi, sia economici che ambientali, della condivisione dei beni personali.
Attualmente la forma più conosciuta è quella della che riguarda l'auto, ma essa potrebbe contagiare tantissimi altri beni, dei quali ora facciamo un uso esclusivo, magari solo per qualche ora a settimana, e che invece potremmo possedere in comune con altri.
L'ultima frontiera della condivisione riguarda gli elettrodomestici. Ebbene sì! Se ne sente ancora parlare poco, ma in un futuro, magari non troppo lontano, potreste condividere la lavatrice con il vostro vicino!!
L'iniziativa, che prende il nome di "Home Appliances Sharing", nasce dall'idea di tre giovani italiani neolaureati in disegno industriale e prevede, appunto, la condivisione degli elettrodomestici a livello condominiale.
Ma andiamo nel dettaglio.
La loro idea prevede che sia proprio un rappresentante delle aziende produttrici a proporre questi "elettrocomunitari"
( anzichè domestici!) ai condomini, a seguito di un'analisi delle necessità che le singole famiglie esprimono, sia in termini di fasce orarie di utilizzo che di budget che sono disposte a spendere. 
Sulla base di questa indagine, alle famiglie viene consegnata una keycard grazie alla quale sarà possibile utilizzare, dietro prenotazione, gli elettro-comunitari, quelli grandi ( come ad esempio le lavatrici) in loco, in un apposito luogo di uso comune, mentre per quelli piccoli ( come ad esempio il ferro da stiro) sarà possibile prenderli in prestito e riportarli quando si è finito di utilizzarli. Ovviamente è stato pensato anche un servizio di "reminder" via sms, per i più smemorati!
Grazie a questo sistema sarà inoltre possibile registrare orari e consumi, in base ai quali si pagherà per l'effettivo utilizzo dell'apparecchio. Pensate, infatti, che ogni famiglia possiede circa 20-30 elettrodomestici e che ciascuno di essi rimane spento ed inutilizzato per circa il 70% della sua vita. 
Grazie all'Home Appliances Sharing, invece, gli utenti dovranno semplicemente pagare un canone di consumo all'azienda fornitrice, che poi si occuperà dell'apparecchiatura per tutto il suo ciclo di vita, e quindi anche della sua manutenzione e del successivo smaltimento, evitando così l'esportazione illegale di rifiuti tecnologici nei paesi più poveri del mondo, dove i costi sono inferiori e dove, quindi, ne vengono riversate a tonnellate.
Bhè, a noi sembra davvero un'ottima idea in perfetto accordo con un'ottica di risparmio, di rispetto dell'ambiente e di promozione delle relazioni umane... e se non vogliamo proprio iniziare dalla lavatrice potremmo, alla prossima riunione, proporre antenne wi-fi per avere un servizio di internet a livello condominiale o noleggiare al nostro vicino l'auto quando non ci serve!
E voi che ne pensate?? 


Fonte: Focus

 
 
Anche noi di ViviSostenibile abbiamo deciso di aderire alla campagna "M'illumino di meno" di Caterpillar, Radio2, giunta ormai alla sua ottava edizione.
L'iniziativa è volta a diffondere buone pratiche in questi ambiti:- riduzione degli sprechi
- produzione di energia pulita
- mobilità sostenibile (bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi)
- riduzione dei rifiuti (raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo).Tutte cose a cui noi siamo quotidianamente molto attenti! Anche se si può sempre fare meglio.Ecco il decalogo delle buone azioni che ci propongono:
1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto   (... E quì entra in gioco il nostro car pooling!!)
E voi, avete altre proposte da aggiungere a questo elenco?
Noi possiamo farvi un breve riassunto di alcuni post precedenti in cui vi davamo semplici consigli su:
- come ridurre lo spreco dell'acqua. Esempio banale: prima di entrare in doccia, in genere, aspettiamo che l'acqua diventi calda sprecandone, nel frattempo, litri e litri. Ecco, mettete una caraffa sotto al getto così che dopo quell'acqua possa essere bevuta o utilizzata per annaffiare le piante o pulire casa!
- come ridurre lo spreco del cibo: ad esempio, prestando maggiore attenzione prima di buttarlo solo perché scaduto da qualche giorno.Come spiega infatti il Prof. Segrè ( Preside della facoltà di Agraria di Bologna),  la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro" ha, spesso, più ragioni commerciali che di tutela della salute dei cittadini.
- come fare una spesa più sostenibile: prestando attenzione, ad esempio, a non acquistare prodotti con imballaggi inutili di cui ci liberiamo immediatamente e che rappresentano, quindi, un triplo costo: all'acquisto, per il loro successivo smaltimento e infine ambientale ( soprattutto se si tratta di plastica).Per aderire alla campagna vi rimando al sito di Caterpillar.

