Tra qualche giorno ci lasceremo per le vacanze estive e, prima di allora, pensiamo sia giunto il momento di farvi brevemente il punto della situazione su "ViviSostenibile". Ovvero: da dove siamo partiti e dove vogliamo andare.



Da quando abbiamo deciso di lanciarci con questo blog ci sono successe una miriade di cose molto piacevoli, che non ci saremmo mai aspettati qualche mese fa.
E' stato come un acceleratore di vita.
Sono passati appena 7 mesi, ma per intensità sembrano anni.
Siamo andati a conferenze, abbiamo conosciuto persone molto interessanti sul web che poi abbiamo incontrato di persona e che adesso fanno un po' parte del nostro quotidiano. Abbiamo preso spunti da loro, abbiamo sviluppato idee che poi abbiamo irrimediabilmente cambiato subito dopo.
Insomma, abbiamo riscoperto la passione, i sogni, la foga di voler realizzare quello che desideri e che quasi non ti lascia dormire la notte. Tutti sentimenti che avevamo, erano solo un po' sopiti.
Ci siamo lanciati in questo progetto senza sapere esattamente cosa volessimo fare e dove volessimo andare. Non siamo esperti di ambiente, e non mi vergogno a dirlo, ma lo amiamo, come amiamo le persone che ci circondano. E sapevamo che volevamo realizzare qualcosa in questo senso.
Aprire un'attività? Ma con questa crisi? E se poi non va? A me ispira il carsharing...sono sicura che andrebbe anche in una cittadina di provincia come la nostra. Ma figurati chi lo utilizzerebbe qua! Allora vendita di prodotti ecologici on-line? Eh ma che palle, lo fanno tutti! Viva l'innovazione!
E allora, cosa facciamo?? Lanciamoci con un blog... male che vada, non ci rimettiamo niente.
Bhè, devo dire che è stata una delle migliori soddisfazioni della mia vita. Abbiamo ricevuto mail di complimenti da parte di lettori da Palermo a Vicenza. Di tutto quello che avevamo "programmato" non abbiamo realizzato quasi nulla, ma in realtà non poteva andare meglio di così.
E adesso? Tra le persone in cui ci siamo imbattuti in questi mesi ce n'è una in particolare, di 68 anni, sulla nostra lunghezza d'onda per mentalità e voglia di fare, che vorrebbe realizzare insieme a noi un progetto di "vivere sostenibile" che ruoterebbe intorno ad una casa. Insomma, sbarcheremo dal web alla campagna.
Sogniamo di realizzare un luogo alle porte di Bologna dove non ci si fermi semplicemente a dormire (era stata pensata per essere, tra le altre cose, un bed & breakfast) ma dove, magari, si possa anche lavorare insieme, in coworking, a progetti innovativi che puntino a migliorare la nostra qualità della vita. E dove, sempre magari, ci si possa anche riappropriare dell'uso delle mani, per creare qualcosa, dall'inizio alla fine, di realmente NOSTRO, compito che, ormai, abbiamo sempre più delegato ad altri.
Se poi si potesse anche mangiare una pizza appena sfornata sotto ad un cielo stellato sarebbe un sogno. E noi vogliamo realizzarlo.
Di lavoro da fare ce ne sarà tanto, ma non ci fa paura. Anzi, ci appassiona.

Vi terremo aggiornati..quindi: Stay tuned amici!

Post Scriptum: ovviamente, il progetto è aperto a consigli, idee, iniziative, pareri e critiche da parte vostra!


 
 
