Da qualche settimana siamo ormai in piena estate e ai telegiornali non si parla altro che del caldo torrido che sta impazzando da nord a sud e che, ovviamente, è il peggiore degli ultimi 50 anni!
Quest'anno va addirittura molto di moda attribuire agli anticicloni nomi mitici come "Minosse" o "Caronte"..tanto per rendere la cosa ancora più epica.
Ma qualcuno ci vuole spiegare, invece, qual'è la situazione delle nostre spiagge?
Se siete emiliani, come noi, vi sarà certamente capitato di andare in Riviera Romagnola e di non riuscire a trovare una spiaggia libera se non dopo kilometri di cammino. A volte, tenti il tutto per tutto cercando di piazzarti sulla riva davanti ai lettini di uno stabilimento e, se ti va fatta bene, ci rimani, ma se incontri il bagnino scortese può pure capitarti di essere spedito via malamente!
Il punto è che ben il 60% delle nostre spiagge sono cementificate e privatizzate.
Come denunciato nel Manuale di autodifesa del bagnante 2012, a seguito di questa presa di possesso delle nostre spiagge da parte delle lobby balneari ( supportate da una politica accondiscendente) siamo stati praticamente privati di un libero e gratuito accesso al mare, che invece è sempre più spesso condizionato al pagamento di un biglietto di ingresso che si aggira intorno ai 15-20 euro.
Non tutti sanno, però, che la legge italiana prevede che tutti i cittadini hanno diritto di accedere liberamente alla battigia, di fermarsi e di fare il bagno senza dover necessariamente noleggiare le strutture.
Qualora, quindi, ci si dovesse imbattere nel bagnino scortese di sopra, si deve innanzitutto ricordargli che sta andando contro la legge, dopodichè, se persiste, si può contattare la Capitaneria o i Vigili Urbani.

Ma gli stabilimenti balneari, se la passano poi così bene con la crisi? A dire il vero no, e molti ombrelloni rimangono chiusi e inutilizzati per la gran parte della stagione. La maggioranza dei vacanzieri, infatti, li utilizza o nei weekend ( quando si trasferisce nella seconda casa al mare) oppure solo per qualche settimana all'anno.
E allora... perchè non lanciarsi in un "beach-sharing"? A Jesolo ci ha pensato il Presidente della Federconsorzi, Riccardo Cattai, che di fatto gestisce tutti gli stabilimenti balneari della zona: "Stiamo cercando di convincere i nostri soci ( che affittano un posto stagionalmente n.d.r.) a comunicarci i giorni o i periodi in cui pensano di non scendere in spiaggia. A quel punto, potremmo subaffittare i loro ombrelloni ai pendolari, applicando una tariffa low cost - anche il 50 per cento in meno - e stornando una parte delle spese a loro carico, così da abbassare i costi".
Gli spazi vicino al mare sono, ovviamente, i più ambiti ma quelli nelle retrovie restano per la maggior parte del tempo inutilizzati. Ecco, quindi, che attraverso la condivisione degli ombrelloni si riuscirebbe ad abbassare i prezzi, con vantaggi per tutti, sia economici che di migliore gestione dello spazio.

Che andiate alla ricerca di una spiaggia libera o di un ombrellone condiviso, vi torneranno comunque utili tre semplici regole per il rispetto delle spiagge:

1- LASCIATE A CASA IMBALLAGGI INUTILI ( scatoline di cartone, buste di plastica, polistirolo ecc.)

2- PORTATE VIA I RIFIUTI della giornata gettandoli nella raccolta differenziata

3- SEGNALATE LA PRESENZA DI RIFIUTI SPECIALI (pneumatici, batterie,catrame) alla Polizia Municipale o ad altri enti competenti ( Comune, Ente, Parco).

E se siete troppo svogliati per arrivare al cestino ricordatevi che una bottiglia di plastica impiega dai 100 ai 1000 anni per biodegradarsi!!

Buone vacanze a tutti!!




