Il caro benzina, l'inquinamento, gli alti costi di vite umane che paghiamo ogni anno ci stanno spingendo da diverso tempo a parlare di come arrivare, o semplicemente tornare, ad una mobilità più sostenibile.
Le alternative al classico uso dell'auto, abbiamo detto più volte che sono tante:
- il car pooling: ossia la condivisione della macchina tra passeggeri che percorrono il medesimo tragitto.
- il car sharing: ossia il noleggio dell'auto per qualche ora o giornata a seconda delle necessità dell'utente, con il vantaggio per quest'ultimo di pagare solo per l'effettivo bisogno che ha del mezzo e per chi noleggia di "sfruttare" per il massimo di ore giornaliere l'auto, evitando così di lasciarla parcheggiata ed inutilizzata per ore. 
Chi noleggia, almeno in Italia, sono generalmente società di trasporti locali, che mettono a disposizione della cittadinanza vere e proprie flotte di auto (a Bologna, ad esempio, se ne occupa l'ATC http://www.atc.bo.it/carsharing) ma in altri paesi come la Francia, la Germania o gli Stati Uniti stanno prendendo piede anche iniziative di car sharing tra privati. Ossia, il noleggio della PROPRIA auto ad altri cittadini che ne possono avere bisogno.
- abbandono dell'auto a favore di bici, mezzi pubblici e ...scarpe da tennis!!

Ma come si muove l'italiano patentato?
Secondo un rapporto Aci Censis,  sono più le donne che gli uomini ( 91,8% contro 88,9%) ad usare l'auto in città, anche se un viaggio su sette è più corto di 1km.
Gli uomini hanno invece cominciato a prediligere, per gli spostamenti quotidiani, la bicicletta (18,7% rispetto al 13,7% del 2007) e i mezzi pubblici ( dal 19% al 31%).
La principale motivazione di questo cambiamento va ricercata nel caro benzina, anche se la maggior parte delle intervistate donne sembra non poter fare proprio a meno della macchina, essendo loro, nella maggior parte dei casi, a doversi occupare del "trasporto" della prole.
Per andare loro incontro, bisognerebbe innanzitutto incentivare e sviluppare i progetti di mobilità scolastica di pedibus e bicibus ( che tra l'altro hanno funzionato bene laddove sono stati attuati), ampliare la rete di piste ciclabili e migliorare il servizio offerto dai mezzi pubblici.
Viene infine segnalato che la metà degli intervistati non rinuncerebbe mai all'acquisto dell'auto se ne avvertisse la necessità, ma l'altra metà lo farebbe volentieri a determinate condizioni: più piste ciclabili e bonus per l'acquisto di una bici.


Chissà se i nostri amministratori se ne accorgeranno, prima che sia troppo tardi, che è obsoleto pensare di combattere l'inquinamento e il problema del traffico ricorrendo alle targhe alterne o a saltuari blocchi della circolazione, e decideranno finalmente di puntare su almeno una delle proposte qui sopra... 
Noi siamo fiduciosi e nel frattempo invitiamo tutti ad attivarsi autonomamente per praticare e, allo stesso tempo, promuovere una mobilità più sostenibile!
Buon lavoro a tutti!!

Fonte: BC - La rivista della Fiab


 
 