Scopriamo insieme cos’è l’INCI!!
Quando acquistiamo prodotti per la cura della nostra persona, che sia per i capelli, i denti, il make up o la pelle, dovremmo sempre fare caso a ciò che è scritto tra gli ingredienti, perché probabilmente non sapete che tra quelli più utilizzati troviamo petrolati (derivanti dal petrolio),
siliconi, solventi chimici, conservanti tossici, tensioattivi e PEG, placente
bovine, mercurio, nanoparticelle
, che lette cosi non vi dicono molto ma che, invece, fanno decisamente male alla nostra salute. Purtroppo commettiamo l'errore di ritenere che se un ingrediente è autorizzato, sia automaticamente innocuo o efficace, invece esistono purtroppo rischi di allergia, di accumulo, dicomedogenicità (chiusura dei follicoli sebacei con conseguente comparsa di
pustole), se non di problemi più seri. Inoltre molti prodotti sono testati
sugli animali, sono ricchi di composti chimici nocivi o non rispettano l’ambiente, etc. Voi vi chiederete:" come devo fare allora per capirci qualcosa
sulla qualità e la purezza del prodotto?" Ed eccoci al famoso INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, ovvero Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici), ovvero la classificazione della maggior parte delle sostanze contenuta nei cosmetici. E’ di solito scritta sul retro di ogni prodotto, è obbligatorio in Europa, ed è in ordine decrescente, cioè dall’ingrediente presente con maggiore percentuale, a quello inferiore. Secondo una legge del 1997, infatti le case cosmetiche sono obbligate a riportare sulla confezione di ogni prodotto l’elenco degli ingredienti in esso contenuti. Gli ingredienti non sottoposti a interventi chimici sono espressi mediante il loro nome botanico in latino, quelli che invece hanno subito processi chimici vengono riportati sull’etichetta con un nome inglese, altri ingredienti come i coloranti, utilizzati spesso, sono tra gli ultimi ad essere posizionati nell’elenco e sono accompagnati dalla sigla C.I., che sta per colour index, e da un numero identificativo specifico per ogni tipologia.
In rete è possibile consultare alcune fonti attendibili che vi possono aiutare
per quanto riguarda la classificazione degli ingredienti: la Guida ai cosmetici che riporta una classificazione in base alla denominazione, descrizione e funzione; e il Biodizionario, in cui sono censite la maggior parte delle sostanze esistenti evidenziando in modo istantaneo la qualità del prodotto: 2 pallini verdi il prodotto è completamente naturale, 1 pallino verde è sempre un buon prodotto, 1 pallino giallo c’è da stare attenti, 1 pallino rosso è nocivo, 2 pallini rossi il prodotto è inaccettabile. Ovviamente in questa classifica bisogna tener conto della posizione che detiene il prodotto nell’ Inci del prodotto che si vuole acquistare; mi spiego meglio: è più grave se un prodotto con un pallino giallo è all’ inizio (quindi in maggiore concentrazione), piuttosto che alla fine.
Eccovi una breve lista degli ingredienti dannosi più diffusi  in prodotti di
COSMETICA:
PETROLATI: (Petrolatum - Mineral Oil - Paraffinum Liquidum – Vasellina): il
petrolato attualmente è quasi sempre ai posti più alti dell'INCI nei cosmetici.
I petrolati sono degli idrocarburi derivati dalla raffinazione del petrolio.
Paraffina e vasellina sono ingredienti molto noti alle aziende cosmetiche
perchè come i siliconi, hanno un alto potere filmante e donano un’immediata
sensazione di morbidezza e levigatezza dopo l’uso. I petrolati sono costituiti
da sostanze oleose che impermeabilizzano l’ epidermide esercitando un’ azione antidisidratante, così facendo impediscono la normale traspirazione della pelle e quindi una corretta ossigenazione, che si traduce nell’occlusione dei pori formando punti neri ed imperfezioni. I petrolati generalemente non causano allergie ma è stato dimostrato che i soggetti trattati con creme a base di paraffina o vaselina rischiano di contrarre infezioni cutanee causate dai
batteri che, sotto lo strato occlusivo, proliferano indisturbati. I petrolati
sono contenuti in molte creme e balsami, da tenere sotto controllo anche i
glicol (un solvente petrolifero). Sono stati inseriti recentemente dalla
direttiva europea tra i cancerogeni di classe II.
SILICONI: (Cyclomethicone, Cyclopentasiloxane, Cyclohexassioxane,
Dimethicone, Amodimethicone, componenti che finiscono in –one): si tratta di
sostanze idrorepellenti, duttili, antistatiche, resistenti alle alte temperature, resistenti all’invecchiamento (e quindi non biodegradabili), chimicamente inerti. Tutte qualità che rendono i siliconi molto appetibili per un campo, come quello dei cosmetici, sempre alla ricerca di novità ed innovazioni. I prodotti come shampoo e balsami che contengono siliconi rivestono il fusto dei capelli coprendone completamente le squame e donandogli