Buon "m'illumino di meno" a tutti!!

 
 
Ieri su twitter abbiamo scoperto un'interessante iniziativa ambientalista,  promossa da DoveConviene.it, dal nome "Il mio blog è CO2 neutral".
Come funziona? E' molto semplice: il blogger dichiara la sua disponibilità ad abbattere l'impronta ecologica del proprio sito e DoveConviene.it, in collaborazione con iplantatree.org, provvederà a piantare un albero in zone soggette a processi di riforestazione.
L'effetto benefico di questa è garantito. Ogni anno, infatti, un blog o un sito internet producono in media 3,6 kg di anidride carbonica, un albero invece è in grado di assorbirne ben 5 kg annui.
La partecipazione da parte dei blogger è totalmente gratuita ed il modo di aderire è semplice ed intuitivo.
DoveConviene è da sempre molto attento all'utilizzo consapevole della carta e alla tutela del nostro patrimonio boschivo. Grazie alla sua attività tutti i volantini pubblicitari delle principali catene commerciali di elettronica, sport, ipermercati come Conad, Carpisa o Calzedonia (solo per citarne alcune) vengono digitalizzati e resi disponibili online, in maniera gratuita e consultabili sia su pc che su smartphones iPhone e Android, attraverso una comoda applicazione. 
DoveConviene intende, infatti, scoraggiare l'abuso di carta per fini pubblicitari e contribuisce a rendere più pulita la città. Per l'utente la comodità di poter accedere a tutte le offerte in qualunque momento, di poter rintracciare il punto vendita più vicino attraverso una pratica mappa e di poter conoscere rapidamente tutti gli orari di apertura, comprese le aperture domenicali.

Per chi volesse approfondire nel dettaglio l'iniziativa, lo invito a visitare il sito.

E per chi, come noi, è un po' diffidente, può verificare la serietà della collaborazione a questo link

Diventiamo tutti CO2 neutral!!
 
 
A chi piace fare la doccia fredda alzi la mano...!!
Non so voi, ma per quanto mi riguarda devo ammettere che non mi sentirei pronta a tanto. Nemmeno per una causa ambientalista. Allo stesso tempo i sensi di colpa mi assalivano nel vedere scorrere tanta acqua prima di fare il mio ingresso al calduccio...
Finché il mio boyfriend ( Ingegnere gestionale, non a caso) non ha "inventato" uno stratagemma: caraffa di vetro da mettere sotto al getto prima di entrare; quando è piena d'acqua ( circa 1 litro, 1 litro e mezzo) l'ingresso può essere effettuato anche da donzelle non proprio temerarie come me!! ;)
Dopodiché versiamo la stessa acqua nella nostra caraffa filtrante ed è pronta da bere! ( Magari dopo un viaggetto nel frigo!)
Se pensate che in media in una casa si fa una doccia al giorno, in questa maniera eviterete di buttare via circa 365 litri d'acqua all'anno!
Che ne pensate?? Semplice ma efficace, direi!
 