Si sa, l'Italia è uno dei paesi più belli del mondo. E quale modo migliore per visitarla se non con il piacere della lentezza e del contatto con la natura che può dare una bicicletta?
Il cicloturismo è un modo alternativo di viaggiare, che rappresenta allo stesso tempo anche un'importante entrata economica per il terzo settore. Andrebbe però sviluppato, almeno in Italia.
Un articolo uscito su BC ci spiega come stanno le cose.
Sulla carta o sui siti degli enti turistici i servizi che vengono offerti sembrano molti, ma quando ci si va a scontrare con la realtà spesso ci si rende conto di come manchino le strutture ricettive che dovrebbero ruotare intorno a questi itinerari. 
Le lacune sono ancora tante:
- piste ciclabili corte e scollegate tra loro
- percorsi troppo vicini al traffico
- segnaletica scarsa
- impossibilità di programmare un viaggio unendo alla bici altri mezzi di trasporto ( come ad esempio il treno).
E questo è davvero un peccato perchè, nonostante l'Italia sia il primo produttore di biciclette in Europa e rappresenti una delle maggiori attrattive nel mondo, non riesce ancora ad essere al livello di Germania o Austria, dove ormai il 15% del fatturato turistico nazionale proviene proprio dal cicloturismo.
Anche nel nostro Paese cominciano comunque a prendere forma alcuni modelli a cui fare riferimento, tra cui il Trentino Alto Adige, che ha puntato non solo sulla creazione di piste sicure ma anche, come dicevamo sopra, sulla possibilità di combinare la bici ad altri mezzi di trasporto. Ed ecco quindi che tra Bolzano e Trento si caricano tranquillamente le "due ruote" sui treni e per i cicloturisti è stata addirittura inventata la bikemobilcard, una tessera che gli consente di utilizzare bici, autobus e treno. Va da sè che quando gli itinerari cominciano ad avere un seguito, intorno ad essi spuntano come funghi attività che possono offrire servizi a questi turisti: dagli alberghi agli affittacamere, fino ai nuovi bicigrill, ossia aree di ristoro create in punti strategici con tavoli e panchine, piccole officine e locali igienici.
Un investimento che sicuramente paga: le quattro piste realizzate dalla provincia di Trento ( Valsugana, Val di Sole, Valle dell'Adige e del Garda) generano, infatti, un indotto di circa 86milioni di euro all'anno.
E allora perchè non estendere questa scelta a tutta la penisola?
Secondo l'Istat, almeno 2 milioni di italiani utilizzano la bici tutto l'anno. Ponendo che almeno una metà di essi vorrebbe usarla anche in vacanza e che stia via circa 7giorni spendendo una media di 50€ al giorno, si creerebbe un giro di 350milioni di euro l'anno. Bhe, sono cifre che gli enti locali dovrebbero prendere in considerazione!! Anche perchè metterebbero in moto un volano in grado di valorizzare altre risorse del territorio, come la cultura e la cucina, senza fare ricorso ad ingenti investimenti, che in un periodo di crisi sono poco credibili.
Si potrebbe quindi sfruttare percorsi già esistenti e che andrebbero solo messi al sicuro, proteggendoli dal traffico, come fa già Terre di Siena, proponendo cicloitinerari abbinati a percorsi benessere, termali e a degustazione di vini.
Insomma, la via del turismo sostenibile potrebbe essere una scelta alternativa su cui investire risorse non eccessive e con un ritorno immediato per tutte le attività del territorio...e per un "bel paese" come il nostro sembrerebbe quasi scontata. Speriamo non lo sia troppo.

Fonte: BC - La rivista della Fiab




 
 

Oggi vogliamo parlarvi di un'iniziativa che non è strettamente legata all'ambiente, ma che rispecchia diversi valori a cui "Vivisostenibile" vuole ispirarsi, tra cui la solidarietà e la tutela dei più deboli.
L' associazione Volhand (volontari handicap) di Crespellano, da anni sta portando avanti un progetto coraggioso e all'avanguardia in tema di disabilità e diritti dell'uomo.
Si tratta di una casa...una casa?? Sì, ma è una casa speciale perchè è "tra le nuvole per sognare e con i piedi per terra per vivere"!!
Un'abitazione in cui tra qualche anno potranno andare a vivere ragazzi disabili di alcuni comuni bolognesi ( Crespellano, Bazzano, Monteveglio, Castello di Serravalle, Savigno, Monte San Pietro, Bologna, Casalecchio di Reno e Sasso Marconi). 
Il progetto nasce dall'idea di questa associazione e dalla determinazione dei suoi volontari, ma non è privato, bensì del distretto USL di questi comuni ed è stato in parte finanziato dalla regione Emilia Romagna, che ci ha creduto e ha messo a loro disposizione € 326.000,00.
La Casa Indipendente avrà al proprio interno soluzioni modulari che potranno consentire l’accoglienza di persone con gravi deficit e limitate autonomie ed anche di persone in grado di avere una vita con buoni margini di autonomia nell’ambito di un ambiente “protetto”. La struttura avrà sia degli spazi residenziali “autonomi” (mini-appartamenti), che garantiscano anche l'esigenza di privacy, naturale in persone con buone autonomie, sia spazi di convivenza previsti per un piccolo nucleo di persone con un grado elevato di bisogni rispetto la cura e l’assistenza, quindi uno spazio che assicuri in sicurezza il presidio di quegli aspetti che vengono definiti “primari” come l’alimentazione, l’igiene personale, l’abbigliamento, il riposo e il sonno notturno, la cura della salute. Vi sarà anche uno spazio adeguato anche alle esigenze di tipo relazionale, sociale, e culturale che contraddistinguono l’esperienza di vita di tutti gli individui, anche se le risposte che vengono offerte debbono necessariamente tener conto delle caratteristiche, e quindi anche dei deficit, di cui sono portatori i diversi soggetti. 
Gli obiettivi che si intende raggiungere sono importanti:
- crescita delle personali risorse dei singoli individui
- costruzione e sperimentazione di esperienze di vita autonoma
- sviluppo della soggettività delle persone con disabilità
- ricerca delle abilità come elemento di promozione umana.