 
 
L'attuale crisi ci sta mettendo di fronte al fallimento del modello economico degli ultimi decenni, basato soprattutto sul concetto di spreco e di "usa e getta".
L'unica maniera per uscirne è quindi quella di cambiare drasticamente rotta, mentalità e stile di vita. 
Per poter fare ciò, è innanzitutto necessario prendere coscienza del fatto che è più conveniente passare dalla PROPRIETA' al semplice USO dei beni, in base alle reali necessità che abbiamo di essi.
A farci pressioni in questo senso c'è la costante crescita dei prezzi delle materie prime, assediate contemporaneamente dall'entrata ogni anno sul mercato di decine di milioni di nuovi consumatori. Ecco perchè si rende ancora più urgente un ripensamento del nostro modo "sprecone" di utilizzare energie e risorse, puntando invece sulla diffusione delle fonti rinnovabili, sul miglioramento dell'efficienza delle fonti energetiche in generale, nonchè su riciclo e riuso dei materiali a discapito di un modello che si fonda, invece, sulla loro rapida obsolescenza.
Pensate, infatti, che uno studio della MacArthur Foundation ci dice che se in Europa ci fosse un'impostazione attenta al RICICLO, al RIUSO e alla progettazione di oggetti che durino nel tempo, si risparmierebbe circa 400 MILIARDI DI EURO all'anno in termini di materie prime nel 2025.
A questo proposito è interessante fare una riflessione sul tema della mobilità.
Sapete, ad esempio, quante auto circolano in Italia? 60 ogni 100 abitanti! Vantiamo una delle più alte densità automobilistiche al mondo. D'altra parte, abbiamo un servizio ferroviario e di mezzi pubblici ben al di sotto della media europea, diretta conseguenza di una politica dei trasporti orientata esclusivamente all'industria dell'auto da 50 anni a questa parte.
Ecco quindi che il potenziamento di questi servizi dovrebbe essere al centro di ogni politica di rilancio dell'economia!!
A questi vanno affiancate soluzioni alternative come ad esempio quella del carsharing, che può rappresentare da un lato una via di risparmio per i consumatori e dall'altro una fonte di profitti e occupazione.
Prendiamo, ad esempio, un caso di successo europeo: la svizzera Mobility che ha superato i 100.000 clienti garantendo profitti e occupazione. Nel 2010 hanno avuto, infatti, un utile netto di 1,3 milioni di euro dando lavoro a 183 persone. Senza contare i vantaggi ambientali che ne scaturiscono: secondo il governo elvetico i 2.600 veicoli della Mobility hanno tolto dalle strade 20.000auto!! Un veicolo del carsharing sostituisce, infatti, da 5 a 15 auto private, liberando così spazi nelle strade e riducendo allo stesso tempo anche i consumi di carburante.
Un altro mezzo su cui puntare per cercare di risolvere i problemi della mobilità urbana è la bicicletta.
In Italia non si investe ancora a sufficienza sulle piste ciclabili, ma in altri paesi le cose vanno diversamente. In Danimarca, ad esempio, ben il 36% dei cittadini usa la bici per i suoi spostamenti quotidiani e il Comune ha affermato di voler innalzare questa quota al 50% entro il 2015.
Anche a New York si è deciso di inaugurare un servizio di bikesharing che quest'estate metterà a disposizione 10.000 bici, creando così 200 posti di lavoro e profitti per 26 milioni di euro nei primi 5 anni, che verranno divisi a metà tra l'operatore e l'Amministratore comunale.
Considerando, infine, che secondo Frost&Sullivan nel 2015 il carsharing varrà in Europa un business da 2,6 miliardi di euro con 5,5 milioni di utilizzatori, 10 VOLTE di più degli attuali, non sarà il caso di lanciarsi con una start-up in questo settore??



Fonte: QualEnergia - Bimestrale di Legambiente 

 
 