un aspetto setoso e vellutato. Il capello però viene rivestito da questa
pellicola che non è assolutamente curativa ma copre solo gli inestetismi. Sotto
di essa il capello continua inesorabilmente a rovinarsi. A lungo andare, poi, i
siliconi leggeri seccano i capelli ed aiutano l’insorgere delle doppie punte. I
siliconi pesanti invece afflosciano i capelli. Se questo non bastasse, tendono
ad appesantirli costringendo a lavaggi frequenti. L’effetto che si ottiene con
i prodotti che contengono siliconi è quindi solo e puramente estetico. I
siliconi presenti in creme, rossetti e sieri producono sull’epidermide una
pellicola che la rende liscia, morbida e tirata. In poco tempo però questa
diventa secca, squamosa e piena di punti neri. E’ la sua reazione normale nei
confronti di una pellicola che la riveste e non la fa respirare. I siliconi,
infatti, contribuiscono a cerare una specie di occlusiva sull’epidermide e l’effetto è pari a quello di una pellicola di plastica appoggiata sulla pelle. La
loro caratteristica fondamentale è creare un film sulla pelle o sui capelli
donandogli un aspetto finto-sano, ma basta smettere di usare il cosmetico per
scoprirne gli effetti indesiderati.
FORMALDEIDE: la troviamo in tantissimi prodotti di uso comune e purtroppo
viene largamente usata anche nella conservazione dei cosmetici. Prodotti come fondotinta, shampoo e smalti contengono formaldeide che oltre ad essere una sostanza conservante è un potente battericida. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti, anche se a concentrazioni molto basse.
PARABENI: sono conservanti e antimicrobici sintetici utilizzati sia nell’
industria cosmetica che in quelle farmaceutica e alimentare. Sono
particolarmente presenti nei prodotti che contengono acqua - creme per il viso,
shampoo, dentifrici, creme abbronzanti e deodoranti – e vengono utilizzati
ampiamente, in quanto ritenuti innocui e ben tollerati dalla pelle. I sei
principali parabeni che possiamo trovare nelle formulazioni in commercio sono methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben e vengono usati in tantissimi cosmetici di uso quotidiano, persino nei cosiddetti prodotti “naturali” o “organici” . E’ stato ampiamente dimostrato che queste sostanze penetrano attraverso la pelle e restano intatte all’interno del tessuto, accumulandosi. Sebbene siano legalmente autorizzati nell’Unione Europea, anche i parabeni sono seriamente sospettati di essere cancerogeni.
FTALATI: Gli ftalati sono composti chimici di uso industriale, impiegati
come agenti plastificanti e come solventi e utilizzati anche nella produzione
di vernici e smalti per le unghie. Una tra le sostanze più incriminate trova
ampio utilizzo anche in campo cosmetico. Secondo un rapporto di Greenpeace, un grandissimo numero di profumi per uomo e donna delle migliori marche contiene due sostanze che possono avere effetti indesiderati sulla salute: gli ftalati appunto e i muschi sintetici.
TENSIOATTIVI: sono sostanze dotate di proprietà schiumogene, detergenti e
solubilizzanti. Sono ovviamente presenti in tutti i prodotti che detergono
corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate
(SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Non sono sostanze cancerogene, come si pensava fino a qualche anno fa, ma essendo molto aggressive è meglio preferire prodotti contenenti tensioattivi più delicati e soprattutto limitarne l’uso.
PEG (Polyethylene Glycol) e PPG (Propylene Glycol): derivati petroliferi che
contengono anche minime tracce di ossido di etilene, il primo contribuisce allo smantellamento della capacità della pelle di assorbire l'umidità e i nutrienti, lasciando il sistema immunitario vulnerabile. Il secondo lo possiamo trovare in molti prodotti per make-up, per capelli, lozioni, dopobarba, deodoranti, colluttori, dentifrici.
-MEA, -DEA, -TEA,  -MIPA: (cocamide DEA, Oleamide DEA, Lauramide DEA, Cocamide
TEA, Oleamide TEA, Lauramide TEA, Cocamide MEA, Oleamide MEA, Lauramide MEA,
Linoleamide DEA, Myristamide DEA, Stearamide DEA, DEA-Cethyl Phosphate,DEA-
Oleth-3 Phosphate, TEA-Lauryl Sulfate, Thiethanoamine). Non sono i nomi di
quattro simpatiche sorelle ma rispettivamente le sigle di monoethanolamine,
diethanolamine, triethanolamine e sono presenti in molti composti cosmetici. Li possiamo trovare quasi sempre nei prodotti che fanno schiuma quindi shampoo, saponi e bagnoschiuma, sono quindi composti organici utilizzati per dare ai composti un aspetto più cremoso. La trietanolammina è impiegata anche come riequilibratore del Ph. Si tratta di sostanze accusate di determinare reazioni allergiche e secchezza della pelle e del cuoio capelluto. Inoltre, come le altre ammine, dietanolammina e trietanolammina possono produrre nitrosammine, composti organici cancerogeni. Tuttavia, dato che DEA e TEA sono presenti nei cosmetici in percentuali minime, le probabilità che originino nitrosammine sono considerate molto scarse (per quanto non nulle).