Sabato 18 Febbraio è stata issata la bandiera alla  casa tra le nuvole, ma per terminarla c'è ancora bisogno della generosità di tanti!
Per chi volesse, quindi, contribuire a questo bellissimo progetto, può effettuare una donazione nelle seguenti modalità:

 CASSA DI RISPARMIO DI BOLOGNA – filiale 5154 – via Largo Dossetti 8 – Crespellano.Numero C/C: 1000/1089Intestato a VOLHAND GRUPPO VOLONTARI HANDICAP  IBAN: 
IT78 G063 8536 7801 0000 0001 089BIC: IBSPIT28

UFFICIO POSTALE DI CRESPELLANO (BO)CONTO CORRENTE POSTALE 4921188 Intestato a ASSOCIAZIONE VOLHAND

Per maggiori info vi rimando al loro sito: www.volhand.it
 
Ecovending 02/14/2012
 
Qualche giorno fa, navigando alla ricerca di maggiori informazioni sui distributori di detersivi alla spina, mi sono imbattuta in un interessante articolo del "Resto del Carlino", in cui si parlava di un'azienda di Bologna che aveva intrapreso un progetto del genere.
L'azienda in questione si chiama "Sismec" e l'intervistato era Ivan Lenzetti, uno dei due soci. Sono rimasta molto colpita dalle sue parole e ho deciso immediatamente di scrivergli. La mattina seguente arriva la sua risposta, poi una telefonata per fissare un appuntamento e conoscerci di persona.
A discapito della neve, qualche giorno fà siamo andati a trovarli e non appena entrati ci siamo imbattuti nell'oggetto dei nostri desideri: la macchina erogatrice in due versioni, una verdissima e una più romantica a mo' di casetta di legno ( potete vederla nelle foto sotto).
Ivan ci spiega subito come funziona. Il procedimento è molto semplice: inserisci i soldi, posizioni il tuo contenitore sotto al beccuccio e la macchina ti eroga 1kg di prodotto. La precisione è garantita grazie ad un sensore che misura il peso. Al termine del tutto viene rilasciata un'etichetta da apporre sopra ai contenitori. Fantastico, no?
Ma il bello deve ancora venire...La chiacchierata con Ivan dura più di due ore, in cui ci racconta dei momenti difficili attraversati a causa della crisi economica ma, allo stesso tempo, di come questo progetto li abbia aiutati a superarli: "Era un po' il nostro giochino, quella cosa che ti ridà brio e la voglia di andare avanti. Ci lavoravamo in qualsiasi momento, persino la notte!"
E non si sono fermati qua!! Annoverano, infatti, anche una prestigiosa collaborazione con il dipartimento DIEM della Facoltà di Ingegneria di Bologna, che gli sta dando molte soddisfazioni, e la creazione del portale www.macchineautomaticheusate.com, che vanta più di 120.000 visitatori l'anno!
Tutto questo per ribadire che nella vita non basta lamentarsi di ciò che non va, bisogna AGIRE per farsì che cambi. E questi ragazzi ne sono la dimostrazione: hanno interpretato un momento di forti difficoltà come OPPORTUNITA', per creare qualcosa di innovativo.
Azzardo di più: probabilmente, se non fosse stato per la contingenza economica negativa, non si sarebbero mai fermati a riflettere su cosa potessero ideare di nuovo, presi, come siamo tutti, dai ritmi frenetici della vita quotidiana e dal benessere  che ci spinge a sederci...piuttosto che a correre verso il miglioramento!!
Ma per fare ciò è necessario anche superare il concetto di chiusura e possesso, per aprirsi a quello di  CONDIVISIONE delle nostre idee ( e dei nostri beni) con gli altri, per poterle, insieme, fare crescere e diventare grandi.