Più volte abbiamo parlato dei vantaggi, sia economici che ambientali, della condivisione dei beni personali.
Attualmente la forma più conosciuta è quella della che riguarda l'auto, ma essa potrebbe contagiare tantissimi altri beni, dei quali ora facciamo un uso esclusivo, magari solo per qualche ora a settimana, e che invece potremmo possedere in comune con altri.
L'ultima frontiera della condivisione riguarda gli elettrodomestici. Ebbene sì! Se ne sente ancora parlare poco, ma in un futuro, magari non troppo lontano, potreste condividere la lavatrice con il vostro vicino!!
L'iniziativa, che prende il nome di "Home Appliances Sharing", nasce dall'idea di tre giovani italiani neolaureati in disegno industriale e prevede, appunto, la condivisione degli elettrodomestici a livello condominiale.
Ma andiamo nel dettaglio.
La loro idea prevede che sia proprio un rappresentante delle aziende produttrici a proporre questi "elettrocomunitari"
( anzichè domestici!) ai condomini, a seguito di un'analisi delle necessità che le singole famiglie esprimono, sia in termini di fasce orarie di utilizzo che di budget che sono disposte a spendere. 
Sulla base di questa indagine, alle famiglie viene consegnata una keycard grazie alla quale sarà possibile utilizzare, dietro prenotazione, gli elettro-comunitari, quelli grandi ( come ad esempio le lavatrici) in loco, in un apposito luogo di uso comune, mentre per quelli piccoli ( come ad esempio il ferro da stiro) sarà possibile prenderli in prestito e riportarli quando si è finito di utilizzarli. Ovviamente è stato pensato anche un servizio di "reminder" via sms, per i più smemorati!
Grazie a questo sistema sarà inoltre possibile registrare orari e consumi, in base ai quali si pagherà per l'effettivo utilizzo dell'apparecchio. Pensate, infatti, che ogni famiglia possiede circa 20-30 elettrodomestici e che ciascuno di essi rimane spento ed inutilizzato per circa il 70% della sua vita. 
Grazie all'Home Appliances Sharing, invece, gli utenti dovranno semplicemente pagare un canone di consumo all'azienda fornitrice, che poi si occuperà dell'apparecchiatura per tutto il suo ciclo di vita, e quindi anche della sua manutenzione e del successivo smaltimento, evitando così l'esportazione illegale di rifiuti tecnologici nei paesi più poveri del mondo, dove i costi sono inferiori e dove, quindi, ne vengono riversate a tonnellate.
Bhè, a noi sembra davvero un'ottima idea in perfetto accordo con un'ottica di risparmio, di rispetto dell'ambiente e di promozione delle relazioni umane... e se non vogliamo proprio iniziare dalla lavatrice potremmo, alla prossima riunione, proporre antenne wi-fi per avere un servizio di internet a livello condominiale o noleggiare al nostro vicino l'auto quando non ci serve!
E voi che ne pensate?? 


Fonte: Focus

 
 
Con la crisi ci siamo improvvisamente risvegliati tutti ( o quasi) sul nostro stile di vita e abbiamo scoperto che alcuni comportamenti consumistici sono al limite dell'insensato. 
Sembra tutto nuovo, eclatante, anche se in realtà stiamo semplicemente sperimentando un pò un "ritorno al passato", riscoprendo concetti e valori che sembravano ormai perduti.
Piccolo esempio, banale: voglio leggere un libro. Le alternative sono due:
- posso comprarlo, leggerlo e poi, molto probabilmente, lasciargli prendere polvere per il resto della vita.
- Oppure, posso prenderlo in prestito in biblioteca, leggerlo e poi restituirlo. Così facendo non ho speso nulla, lo stesso libro verrà letto da chissà quante altre persone ( quanti alberi verranno abbattuti in meno?) ed eviterò di dover uscire di casa per fare spazio ai libri che ho acquistato nel corso degli anni!!
Qual'è la scelta più sensata? Parrebbe la prima.
Ecco, la mentalità delle persone sta pian piano cambiando in questo senso.
Si comincia a preferire di pagare solo per l'effettivo utilizzo che si fa di un bene, oppure di scambiarlo con altri a seconda delle necessità che si hanno. Insomma, siamo tutti più attenti al risparmio ma allo stesso tempo stanno prendendo piede delle pratiche che ci consentono di non rinunciare ai beni a cui siamo ormai abituati, come l'auto, o al piacere di un viaggio o di un oggetto "nuovo".
Alcuni esempi:
- il BARATTO: intorno al quale stanno spopolando siti che danno la possibilità di vendere ciò che non ti serve più, ricevendo in cambio crediti da poter spendere nell' "acquisto" di ciò che invece ti interessa. 
A questo proposito vi consiglio di dare un'occhiata a www.reoose.com
- il RIUSO: grazie a negozi come Mercatopoli, dove privati possono portare in vendita oggetti non più utilizzati e ancora in buono stato, dando loro nuova vita e nuovo utilizzo con altri proprietari. Il loro è un sistema basato sul conto vendita, grazie al quale chi vende guadagna, chi compra risparmia e tutti rispettano l'ambiente grazie alla filosofia del riuso.
- lo SCAMBIO: anche della propria casa! Siti come www.scambiocasa.com si rivolgono infatti a coloro che sono interessati a viaggiare, risparmiando e allo stesso tempo immergendosi davvero nelle abitudini del luogo in cui vanno.
- la CONDIVISIONE: con fenomeni dilaganti come il CAR POOLING, grazie al quale perfetti sconosciuti possono condividere l'auto, e quindi le spese, facendo insieme lo stesso tragitto e diventando magari anche amici!