EDTA (es. tetrasodium EDTA): poco biodegradabile, responsabile
dell'inquinamento delle acque e dell'avvelenamento dei pesci.
- I CONSERVANTI ovvero tutte quelle sostanze che devono essere addizionate ai cosmetici contenenti acqua per evitare che si sviluppino muffe o batteri. Tra i più comuni troviamo: L’urea di Diazolidinyl e l’urea di Imidazolidinyl
conservanti sintetici comunemente impiegati nell’industria cosmetica in creme
per la pelle, creme solari, shampoo e balsami. Rilasciano formaldeide, un
battericida inserito sin dal 2004 nell’elenco delle sostanze cancerogene
stilato dall’Agenzia  Internazionale per la Ricerca sul Cancro, e possono
causare dermatiti e reazioni allergiche. Quaternium 15: fa sempre parte dei
conservanti. E’ presente in molti cosmetici per il make-up degli occhi, nei
fondotinta, negli shampoo ma anche nelle lozioni idratanti e nelle creme
solari. E’ nocivo perché rilascia formaldeide, è tossico e dà luogo a fenomeni
di sensibilizzazione. Kathon CG: è un altro conservante, un antimicrobico ad
ampio spettro d’azione, incolore e inodore contenuto nei dermocosmetici, nei
prodotti per l’igiene personale e nei prodotti per la casa. Dal punto di vista
tossicologico, il Kathon CG, è stato classificato come irritante primario
nonostante abbia un grandissimo utilizzo. E’ possibile trovarlo sulle etichette
con dei sinonimi come GROTAN, EUXIL o ISOTIAZOLINA.
-TRICLOSAN: sostanze molto attive, usato come antibatterico è una sostanza
allergenica che si accumula nel corpo e si ritrovano anche nel latte materno.
E' stato registrato come pesticida, assegnandogli un alto indice di rischio per
la salute umana e l'ambiente.
PARAFENILENDIAMINA (PFD): questa sostanza, dal nome difficile da
pronunciare, la incontriamo spesso quando andiamo dal parrucchiere, infatti è
il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti dei capelli.
Molto spesso dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione tanto che questa sostanza è stata bandita da molti Paesi europei.
TOLUENE: leggi toluene e pensi subito ai prodotti per le unghie e in effetti
il toluene è il solvente che serve a stendere facilmente lo smalto. Purtroppo è
stato collegato a disturbi del sistema nervoso e può inoltre causare danni ai
reni. Per correre ai ripari alcune case cosmetiche hanno tolto dai componenti
dei loro smalti la sostanza incriminata. Forse il nostro smalto si sgretolerà
più velocemente, ma avremo la certezza  di non avvelenarci.
PROFUMO: tutti i cosmetici in genere hanno un odore gradevole. Siamo portati a pensare che la fragranza all’interno dei prodotti per l’igiene personale sia del tutto innocua, ma non è così. Il 95% delle sostanze chimiche impiegate nei profumi e nelle fragranze dei cosmetici sono composti sintetici derivati dal petrolio e dal momento che i profumi hanno un basso peso molecolare, riescono a penetrare più facilmente nella pelle e possono causare allergie o difficoltà respiratorie.
IDROCHINONE: leggendo le etichette dei prodotti schiarenti per la pelle è
facile imbattersi in questo composto, un fenolo che risulta essere nocivo,
irritante e pericoloso per l’ambiente. Anche se ne è stato vietato l’uso come
schiarente per la pelle, questa sostanza continua ad essere impiegata nelle
tinture per capelli, anche se a concentrazioni basse.
COAL TAR: spesso in dermatologia per curare la psoriasi vengono utilizzati i
catrami terapeutici. Tra questi, il più efficace è il Coal Tar ovvero il
catrame minerale che, per la sua attività riducente e antiseborroica, trova
impiego in molte creme antri prurito e nei trattamenti per il cuoio capelluto
ma può dar luogo a fenomeni di fotosensibilizzazione.
ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti, alimentari e
non, e ovviamente non poteva mancare tra i componenti di molti cosmetici, in
particolar modo deodoranti eantitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di
zirconio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di
insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di
danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la
degenerazione in cellule cancerose
LAURILSOLFATO DI SODIO: è un detergente dall’effetto schiumogeno, usato sia in lavorazioni industriali che per la produzione di saponi, shampoo e
bagnoschiuma. Può causare irritazioni alla pelle, determinando afte e
dermatiti. Non è invece chiaro se si tratti di una sostanza cancerogena: l’
American Cancer Society sostiene che la sostanza diventi pericolosa solo ad
alte concentrazioni, superiori a quelle comunemente utilizzate nei cosmetici.