E noi speriamo davvero di poterli aiutare in questo senso!

Per maggiori info vi invito a visitare il loro sito: www.ecovending.it

A presto! 

 
 
Anche noi di ViviSostenibile abbiamo deciso di aderire alla campagna "M'illumino di meno" di Caterpillar, Radio2, giunta ormai alla sua ottava edizione.
L'iniziativa è volta a diffondere buone pratiche in questi ambiti:
- riduzione degli sprechi
- produzione di energia pulita
- mobilità sostenibile (bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi)
- riduzione dei rifiuti (raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo).
Tutte cose a cui noi siamo quotidianamente molto attenti! Anche se si può sempre fare meglio.
Ecco il decalogo delle buone azioni che ci propongono:

1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto   (... E quì entra in gioco il nostro car pooling!!)

E voi, avete altre proposte da aggiungere a questo elenco?

Noi possiamo farvi un breve riassunto di alcuni post precedenti in cui vi davamo semplici consigli su:

- come ridurre lo spreco dell'acqua. Esempio banale: prima di entrare in doccia, in genere, aspettiamo che l'acqua diventi calda sprecandone, nel frattempo, litri e litri. Ecco, mettete una caraffa sotto al getto così che dopo quell'acqua possa essere bevuta o utilizzata per annaffiare le piante o pulire casa!
- come ridurre lo spreco del cibo: ad esempio, prestando maggiore attenzione prima di buttarlo solo perché scaduto da qualche giorno.
Come spiega infatti il Prof. Segrè,  la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro" ha, spesso, più ragioni commerciali che di tutela della salute dei cittadini.
- come fare una spesa più sostenibile: prestando attenzione, ad esempio, a non acquistare prodotti con imballaggi inutili di cui ci liberiamo immediatamente e che rappresentano, quindi, un triplo costo: all'acquisto, per il loro successivo smaltimento e infine ambientale ( soprattutto se si tratta di plastica).

Per aderire alla campagna vi rimando al sito di Caterpillar: 
http://caterpillar.blog.rai.it/milluminodimeno/

Buon "m'illumino di meno" a tutti!!


 
 
A che punto siamo con la nostra spesa sostenibile? 
Ci eravamo lasciati con la conta dei rifiuti che, ogni volta, portiamo a casa insieme ai prodotti che acquistiamo, e che vanno a finire direttamente nella pattumiera senza passare dal via.
Il rifiuto più comune e inquinante è sicuramente la plastica, perciò ci eravamo chiesti se fosse possibile vivere senza.
Sicuramente la risposta è no, ma abbiamo visto che delle alternative più sostenibili sono possibili.
Quali? Andiamo per macro-categorie:
- Frutta e verdura: acquistiamole direttamente da aziende agricole locali, che spesso vendono ancora nei sacchetti di carta! 
In un solo colpo saremo sicuri della provenienza di ciò che mangiamo, diminuiremo la CO2 che si produrrebbe con il trasporto su lunghe distanze, e risparmieremo soldi, accorciando di molto la filiera.
- Detersivi: cerchiamo punti vendita in cui sia possibile acquistarli alla spina, come quelli che vedete nella foto sotto. In questo modo contribuiremo alla salvaguardia dell'ambiente sia in fase produttiva che dopo l'acquisto, potendo riutilizzare per chissà quante volte il nostro contenitore!
Qualora, invece, non ci ci siano punti vendita del genere vicino a casa, cerchiamo di prediligere le ricariche.
- Carne:  innanzittutto è necessario ridurne al minimo il consumo e quando dobbiamo acquistarla possiamo recarci direttamente da un macellaio. In questo modo eviteremo di portarci a casa le classiche vaschette di polistirolo che troviamo nella grande distribuzione.
- Per tutto il resto dei prodotti, prestiamo attenzione a quelli con meno imballaggi. A volte non ci si fa nemmeno caso alle alternative ecologiche che abbiamo davanti agli occhi.
Ad esempio, per quanto riguarda gli yogurt, la DANONE ha da qualche tempo eliminato la confezione di carta esterna, per sigillare semplicemente i vasetti l'uno con l'altro. Facile no?
- Infine, può essere molto interessante iscriversi ad un Gruppo Solidale di acquisto. Noi, causa neve, siamo un pò fermi in merito..ma non appena possibile vi aggiorneremo!