Cogliamo quindi l'occasione che questa crisi ci sta servendo su un piatto d'argento per cambiare mentalità a favore di abitudini più sostenibili ...sia nei confronti del pianeta che del nostro portafoglio!
Buon eco-risparmio a tutti!!
 
 
Nel primo post di questo blog, nel lontano 09 Gennaio 2012 ( ..come siamo giovani!!) parlai della mia idea di dare il via ad un car sharing familiare, tra me e mio padre. Dato che entrambi usiamo molto poco la macchina, avevo pensato di parcheggiare definitivamente la mia e di fare un periodo di prova, condividendo l'auto con lui.
Qualche giorno fa mi sono quindi informata su come procedere per mettere in stand-by la mia assicurazione e mi hanno detto che, scadendo a Marzo, devo bloccarla un mese prima. Quindi dal 9 febbraio sarò ufficialmente senza la mia amata 600!
Nel frattempo ho avuto, però, un'altra idea...
Premesso che credo fortemente che per uscire da questa crisi, anche di valori, sia necessario abbandonare il vecchio concetto di possesso a favore di quello di CONDIVISIONE, a più ambiti possibili della nostra vita.
Detto ciò, mi sono chiesta: perché non trasformare la mia macchina da mero bene di consumo ad una sorta di investimento? Invece che lasciarla parcheggiata ed inutilizzata, potrei metterla a disposizione di chi ne ha bisogno per qualche ora o per qualche giornata. Un CAR SHARING PRIVATO insomma!
Mi piacerebbe, quindi, iniziare a capire se ci possono essere persone interessate ad utilizzare questo tipo di servizio, dopodichè l'obiettivo sarebbe quello di creare una rete di privati, che mettono a disposizione le loro auto quando non ne hanno bisogno.
A questo proposito vi invito a dare un'occhiata anche a questo articolo:http://www.rentalblog.it/?p=3277 
Non so voi, ma nel mio condominio, ad esempio, vedo sempre un sacco di auto ferme che potrebbero invece essere utilizzate! 
Basta con il possesso fine a sé stesso che non ci da nulla in cambio...Condividiamo e facciamo fruttare i beni che abbiamo! 
Che ne pensate? Attendo numerosi vostri pareri in merito.
E poi diciamocela tutta....chi non vorrebbe guidare un bolide del genere??
 
 
Articolo interessante quanto allarmante su Repubblica.
Se lo stato e i comuni non ci aiutano dobbiamo agire autonomamente!
Proviamo ad iniziare con car sharing familiari o ad organizzarci nei nostri condomini. 
Ognuno può fare qualcosa nel suo piccolo per diminuire le auto in circolazione guadagnandoci sia in termini economici che di salute!
 
 
Ho deciso di fare un esperimento di car sharing a livello familiare
Non ci avevo mai riflettuto, ma in tempi di crisi si comincia a rivalutare un pò tutto: utilizzo la macchina per circa mezz'ora al giorno, 10minuti la mattina per andare a lavoro e 10 minuti la sera per tornare a casa. Vanno ad aggiungersi i soliti giretti quotidiani, che spesso faccio comunque a piedi. Ho fatto quindi un breve calcolo: una media di mezz'ora al giorno per 30 giorni, sono 15 ore al mese e quindi 7 giorni e mezzo in un anno! E tutto il resto del tempo dove sta la mia cara macchinina? FERMA, IMMOBILE, INUTILIZZATA, PARCHEGGIATA...ma pago comunque circa 100euro al mese di assicurazione. Senza contare le ulteriori spese obbligatorie, quali bollo, revisione, manutenzione ordinaria ecc. 
Lo stesso discorso vale per mio padre, che abita a 100metri da casa mia ed è pensionato (quindi figuratevi quanto può utilizzare la macchina) e potrei estenderlo ad altri membri della famiglia, ma mi fermo quì due perchè siamo noi i soggetti coinvolti nell'esperimento. 
Così ho deciso di provare ... A marzo, invece che rinnovare l'assicurazione, parcheggerò per 6 mesi la mia macchina, ed io e il mio caro papà ci organizzeremo con la sua. 
Vi aggiorneremo su come andrà!