Nel dubbio riguardo alla reale pericolosità  di tali componenti chimiche, l’
unico consiglio che mi sento di dare è di fare sempre attenzione alle
etichette, cercando di scegliere il più possibile prodotti naturali e
biologici, e magari di cimentarsi, quando possibile, nei cosiddetti rimedi
della nonna e nel fai-da-te come le ricette che vi ho già proposto!!!
 
Spero di esservi stata utile, alla prossima!!!  

Francesca

 
 
E' partita la campagna "Estate Differente", promossa gratuitamente da Dizionario dei Rifiuti con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini al rispetto ambientale e alla differenziazione dei rifiuti, anche in vista del periodo estivo, e noi abbiamo deciso di aderirvi con molto piacere!!
 
L'iniziativa prevede 3 diversi progetti:

"Salva la Spiaggia", per sensibilizzare alla salvaguardia e alla tutela delle spiagge e delle coste italiane;
"Salva il Parco", per difendere il decoro dei parchi cittadini;
"Salva il Bosco", per proteggere la bellezza della natura.

In cosa consiste? Si parte dai social network, dove gli utenti possono condividere le immagini dell'iniziativa e fare passaparola. Dalla pagina ufficiale dell'iniziativa, poi, i cittadini potranno scaricare le locandine e rendere partecipi le Amministrazioni, gli Enti, le Associazioni. Il desiderio è che ciascuno di noi si faccia partecipe attivo dell'iniziativa, scaricando le locandine e promuovendone l'affissione negli stabilimenti balneari, nei parchi e nei boschi.

I primi protagonisti dell'iniziativa saranno i Comuni italiani che hanno aderito all'iniziativa"Comuni Differenti" del Dizionario dei Rifiuti, tra cui Genova, Napoli, Belluno, Ancona e un'altra ventina di comuni italiani, ma lo staff del Dizionario dei Rifiuti pensa che l'iniziativa possa coinvolgere e trovare l'interesse di tutti i Comuni nazionali grazie alla potenza della rete.

La campagna sarà, infatti, diffusa in tutto il territorio nazionale attraverso social network, partners, blog e radio del settore.

Collabora all'iniziativa anche Decoro Urbano, uno strumento gratuito per le Istituzioni e per il cittadino, la cui finalità è quella di segnalare situazioni di degrado ambientale.

Ma come nasce la campagna "Estate Differente" e quali sono le sue finalità? "L'iniziativa nasce da un'esperienza vissuta qualche giorno fa - rivela Francesco Cucari, sviluppatore del Dizionario dei Rifiuti - quando sulla spiaggia ho visto una bambina prendere il panino dalla borsa e gettare l'involucro di carta sull'arenile. Allora mi sono detto:' qui bisogna fare qualcosa.'.' (anche se prima mi sono alzato per buttare la carta!)Così ho voluto lanciare questa nuova iniziativa, che si propone la finalità di rendere consapevoli i cittadini dell'importanza di una corretta raccolta differenziata, fatta spesso di piccoli gesti e la cui buona qualità, anche grazie all'aiuto del Dizionario dei Rifiuti, aiuta il riciclo!!"