Che dire...Buona spesa sostenibile a tutti!


 
 
Ieri su twitter abbiamo scoperto un'interessante iniziativa ambientalista,  promossa da DoveConviene.it, dal nome "Il mio blog è CO2 neutral".
Come funziona? E' molto semplice: il blogger dichiara la sua disponibilità ad abbattere l'impronta ecologica del proprio sito e DoveConviene.it, in collaborazione con iplantatree.org, provvederà a piantare un albero in zone soggette a processi di riforestazione.
L'effetto benefico di questa è garantito. Ogni anno, infatti, un blog o un sito internet producono in media 3,6 kg di anidride carbonica, un albero invece è in grado di assorbirne ben 5 kg annui.
La partecipazione da parte dei blogger è totalmente gratuita ed il modo di aderire è semplice ed intuitivo.
DoveConviene è da sempre molto attento all'utilizzo consapevole della carta e alla tutela del nostro patrimonio boschivo. Grazie alla sua attività tutti i volantini pubblicitari delle principali catene commerciali di elettronica, sport, ipermercati come Conad, Carpisa o Calzedonia (solo per citarne alcune) vengono digitalizzati e resi disponibili online, in maniera gratuita e consultabili sia su pc che su smartphones iPhone e Android, attraverso una comoda applicazione. 
DoveConviene intende, infatti, scoraggiare l'abuso di carta per fini pubblicitari e contribuisce a rendere più pulita la città. Per l'utente la comodità di poter accedere a tutte le offerte in qualunque momento, di poter rintracciare il punto vendita più vicino attraverso una pratica mappa e di poter conoscere rapidamente tutti gli orari di apertura, comprese le aperture domenicali.
Per chi volesse approfondire nel dettaglio l'iniziativa,  lo invito a visitare  http://www.doveconviene.it/co2neutral/pianta-un-albero.
E per chi, come noi, è un po' diffidente, può verificare la serietà della collaborazione a questo link:http://www.iplantatree.org/user/968
Diventiamo tutti CO2 neutral!!
 
 
Nel primo post di questo blog, nel lontano 09 Gennaio 2012 ( ..come siamo giovani!!) parlai della mia idea di dare il via ad un car sharing familiare, tra me e mio padre. Dato che entrambi usiamo molto poco la macchina, avevo pensato di parcheggiare definitivamente la mia e di fare un periodo di prova, condividendo l'auto con lui.
Qualche giorno fa mi sono quindi informata su come procedere per mettere in stand-by la mia assicurazione e mi hanno detto che, scadendo a Marzo, devo bloccarla un mese prima. Quindi dal 9 febbraio sarò ufficialmente senza la mia amata 600!
Nel frattempo ho avuto, però, un'altra idea...
Premesso che credo fortemente che per uscire da questa crisi, anche di valori, sia necessario abbandonare il vecchio concetto di possesso a favore di quello di CONDIVISIONE, a più ambiti possibili della nostra vita.
Detto ciò, mi sono chiesta: perché non trasformare la mia macchina da mero bene di consumo ad una sorta di investimento? Invece che lasciarla parcheggiata ed inutilizzata, potrei metterla a disposizione di chi ne ha bisogno per qualche ora o per qualche giornata. Un CAR SHARING PRIVATO insomma!
Mi piacerebbe, quindi, iniziare a capire se ci possono essere persone interessate ad utilizzare questo tipo di servizio, dopodichè l'obiettivo sarebbe quello di creare una rete di privati, che mettono a disposizione le loro auto quando non ne hanno bisogno.
Non so voi, ma nel mio condominio, ad esempio, vedo sempre un sacco di auto ferme che potrebbero invece essere utilizzate! 
Basta con il possesso fine a sé stesso che non ci da nulla in cambio...Condividiamo e facciamo fruttare i beni che abbiamo! 
Che ne pensate? Attendo numerosi vostri pareri in merito.
E poi diciamocela tutta....chi non vorrebbe guidare un bolide del genere??
 