 
E' possibile vivere senza plastica
La mia è, ovviamente, una domanda provocatoria, e probabilmente la risposta sarebbe no. 
Allo stesso tempo, è sicuramente fattibile ridurne l'utilizzo, che come sappiamo ha sull'ambiente un impatto fortemente inquinante, essendo un materiale per nulla biodegradabile e prodotto dal petrolio.
A questo proposito, qualche anno fa avevo sentito parlare di una giornalista inglese, di nome Christine Jeavans che aveva fatto un esperimento: vivere per un mese senza acquistare della plastica. Poteva utilizzare quella che già possedeva, ma non doveva comparne della nuova. Così, per 30giorni, niente caffè take-away, niente cibo confezionato, niente yogurt..insomma niente di tutto ciò che normalmente mettiamo nel carrello e che è dentro ad un involucro di plastica!
Quali erano state le conclusioni dell'esperimento? Bhe, non era riuscita ad eliminare completamente l'utilizzo di questo materiale, ma l'aveva comunque ridotto del 80% rispetto al mese precedente!
Ovviamente la cosa aveva richiesto notevoli sacrifici a lei e alla sua famiglia, ma era riuscita, attraverso questa prova un pò "folle" se vogliamo, a dimostrare che volendo si può vivere in maniera più sostenibile, basta approcciarsi con una mentalità diversa al mondo "usa e getta" a cui tutti siamo abituati.
Ecco, ad esempio, alcuni piccoli consigli che possiamo da subito mettere in pratica per cercare di ridurre il nostro consumo di plastica:
- Ove possibile, cercare di bere l'acqua del proprio rubinetto utilizzando delle bottiglie di vetro o delle caraffe filtranti.
- Per chi lavora in ufficio, come me, e non ha la mensa ( poveri noi!), dotarsi di un set di stoviglie in acciaio così da poterle lavare e riutilizzare. Compreso il bicchiere, che è spesso sottovalutato, ma se considerate che ne userete almeno uno al giorno, alla fine dell'anno lavorativo saranno circa 240 quelli che regalerete all'ambiente!
- Per chi, invece, mangia spesso fuori vendono dei set di stoviglie "tascabili". E non dite che non sapreste dove metterli perchè, soprattutto noi donne, abbiamo sempre le borse strapiene di cose inutili, che potremmo tranquillamente eliminare per fare posto a queste!
- Fondamentali le borse riutilizzabili per la spesa, possibilmente in stoffa. 
- Infine, tiriamo fuori i diari di cucina delle nostre mamme e delle nostre nonne e mettiamoci ai fornelli! La cucina italiana è in assoluto la più buona al mondo, quindi non facciamoci tentare dai cibi preconfezionati o dai fast-food.

Fatto ciò, noi di ViviSostenibile vogliamo lanciarci in un esperimento alla  "Jeavans", provando a ridurre i nostri acquisti di plastica attraverso una spesa più oculata...e sicuramente più alternativa!
Ce la faremo?!?
Vi terremo aggiornati spesa per spesa!!!

Fonte: Il blog di Christine Jeavans 
 
 

Credo che per vivere in maniera sostenibile sia necessario partire dalle piccole azioni quotidiane, quelle a cui non facciamo nemmeno più caso e dove spesso sprechiamo un sacco di risorse, magari vitali come l'acqua.
Di seguito vi elenco alcuni piccoli consigli su come risparmiarla adottando piccole accortezze:



In bagno :
  • chiudi il rubinetto mentre ti fai la barba. È ancora meglio chiudere il tappo del lavabo e riempirlo d'acqua sufficiente a risciacquare il rasoio di volta in volta
  • chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti
  • meglio la doccia! Con un bagno puoi arrivare a consumare fino a 150 litri, contro i 50 per una doccia
  • installa uno sciacquone con il doppio pulsante: potrai regolare l'utilizzo in base alle necessità e risparmiare un'enorme quantità di acqua
  • applica ai rubinetti i riduttori di flusso
In cucina:
  • lava le verdure lasciandole a bagno in un recipiente e usa l'acqua corrente solo per un rapido risciacquo
  • usa la lavastoviglie solo a pieno carico, ogni lavaggio risparmiato riduce il tuo consumo d'acqua di 40 litri
  • usa la lavatrice solo a pieno carico, ogni lavaggio risparmiato riduce il tuo consumo d'acqua di 20 litri 
In giardino o in terrazzo:
  • per pulire i sentieri adiacenti al giardino usa una scopa e non il getto d'acqua
  • le piante del terrazzo possono essere annaffiate anche con l'acqua già utilizzata per lavare la frutta e la verdura o con l'acqua piovana. Annaffiale sempre alla base, non sulle foglie, e alla sera, quando l'evaporazione è minore
  • non lavare l'auto troppo spesso, e usa un secchio invece dell'acqua corrente. Se la porti all'autolavaggio verifica che abbia l'impianto di riciclo dell'acqua.

Buon risparmio a tutti!
Fonte: Provincia di Bologna