Ah, piccola nota a margine: Francesco ha 19 anni. I ragazzi italiani sono anche quelli come lui, che, oltre a tifare Milan (ognuno ha i suoi difetti ;) , si ingegnano su come migliorare ogni giorno questo paese e i suoi cittadini. Complimenti, davvero!

E ora...buona estate differente a tutti!! Partecipate, condividete e diffondete!





 
 
Da qualche settimana siamo ormai in piena estate e ai telegiornali non si parla altro che del caldo torrido che sta impazzando da nord a sud e che, ovviamente, è il peggiore degli ultimi 50 anni!
Quest'anno va addirittura molto di moda attribuire agli anticicloni nomi mitici come "Minosse" o "Caronte"..tanto per rendere la cosa ancora più epica.
Ma qualcuno ci vuole spiegare, invece, qual'è la situazione delle nostre spiagge?
Se siete emiliani, come noi, vi sarà certamente capitato di andare in Riviera Romagnola e di non riuscire a trovare una spiaggia libera se non dopo kilometri di cammino. A volte, tenti il tutto per tutto cercando di piazzarti sulla riva davanti ai lettini di uno stabilimento e, se ti va fatta bene, ci rimani, ma se incontri il bagnino scortese può pure capitarti di essere spedito via malamente!
Il punto è che ben il 60% delle nostre spiagge sono cementificate e privatizzate.
Come denunciato nel Manuale di autodifesa del bagnante 2012, a seguito di questa presa di possesso delle nostre spiagge da parte delle lobby balneari ( supportate da una politica accondiscendente) siamo stati praticamente privati di un libero e gratuito accesso al mare, che invece è sempre più spesso condizionato al pagamento di un biglietto di ingresso che si aggira intorno ai 15-20 euro.
Non tutti sanno, però, che la legge italiana prevede che tutti i cittadini hanno diritto di accedere liberamente alla battigia, di fermarsi e di fare il bagno senza dover necessariamente noleggiare le strutture.
Qualora, quindi, ci si dovesse imbattere nel bagnino scortese di sopra, si deve innanzitutto ricordargli che sta andando contro la legge, dopodichè, se persiste, si può contattare la Capitaneria o i Vigili Urbani.

Ma gli stabilimenti balneari, se la passano poi così bene con la crisi? A dire il vero no, e molti ombrelloni rimangono chiusi e inutilizzati per la gran parte della stagione. La maggioranza dei vacanzieri, infatti, li utilizza o nei weekend ( quando si trasferisce nella seconda casa al mare) oppure solo per qualche settimana all'anno.
E allora... perchè non lanciarsi in un "beach-sharing"? A Jesolo ci ha pensato il Presidente della Federconsorzi, Riccardo Cattai, che di fatto gestisce tutti gli stabilimenti balneari della zona: "Stiamo cercando di convincere i nostri soci ( che affittano un posto stagionalmente n.d.r.) a comunicarci i giorni o i periodi in cui pensano di non scendere in spiaggia. A quel punto, potremmo subaffittare i loro ombrelloni ai pendolari, applicando una tariffa low cost - anche il 50 per cento in meno - e stornando una parte delle spese a loro carico, così da abbassare i costi".
Gli spazi vicino al mare sono, ovviamente, i più ambiti ma quelli nelle retrovie restano per la maggior parte del tempo inutilizzati. Ecco, quindi, che attraverso la condivisione degli ombrelloni si riuscirebbe ad abbassare i prezzi, con vantaggi per tutti, sia economici che di migliore gestione dello spazio.

Che andiate alla ricerca di una spiaggia libera o di un ombrellone condiviso, vi torneranno comunque utili tre semplici regole per il rispetto delle spiagge:

1- LASCIATE A CASA IMBALLAGGI INUTILI ( scatoline di cartone, buste di plastica, polistirolo ecc.)

2- PORTATE VIA I RIFIUTI della giornata gettandoli nella raccolta differenziata

3- SEGNALATE LA PRESENZA DI RIFIUTI SPECIALI (pneumatici, batterie,catrame) alla Polizia Municipale o ad altri enti competenti ( Comune, Ente, Parco).

E se siete troppo svogliati per arrivare al cestino ricordatevi che una bottiglia di plastica impiega dai 100 ai 1000 anni per biodegradarsi!!

Buone vacanze a tutti!!