 
Come avrete visto dai tg, il centro nord è letteralmente sommerso dalla neve.
L'occasione è sempre buona per fare della polemica: disagi, strade che non vengono pulite mai abbastanza ( a Bologna sta nevicando da più di 48 ore, sfido chiunque a riuscire nell'impresa)...noi invece andiamo in controtendenza.
La neve ci piace proprio un sacco!!Le nostre macchine sono ferme e possiamo goderci dei fantastici giri a piedi sotto ai fiocchi bianchi, la vita viene rallentata e ci accorgiamo che possiamo tranquillamente rimandare impegni che normalmente sembrano improrogabili ( lavoro compreso!ihihi).
E poi abbiamo più tempo per dedicarci alle arti culinarie..dettaglio da non sottovalutare!
Proprio come ha fatto una nostra lettrice, Bruna, che ci ha scritto così: "Stamattina, visto che nevica, mi hanno annullato tutti i miei impegni:  ginnastica  e corso di fotografia che dovevo iniziare oggi. Mi sono dedicata alla cucina e visto che ho acceso il forno ho fatto tre cose: Focaccia , mele al forno e torta di mele. Ho risparmiato un po' di energia  così rientra nel vivisostenibile. Ciao, Bruna "
Ci fa molto piacere quando chi ci segue interagisce con noi, così ci siamo fatti mandare le sue ricette che pubblichiamo di seguito.
Magari a qualcuno, oltre noi ovviamente, viene voglia di replicarle!
- Mele al forno: Lavare le mele,  tagliarle in quattro o sei parti togliendo il torsolo, poi con la forchetta bucarle sulla buccia e metterle in una pirofila di pirex con buccia rivolta verso il basso e infornarle a 180 gradi per circa 40 minuti, o comunque finche' non sono un po' dorate. 
- Torta di mele:Ingredienti: 150gr. di farina abbondanti, 3 uova, 150gr. di zucchero, 5 mele,  dose di lievito da 1/2 Kg, un po' di liquore di mandorla amara o liquore per dolci.
Mescolare uova e zucchero, poi mettere farina e dose, un po' di liquore e per ultime le mele tagliate a fettine sottili. Imburrare una teglia e spolverizzare con farina, vecchio metodo  delle nonne, così non attacca. Mettere nel forno a 180 gradi per circa 40 minuti, poi  fare prova stuzzicadente per verifica cottura. Spolverizzare un po' di zucchero velo appena sfornata. 
- Focaccia gran sapore: Utilizzare il preparato per Pizza gran Sapore istantanea del Molino Spadoni. Bruna dice: "Ho seguito la ricetta sul retro elaborandola un po' con rosmarino e pomodorini".
Ed ecco la foto di queste delizie!!
Buon tempo delle mele a tutti!
 
 
Di fronte alla crisi e al caro benzina stanno prendendo sempre più piede delle alternative all'uso dell'auto come mezzo esclusivo di spostamento.
Per chi non può proprio abbandonare la macchina, c'è il car poolingossia la condivisione dell'auto ( e quindi delle spese) con qualcuno che deve fare il suo stesso tragitto. (A proposito: inserite un passaggio nella nostra sezione dedicata!)
Per i meno pigri è tornata, invece, in voga la cara vecchia bicicletta, il nuovo motus symbol di questi tempi, che si contrappone al vecchio status symbol della macchina.
Pensate che anche le case automobilistiche si sono accorte di questa tendenza e sono corse ai ripari inserendo una bici nei loro listini.
Da marchi di lusso come Ferrari, Porsche e Maserati a quelli più abbordabili di Peugeot, Ford e Fiat che ne ha ideata una pieghevole per il piccolo bagagliaio della 500. E'ovvio che per i marchi prestigiosi si tratta più di un espediente pubblicitario "green", che di una vera e propria inversione di rotta, anche perchè chi crede di risparmiare acquistando una "rossa" si sta sbagliando di grosso ( alcuni modelli vengono anche il doppio di una Panda!).
Dall'altra parte ci sono i dati dell'Aci che parlano chiaro: un italiano su cinque utilizza meno l'auto e allo stesso tempo un sondaggio dell'Ipr rileva che ormai il 25% della popolazione si muove a pedali, quotidianamente o occasionalmente. Pensate che a Bolzano il numero di spostamenti quotidiani ciclopedonali supera quello dei motorizzati!
Che la crisi non ci stia dando la possibilità di rivedere i nostri metodi di spostamento a favore di alternative più economiche, ecologiche e solidali? 
Le premesse sono buone! Speriamo!

Fonte: Il Venerdì di Repubblica